
Numero dopo numero mi sento chiamata in causa personalmente. Spesso guardiamo alla nostra vita come a una serie di eventi sparsi, finché non arriva il momento in cui tutto trova un senso. La Chiamata nella e alla vita non è altro che questo: comprendere che ogni nostro passo, ogni inclinazione e ogni desiderio di bene sono parte di un disegno più grande, tessuto con cura da Dio. È la scoperta del luogo in cui la nostra anima prova una gioia così piena da non poterne più fare a meno.
Questa ricerca di senso non avviene mai in solitudine. Ci sono incontri che segnano il confine tra il “prima” e il “dopo”, persone che diventano strumenti della Provvidenza e ci aiutano a fiorire. Ogni circostanza rappresenta il tassello di un mosaico più grande, tessuto in maniera meticolosa. Ed io mi sento fortunata perché sono testimone di un lavoro silenzioso ma potentissimo, svolto da donne e uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita alla comunità, al servizio, alla politica intesa come Bene Comune: perché ciascuno è chiamato per nome. In particolare, tra le tante, l’amicizia con le Assistenti Sociali Missionarie, mi ha reso consapevole del fatto che ciascuno, con il proprio lavoro e con impegno, può dare un contributo diverso alla società odierna. Credo fermamente che il Servizio Sociale Missionario sia attuale in un contesto complesso, come quello in cui viviamo, dove le povertà sono oltre che materiali anche spirituali.
Proprio per approfondire questo mistero della Chiamata, ho dialogato con la persona che è stata per me Maestra. Marisa, oggi è una mia carissima amica, è un’assistente sociale missionaria, e l’ho conosciuta a Palermo ai tempi dell’università, è proprio grazie a lei che ho potuto riscoprire i luoghi, le circostanze e le condizioni esatte in cui provo gioia. Ne abbiamo percorsa di strada insieme e proprio per questo ho pensato che con lei si potesse parlare di Chiamata, quindi ho pensato di farle qualche domanda che condivido qui con voi.
Marisa, come hai capito che si trattava di una chiamata specifica?
«Io pensavo di avere tutto chiaro: pensavo di condividere la mia vita con il mio ragazzo, di avere figli, tanti figli. Sognavo una famiglia aperta agli altri e accogliente. Tutto questo finché non mi sono trovata davanti a un bivio: vita matrimoniale o vita di consacrazione con una donazione totale al Signore?
A quel punto è cominciato un travaglio difficile, perché mi ostinavo a non voler capire! Avevo paura di sbagliare, di essere inadeguata, di dire sì al Signore e poi tornare indietro.
Quando però ho lasciato cadere tutte le mie paure e mi sono “abbandonata”, la chiarezza si è fatta strada. Determinante nella mia scelta vocazionale è stato l’incontro con il Signore attraverso la Sua Parola, i Sacramenti e il servizio ai poveri. Ho vissuto esperienze di servizio che mi hanno segnata profondamente: in Irpinia nelle zone terremotate, all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Palermo con i malati mentali e con i portatori di handicap.
La chiamata a vivere la mia vocazione nella consacrazione missionaria è stata, ed è, un dono. Ogni vocazione nasce in Dio, poggia in Dio e trascende le qualità della persona: non sono più brava degli altri e non ho meriti particolari, ho solo ricevuto un dono gratuito dal Signore.»
L’adesione al Carisma del Servizio Sociale Missionario cosa ha comportato dentro di te?
«Ha comportato un andare verso i fratelli con quel senso di giustizia che sentivo forte e il desiderio della liberazione integrale della persona. Il Servizio Sociale Missionario diventava così un segno concreto dell’Amore di Dio e uno strumento di promozione, per ridare dignità alla persona in tutte le fasi della vita. “Mettere l’uomo in condizioni umane perché sia uomo”, diceva il nostro Fondatore.
Ero attratta dal fatto che nessuna forma di povertà fosse estranea al nostro Carisma, perché ognuna di esse presenta un aspetto particolare della Passione del Signore. Nel corso degli anni ho sperimentato ciò nel servizio ai fratelli che il Signore ha posto sul mio cammino, tra l’Italia e la Spagna. Nelle diverse realtà di sofferenza ho cercato di vivere quell’atteggiamento sereno che scaturisce dall’aver incontrato il Signore, imparando ad avere speciale tenerezza e compassione verso chi soffre.»
Cosa significa per te essere chiamata per nome?
«Fondamentalmente è vivere una relazione con il Signore, con la consapevolezza che Egli è il TUTTO della mia vita. Sin dall’inizio della mia sequela, l’esser chiamata per nome ha avuto una pregnanza molto forte. Il testo biblico che mi ha segnata è quello di Gesù Risorto che chiama Maria per nome: in un momento di preghiera ho sperimentato una gioia profonda sentendomi chiamata proprio così.
“Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni, sei preziosa ai miei occhi, non temere perché io sono con te”: queste espressioni del profeta Isaia danno senso alla mia esistenza. Sapere che, con tutti i miei limiti, sono preziosa ai Suoi occhi mi dà la forza di andare avanti. Come diceva il Cardinale Ruffini: “Ci vorrà l’eternità per ringraziare il Signore del dono della Vocazione”.»
Il dialogo con Marisa ci restituisce una verità semplice: la vocazione è un moltiplicatore di vita. Non toglie nulla a ciò che siamo, semplicemente trasforma i nostri talenti in una missione concreta. Vivere secondo la propria chiamata rende liberi e felici.
La vera domanda, però, resta la tua: hai già individuato quel punto esatto in cui il tuo cuore prova felicità? Perché è in quella gioia esatta che c’è la tua Chiamata. Se ancora non lo hai fatto ti auguro di iniziare al più presto questa ricerca perché ciascuno esiste per una Chiamata speciale, nessuno escluso! Massimo, Luca, Michele, Giovanni, Cesare, Francesca, Gasim, Abbas, Usman, Patrizia, Amy, Grazia, Mariella, Luigi, Giusy, Valeria, Paola, Sara, Giuseppe.
Buongiorno Giovanna!
Certo che ho ricevuto la Chiamata!
È successo in un momento molto delicato della mia vita matrimoniale e, grazie anche a mio marito, ho avuto la possibilità di avvicinarmi di più al Signore, con l’aiuto prezioso di Maria e di godere appieno delle sue Grazie e Benedizioni. Ho aperto di più il mio cuore alla vita, al prossimo, traendone una grande Gioia! Mio marito è una creatura speciale, colui che ho scelto e colui che ha scelto me, davanti a Dio, per avere una nostra Famiglia. Il Signore però ad un certo punto ci ha messo fortemente alla prova, per farci crescere di più spiritualmente!! Ringrazio il Signore per questa grande, dolorosa ma anche gioiosa prova!
Grazie Giovanna! Ho capito da subito la persona che Sei! Tvb
Carla💖