Seduto contemplo. Il bosco tace e nel silenzio ogni cosa ritorna al proprio nome, la terra, i tronchi che salgono diritti sopra di me e si perdono nel verde, una forma scura appena affiorata dall’erba, il vento che passa alto tra i rami e si perde oltre la montagna. Seduto contemplo, e lontano il mondo continua il suo clamore, le voci, l’agitarsi incessante degli uomini, le loro parole, le loro vane urgenze, l’inane necessità di andare, di arrivare, di essere altrove. Anche la pietra qui rivendica il diritto di essere pietra. Intorno il silenzio, il verde, la montagna, il cielo, e il vento che passa e poi ritorna. Seduto contemplo. E tutto sta.

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