Stati Uniti, anni ’60. Il generale Jack Ripper ordina, di sua iniziativa, un attacco nucleare contro l’URSS, convinto di un complotto comunista. Nella War Room, il presidente Muffley, il generale Turgidson e il bizzarro consulente Dr. Stranamore cercano disperatamente di richiamare i bombardieri, mentre l’ambasciatore sovietico rivela l’esistenza di una “Macchina Fine del Mondo” capace di annientare la vita sulla Terra in caso di attacco. Tra assurdità militari, comunicazioni fallite e cinismo geopolitico, Kubrick trasforma l’incubo d…

Allora: c’è un Presidente dall’ego smisurato e dalla natura caotica, ma non è Donald Trump. Poi c’è un’enciclopedia che fornisce risposte su uno schermo elettronico, ma non è Wikipedia. C’è anche un catalogo dell’industria del piacere erotico, ma non è Porn Hub. E infine ci sono sistemi automatici di decisione che applicano regole senza contesto umano, ma non sono Palantir né qualsiasi altra intelligenza artificiale.

Infatti non è il 2026, ma il 1979 quando appare nelle librerie del Regno Unito l’iconica (finalmente un’occasione favorevole per usare quest’aggettivo!) Guida galattic

Nel 1973, al supermarket della musica italiana, Lucio Battisti si vende sempre come il pane caldo. Nel reparto freschi spuntano tenere primizie di Mia Martini o Edoardo Bennato. Claudio Baglioni, I Pooh e I Camaleonti occupano la prima fila sugli scaffali dei prodotti per la cura della persona. Nei surgelati c’è il solito Fausto Papetti, mentre nelle aree specializzate stanno gli Area e Giorgio Gaber. Per i palati fini, nel reparto discografia gourmet, c’è poi Fabrizio De André che proprio in quell’anno fa esplodere Storia di un impiegato.

Ma nel 1973 compare anche un prodotto davvero incl…

Il primo libro è un imprinting. Come i pulcini di Lorenz che seguono l’individuo che vedono per primo, ogni lettore insegue a lungo la forma, il ritmo, il mondo del suo primo libro, anche quando crede di essersene liberato. Da lì in poi, ogni storia verrà confrontata con quell’esperienza originaria, per adesione o per rigetto, come se la letteratura non smettesse mai di parlare con la voce che ci ha chiamati per prima.

Nel mio caso quell’imprinting ha un’età pericolosa (sette anni) e un nome preciso, se possibile ancora più fatale: Cuore di Edmondo De Amicis, letto nell’estate della promozion…

Certo: immortale l’impronta di Neil sulla ghiaia lunare, impressa dagli scarponi della Storia alla data del 20 luglio 1969. Ma c’è una vicenda di passi mancati che merita almeno la consolazione del racconto. Già, perché alla fine degli anni ’60 l’Unione Sovietica era a un (piccolo) passo dal piantare per prima un paio di suole socialiste sul suolo grigio della Luna.
I russi avevano quasi tutto: una navicella per arrivarci e una per scenderci, calcolatori che oggi verrebbero umiliati da un tostapane smart e un manipolo di cosmonauti pronti a tutto (tranne forse a sopravvivere all’har…