C’è stato un tempo in cui il telefono non era solo strumento di comunicazione, a quel tempo, a volte, diventava anche una scena. Bastava una cornetta, due voci che si intrecciavano e quello che poteva sembrare una quotidianità diventava un teatro. Amori che si accendevano, amori che si consumavano. Altro che messaggi vocali o emoi; prima, bastava un “pronto” per iniziare una storia.

Ma se pensate che abbia iniziato tutto Mina con Se telefonando vi sbagliate. Dobbiamo andare più indietro, addirittura al 1880, quando un autore oggi dimenticato, C.R. Hodge ha scritto Love my telephone. Con il …

Numero dopo numero mi sento chiamata in causa personalmente. Spesso guardiamo alla nostra vita come a una serie di eventi sparsi, finché non arriva il momento in cui tutto trova un senso. La Chiamata nella e alla vita non è altro che questo: comprendere che ogni nostro passo, ogni inclinazione e ogni desiderio di bene sono parte di un disegno più grande, tessuto con cura da Dio. È la scoperta del luogo in cui la nostra anima prova una gioia così piena da non poterne più fare a meno.
Questa ricerca di senso non avviene mai in solitudine. Ci sono incontri che segnano il confine tra il “prima̶…

Una delle truffe più ricorrenti è senza dubbio quella telefonica. Molto si è parlato nei talk show di come, soprattutto agli anziani, fascia popolare più colpita, arrivino richieste telefoniche dove i truffatori si qualificano via via come parenti stretti, figli, nipoti o come appartenenti alle forze dell’ordine. Lo schema è sempre quello: la chiamata è disperata, si dice che c’è stato un incidente e il parente in questione ha bisogno di aiuto immediato, ovviamente economico. In questo modo c’è chi ha raccolto quanto aveva in casa in contanti o ha tirato fuori i gioielli di famiglia conseg…

Sono anni che devo fare spazio in cantina. Là sotto c’è una montagna di cose accumulate negli anni, che non uso più. Buttarle è difficile, soprattutto i cartoni pieni di libri, musicassette e CD. Ogni volta che ci provo mi prende il magone e alla fine trovo sempre una scusa per lasciare tutto com’è. Ormai però non posso più rimandare. Il trasloco è imminente. Mia moglie ha già fatto pulizia fra le sue cose, adesso tocca a me.

Come sempre, rovistando, tornano a galla i ricordi. Fra le cassette ritrovo la mia preferita di quando avevo vent’anni – ma come si fa a buttare i prim…

(Missioni & volontari)

“Non vi è eresia, né filosofia, 

tanto aborrita dalla Chiesa, 

quanto l’essere umano”.

 (James Joyce, ‘Dedalus’)

Siamo tutti umani.

A prescindere dalle cravatte e dai jeans strappati, dai paramenti e dall’anarchia, e chi si batte il petto ogni domenica in chiesa non è detto abbia l’apertura mentale e la naturale inclinazione morale – e neppure la santa verità in tasca – dalla sua parte per pontificare o giudicare, se è per questo chi parla da un pulpito o con le mani giunte, con un incombente crocifisso di fronte o dietro le spalle, non è assiomatic…

Prendendo spunto dal capolavoro di Weber “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” potremmo provare a interpretare il fenomeno, soprattutto americano, della predicazione della prosperità, fondamento teologico della base evangelica che supporta Trump. 

Il punto di partenza della nostra disamina è la dottrina della predestinazione di stampo calvinista. 

Occorre premettere che Weber, con la suddetta opera, intendeva dare una spiegazione alternativa a quella marxista del fenomeno dell’accumulazione capitalistica.

Weber parte dall’attività dei primi capitali…

In un mondo sempre più favorevole alla guerra, agli attacchi gratuiti a popolazioni indifese e alla distruzione che ancor più sfrenatamente si abbatte in ogni dove, sorge spontanea una domanda: cosa faremmo se l’Italia, la nostra Patria, ci chiamasse alle armi?

La certezza, infatti, che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali [1][…]” non sembra più rassicurarci sulla neutralità del nostro Paese. Specialmente in questi tempi di odio e follia che pongono sul trono di grandi …

Fino all’undici agosto 2004, come tutte le persone normali, avevo un rapporto di sano distacco dal cellulare. Lo utilizzavo molto ma se lo dimenticavo non era certo un dramma. Lo spegnevo la notte, lo posavo appena entrata in casa e manco lo controllavo a meno che non arrivasse qualche notifica.

Quella mattina ero salita dal mare perché avevo delle cose da sbrigare e abbiamo passato la mattina in giro con la mia compagna di avventure. Quindi shopping, visite, una granita a casa di una comune amica. Usciamo insieme e a quel punto squilla il cellulare. “Papà” appare sul display. Rispondo serena, …