Cammino tra quelle radure, in un sentiero di palme e di fiori carnosi, dolcemente a strapiombo sull’Oceano Indiano, che ancora ombreggiano i resti di quella che fu antica prigione. Porto, eco di lacrime, buio senza speranza.

Avverto un silenzio dolce, odoroso. Una quiete densa. 

Come se quel luogo ricordasse tutto.

La fatica, gli spasimi, il cammino senza fine, le carovane disumane, l’impietoso strazio. Traffico di umanità e avorio e spezie.

E il mare non come fine. Ma come caso, agonia, oscurità.

Da lì si traghet…

Nel 1971, in crisi di ispirazione come egli stesso ammise successivamente, De Andrè prese a prestito l’Antologia di Spoon River, scritta da Edgar Lee Masters e tradotta in italiano da Fernanda Pivano, per ricostruire e reinterpretare le vite dei defunti sepolti in un piccolo cimitero americano sulla base degli epitaffi delle loro tombe.

Ne nacque, sotto forma di concept album già sperimentato con successo anni prima con “La buona Novella”, un capolavoro che inneggia alla libertà già nel titolo: “Non all’amore, né al denaro né al cielo”.

Il protagonista a cui il disco si ispira è il Suonator…

Ci sono momenti in cui la vita scorre apparentemente regolare: battiti senza intoppi, giorni che si somigliano. Sono i momenti belli, quelli da godersi senza troppe domande. Il cuore pulsa come a prendere atto della bellezza e della sua effimera durata, mentre il destino continua a condurci, indifferente ai nostri desideri. E in questi momenti, anche se sappiamo che presto arriveranno pause o difficoltà, non dovremmo mai dimenticare di essere grati a ciò che ci accade, anche se fugace.

Poi arrivano le pause, i vuoti, le sospensioni, quei momenti in cui ci chiediamo se tutto stia davvero and…

C’è un organo che batte con regolarità biologica ma con un’irregolarità tutta simbolica: il cuore.
Nella lingua, più che nell’anatomia, è lui il vero protagonista della nostra vita emotiva. Pensiamo, decidiamo, soffriamo, amiamo – tutto “di cuore”.

È curioso: la scienza moderna ci ha spiegato che emozioni e ragione abitano nel cervello, eppure continuiamo ostinatamente a mettere il centro di noi stessi qualche centimetro più in basso. La lingua, si sa, è più fedele alla poesia che alla fisiologia.

Se si osservano i modi di dire nelle diverse culture, il cuore diventa una piccola bussola a…

Il primo libro è un imprinting. Come i pulcini di Lorenz che seguono l’individuo che vedono per primo, ogni lettore insegue a lungo la forma, il ritmo, il mondo del suo primo libro, anche quando crede di essersene liberato. Da lì in poi, ogni storia verrà confrontata con quell’esperienza originaria, per adesione o per rigetto, come se la letteratura non smettesse mai di parlare con la voce che ci ha chiamati per prima.

Nel mio caso quell’imprinting ha un’età pericolosa (sette anni) e un nome preciso, se possibile ancora più fatale: Cuore di Edmondo De Amicis, letto nell’estate della promozion…

Diceva Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.

La lettura permette di percorrere più binari contemporaneamente e di vivere moltissime vite, per usare le parole di Eco, partecipando così a tutte le vicende narrate. 

Da parecchi anni ormai, lettura e scrittura sono il sale della mia vita; c’è pertanto un luogo del cuore, un rifugio a me molto caro che frequento con una ce…

Al giorno d’oggi per una stanza in affitto al centro di Milano servono circa 900 euro. Una stanza, non una casa. Cercando il costo di quest’ultima i prezzi diventano ingestibili per la maggior parte degli italiani, se consideriamo che lo stipendio medio di un operaio si attesta intorno ai 1400/1500 euro mensili. L’affitto di un trivani/quadrivani al centro di Milano parte dai 2500 euro mensili, per arrivare anche oltre i 5000 euro a seconda delle caratteristiche e delle rifiniture dell’ immobile. Sono spese difficilmente affrontabili per un lavoratore medio, …

Quando si vuole indicare una persona incapace di provare sentimenti propri dell’essere umano, ovvero priva di quel senso di compassione, empatia e carità che sono prerogativa esclusiva di chi è dotato di un cuore, quindi non alle macchine, si usa l’espressione “essere senza cuore”. Al cuore è attribuita per antonomasia la sede dei sentimenti, delle emozioni più pure. Solo chi possiede un cuore può provare amore, dolore, sofferenza. Tutti gli esseri viventi non sfuggono a questa regola, quindi anche gli animali. Ma il cuore dell’uomo è stato sempre considerato l’organo a cui fare riferim…