Un breve cenno alla trama

È la fiaba di Edward (Johnny Depp), un ragazzo che ha le mani di forbice perché il suo “creatore” è morto prima di ultimare le sue mani. Chiuso desolatamente nel suo castello Edward viene contattato da Peggy (Dianne Wiest) , la rappresentante Avon di zona, che lo accoglie in famiglia e cerca di aiutarlo.

La disabilità e le diverse abilità

In una delle scene iniziali la macchina da presa si sofferma su un articolo di giornale, in un angolo del castello: “bambino nato senza occhi impara a leggere con le mani”. Un piccolo dettaglio che già fa capire dove il film vuole andare a parare, una direzione nobile e preziosa. Edward è di fatto un disabile, incapace delle azioni più semplici: cambiarsi d’abito, mangiare, abbracciare, dare una carezza. Persino quando salva la vita al piccolo Kevin dall’investimento di un furgone fuori controllo, finisce col graffiarlo. Eppure, con la fiducia e la sincera amicizia di Peggy, si scopre capace di incredibili abilità artistiche. Modella le siepi abbellendo l’intera città, e così fa con i capelli, con il pelo dei cani ed i blocchi di ghiaccio.

La gentilezza di Peggy e la perfidia della piccola provincia

Peggy è una donna gentile. Ostinata  rappresentante Avon di zona, si arma di pazienza e gira la città per far conoscere e vendere i suoi prodotti. Ogni giorno si imbatte in persone arroganti, ciniche, cattive che però non fanno barcollare il suo animo nobile. L’incontro con Edward è speciale, comprende da subito la sensibilità e il dolore del ragazzo, lo ospita in casa, cerca di farlo ambientare nella piccola città. Quando Edward mette in luce le sue abilità la comunità locale sembra andargli dietro. Ma è solo un’illusione. Le pettegole lo annientano con la loro acidità; i ragazzi di quartiere lo tormentano e persino un uomo con una gamba offesa, che sembrava averlo preso inizialmente in simpatia incoraggiandolo, finisce col seguire il branco. Il poliziotto afroamericano è l’unico che cerca di coprirlo sviando gli inseguitori. È un nero in una città di bianchi,  può senz’altro comprendere ciò che sta provando il ragazzo.

L’amore per Kim (Winona Ryder)

Edward si innamora della figlia di Peggy. La quale è inizialmente spaventata e ostile. Ma il suo ragazzo è un bullo. Così lei, quando riconosce la mitezza di Edward, se ne lascia avvincere. Gli dà un bacio, solo un bacio. Il loro è un amore impossibile ma nei loro cuori durerà. Sulla città nevicherà come mai prima. Sarà Edward a causare il fenomeno, lavorando blocchi di ghiaccio con l’ispirazione di un innamorato.

In tempi in cui relazioni possessive e tossiche mietono sempre più vittime, mi piace immensamente l’idea di un amore gratuito che, seppur non realizzato, sarà per sempre fonte di ispirazione.

4 commenti

  1. Bellissima recensione. Grazie! Nella società odierna chi è sensibile e “diverso”, come Edward , ha sempre ( o quasi) la peggio. La cronaca è piena di notizie devastanti, perché purtroppo , rispetto al periodo in cui è stato prodotto il film , la decadenza dei valori è inarrestabile. Occorre però andare in controcorrente e non smettere mai di educare in direzione ostinata e contraria i giovanissimi , coltivando il cuore e questo film, grazie anche alle riflessioni suscitate , ci spiegano bene come la cura e l’amore possono davvero fare miracoli

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