Una delle truffe più ricorrenti è senza dubbio quella telefonica. Molto si è parlato nei talk show di come, soprattutto agli anziani, fascia popolare più colpita, arrivino richieste telefoniche dove i truffatori si qualificano via via come parenti stretti, figli, nipoti o come appartenenti alle forze dell’ordine. Lo schema è sempre quello: la chiamata è disperata, si dice che c’è stato un incidente e il parente in questione ha bisogno di aiuto immediato, ovviamente economico. In questo modo c’è chi ha raccolto quanto aveva in casa in contanti o ha tirato fuori i gioielli di famiglia consegnandoli a questi personaggi senza scrupoli.

Quando si rendono conto che non è accaduto nulla ai loro cari, il più delle volte è troppo tardi e non riescono a recuperare che in rari casi il maltolto con l’aiuto dei rappresentanti della legge.

Stesso modo, pressoché, di procedere ma con un risvolto sentimentale è usato per le truffe su internet. Solitamente uomini stranieri che si qualificano spesso per militari, approcciano donne single ammaliandole con discorsi sempre più intimi e romantici, fino a palesare un improvviso stato di necessità economica con promessa di rimborsare il prestito al più presto e con anche una probabile proposta matrimoniale. Molte ci cascano e inviano tutti i loro risparmi a costoro che all’improvviso spariscono. Anche qui è, purtroppo, quasi impossibile recuperare le somme ingenuamente elargite.

Ascoltando viene da chiedersi: ma come si fa a essere così sprovveduti e a cascare in trappole così?

Ebbene, devo confessare che tempo addietro ci stavo quasi per cadere come una sciocca anche io.

Ricevo sul cellulare, uscita dal lavoro, un messaggio da parte di Nexi dove si dice: bonifico di € 2.740,00 in uscita. Se non è stato autorizzato contattare il numero qui presente.

Mai successo in più di trent’anni di lavoro.

Al momento ho pensato che qualcuno dei colleghi o la titolare, non mi avesse avvisato di aver effettuato quel bonifico. Arrivo a casa e cerco di contattare i colleghi. Niente da fare. A quel punto scatta l’idea fantastica. Provo a chiamare il numero indicato. Mi risponde un operatore molto gentile a cui spiego l’accaduto. Mi dice di attendere il tempo di controllare a chi è intestato il bonifico. Mi comunica che è un nominativo in Spagna. Lì inizio a dire che non è possibile, non abbiamo fornitori spagnoli e lui mi ribatte: guardi che a video ci sono altri 9.000,00 euro di bonifici in partenza. Molto probabilmente vi hanno clonato il conto.

Sono andata letteralmente in panico. Chiedo di bloccare ogni uscita e lui mi dice di entrare nel conto per verificare che non siano già stati addebitati e nel frattempo che io mi fossi recata in ufficio, ci avrebbe fatti contattare dallo sportello antifrode della banca.

Appena mi chiama questo operatore si qualifica come Marco, sportello antifrode. Mi chiede anche lui di visionare il conto e che mi avrebbe richiamato.

Sono corsa in macchina a rotta di collo, e arrivata in ufficio, apro il conto e vedo che al momento è tutto a posto.

Poi così, senza un motivo particolare provo a cercare il numero da cui mi ha chiamato su internet.

Risulta essere la Banca Agricola. Sono quindi sicura che sia effettivamente un appartenente all’istituto di credito.

Finalmente mi chiama la titolare. Quando le dico cosa è successo mi dice: ma diamine, neanche gli anziani cascano in queste cose. E’ sicuramente una truffa. Quando richiameranno dì semplicemente che la titolare ha già contattato il suo avvocato.

Difatti, non appena, all’arrivo della telefonata comunico questa notizia, staccano di botto.

In tutto ciò non hanno chiesto mai le credenziali, cosa che mi avrebbe sicuramente insospettito.

Insomma per fortuna è finita bene a parte il mio orgoglio che ne è uscito ammaccato. Mi sono sentita davvero una sprovveduta boccalona ma mi sono resa conto di quanto siano ormai sofisticati i mezzi che hanno questi malviventi e come sia davvero facile diventarne prede, soprattutto se indifesi come gli anziani.

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