Al volante, nel vuoto
Sull’arte di guidare e lasciarsi guidare
Esiste un sogno che in molti hanno fatto almeno una volta. Io, lo ammetto, più d’una. L’auto corre, la strada si dispiega davanti, e a un certo punto lo sguardo cade sul posto del guidatore: è vuoto. Nessuno tiene il volante. Eppure la macchina va, con una sua logica imperscrutabile, e tu sei lì — seduto, sveglio e vigile nel sonno — a chiederti se puoi allungare una mano, se devi farlo, se ne sei capace. Se il tempo basterà ad evitare lo schianto.
Dentro, il panico. Il petto che si stringe. Il respiro in affanno.
Fuori, il traffico. I bordi …





