La «suerte» nel linguaggio della tauromachia: l’ispanismo di Sciascia, l’«aficion» di Hemingway e il «duende» di Garcia Lorca
Tra le ragioni per le quali Don Chisciotte avrebbe potuto incontrare minor pubblico, con i più magari soddisfatti dal conoscerne la trama senza avventurarsi tra le pagine, Leonardo Sciascia (1921-1989) individuava «il primo problema» nell’attributo del «Desocupado lector» invocato nel prologo, che traduceva testualmente come «disoccupato» ovvero occupabile dalla gioia della lettura, ritrovando quella particolare condizione di «riposo, speranza e altro» ad Alcalà de Henares, città natale di Cervantes. Qui, tra la piazza del monumento in sua memoria, il «lento volo delle cicogn…









