
Chi ama il gioco della pallacanestro sa bene che tutto comincia con un salto. La palla a due che decide chi avrà la prima azione d’attacco. Poi la partita sarà tutta una serie di zompi per tirare a canestro, recuperare un rimbalzo, effettuare una stoppata o schiacciare la palla dentro l’anello. Un’epopea adrenalinica che parte e si fonda sul salto.
Come tanti altri sport che ci fanno sognare: il colpo di testa del campione, il volo del portiere, l’atleta che supera i sei metri innalzandosi con la sua asta, il corridore che vola sugli ostacoli e così via.
Il salto, insomma, è movimento, energia, concentrazione. È il corpo che si misura con la gravità e cerca, per un istante, di sottrarsi alle sue leggi. Ma è anche il tentativo di raggiungere qualcosa che, fino a un attimo prima, sembrava fuori portata. È una scommessa che sa da dove parte, quasi sempre da terra, ma non dove potrà arrivare. A volte siamo arrivati persino sulla Luna.
La scienza e la filosofia sostengono, non a torto, che la natura non fa salti. Anche i cambiamenti più radicali sono frutto di mutamenti spesso invisibili, ma graduali. Sarà senz’altro vero.
Ma nella vita degli uomini sembra che qualche volta possa accadere qualcosa di diverso. Il salto c’è, eccome.
Una conversione improvvisa. Una passione che si accende. Una certezza che crolla. Un salto nel buio che accende mille luci.
In fondo, saltare vuol dire dare spazio sia alla speranza sia alla rinuncia.
Nel primo caso ci si slancia verso qualcosa di importante e di bello. Si dà fiducia alla vita. Questo salto è spesso spensierato e lieto, come quello dei bambini che giocano.
Nel secondo, invece, si esercita la libertà di saltare un brano che non ci piace della playlist, evitare un appuntamento sgradito, soprassedere sulla lettura di un articolo che non ci appassiona.
Allora ben venga il salto. Anche quando a farlo sono i nostri operai incerti che, per fortuna raramente, «saltano» il loro contributo mensile per mancanza di tempo o di ispirazione. Ci può stare eccome!
Comunque, saltellando saltellando, siamo arrivati fin qua…che vi costa fare un piccolo salto e procedere nella lettura?