Matera, la città che la pietra ha imparato a ricordare. Suggerimenti per una passeggiata turistico- poetica.
La prima cosa che mi colpisce, arrivando a Matera, non è una chiesa, né una piazza, né uno dei suoi celebri affacci. È il silenzio, un silenzio strano, quasi impossibile da spiegare, perché intorno a me ci sono case, persone, voci, passi. Eppure, davanti ai Sassi, ho la sensazione che la città abbia abbassato la voce, come se avesse deciso di lasciar parlare la pietra.
Rimango a guardarla dall’alto per qualche istante e, all’inizio, non so nemmeno bene cosa sto osservando. Le case si accavallano una sull’altra, le scale scendono verso la Gravina, piccoli balconi sembrano aggrapparsi alla roc…









