
Sono magicamente attratta dall’acqua. Il mare è sempre stato il mio elemento, ho praticato sport acquatici come la vela e il nuoto, e mi affascinano i corsi d’acqua, specialmente quando scorrono rumorosamente e con grandi effetti visivi. Per questo nella mia lista dei desideri dei posti da visitare ho inserito qualche “salto”, ovvero luoghi in cui un corso d’acqua cambia improvvisamente quota, creando cascate di varia intensità. Alcune non sono particolarmente alte, ma con il loro scroscio trasformano un luogo in un’esperienza anche sonora. Qualche località ha proprio il salto nel suo nome, altre invece vivono in simbiosi con ruscelli e fonti e non posso non toccarle in questo viaggio immaginario. Venite con me!
Comincio con il primo, vicinissimo alla mia città di residenza, ma incredibilmente mai visitato, la conca del Salto. Nascosta a valle della città di Modica, è una tipica cava iblea, che nasconde il suo tesoro scrosciante tra la macchia mediterranea fatta di capperi, olivastri, asparagi selvatici e pungitopo. Forse il cammino di quasi 6 km, i dislivelli non indifferenti non mi hanno mai convinto a fare questo salto, con una cascata di circa 20 metri che si getta in un laghetto dalle acque limpide. Il percorso per arrivarci regala anche la possibilità di visitare grotte naturali e mulini abbandonati. Dopo quest’articolo, prometto, ci andrò! E ho già trovato amici pronti ad accompagnarmi.

Per gli altri posti magici voglio spostarmi nell’Italia centrale, quella dei borghi nascosti, offuscati dalla presenza delle grandi città d’arte. Luoghi che grazie al passaparola e alle ricerche internet cominciano ad essere familiari. E grazie a questo viaggio immaginario comprendi che fu la diffusa abbondanza di acqua a rendere l’Italia centrale la culla delle civiltà italiche. Ovunque sorgenti che nutrirono poi il seme della ricca potenza di Roma.
Cominciamo con la località più settentrionale, in un immaginario percorso che scivola lentamente verso sud. Su google maps sembra tutto molto facile: ma nella realtà automobilistica ci saranno tanti km da percorrere tra tornanti e valli da scendere e risalire armati di santa pazienza. Eccoci quindi a Rasiglia, frazione di Foligno, in provincia di Perugia: è un borgo piccolissimo, nel censimento del 2021 faceva solo 28 abitanti, ma le quattro case di cui è composto sono circondate da acque scroscianti, quelle del fiume Menotre, che canalizzate creano una rete tale da darle il nome di Villaggio dei ruscelli, o “Venezia dell’Umbria”. Un tempo queste acque davano energia a mulini e opifici tessili. L’industrializzazione e il terremoto del 1997 hanno dato il colpo di grazia al paese, che ora vive soprattutto di turismo estivo.

Proseguiamo verso sud, con una piccola sosta a Trevi (ancora in provincia di Perugia): ci piacerebbe pensare che da qui vengano le acque scroscianti della famosa fontana romana, che invece hanno altra origine ed etimologia. Però a poca distanza dal paese, che è uno dei borghi più belli d’Italia, ci sono le fonti del Clitumno, piccolo paradiso celebre già in antichità. Ne cantarono le acque dalle proprietà curative poeti classici e vi sorge un piccolo tempio dedicato proprio al dio fluviale Clitumno. C’è un piccolo specchio d’acqua, dove non si distingue il confine tra la vegetazione lussureggiante delle sponde e quella fluttuante nel fondo. La superficie del laghetto a momenti riflette foglie e cielo, a momenti rivela come una lente cristallina ogni dettaglio sommerso. Mi domanderete: e dov’è il salto? Le cascate sono nascoste, perché questo luogo è una risorgiva, ovvero una fonte subacquea, e un segreto percorso di cunicoli sotterranei e cascate nascoste porta fin qui l’acqua piovuta sulle montagne circa sei mesi prima. E se questo non vi bastasse, a decidere il percorso fantastico sono io, e pensate che io non mi fermerei in un posto simile, dove non ti sorprenderesti che spuntasse una ninfa dei boschi tra i cigni?

Nel mio viaggio immaginario la tappa successiva (esattamente rispondente con il titolo dell’articolo) potrebbe essere Petrella Salto, un paesello affacciato sulla valle del lago artificiale nato dallo sbarramento del fiume Salto. Siamo in provincia di Rieti, in uno di quei paesi che se guardi l’istogramma della demografia su wikipedia ti prende la tristezza. Ma il posto è veramente bello, il lago sembra un fiordo norvegese, d’estate si può fare il bagno e praticare sci d’acqua. Ci sono pure villaggi sommersi dall’innalzamento dell’acqua come Borgo San Pietro, ricostruito sulle sponde assieme al nuovo monastero benedettino dedicato alla fondatrice Santa Filippa, di cui le monache conservano le memorie medievali in un piccolo museo.

Dobbiamo ripartire per una località più vicina a Roma, la cui ricchezza d’acqua l’ha resa sede di sfarzosi parchi. Parlo di Tivoli, scelta prima dall’imperatore Adriano per la sua villa e poi dalla famiglia d’Este, che in pieno rinascimento vi realizzò uno dei giardini all’italiana più sorprendenti. L’acqua è imbrigliata e canalizzata in modo da formare spruzzi, fontane, cascate, giochi spettacolari e placidi laghetti. Oggi alcune pompe elettriche gestiscono tutto il sistema, ma un tempo erano solo i salti di quota a permettere gli incredibili effetti speciali.

Riprendiamo il cammino ancora in direzione sud, e ci inoltriamo nella Ciociaria (in provincia di Frosinone), per raggiungere la mitica Isola del Liri, il paese sorto tra due rami dell’omonimo fiume. Fu proprio la ricchezza d’acqua a decretarne l’importanza durante il medioevo, quando fu costruito il Castello Boncompagni Viscogliosi, che si erge a difesa della piana sottostante, protetto da ben due cascate, quella più famosa Grande o Verticale (con il suo salto di 30 metri) e quella del Valcatoio. Un centro storico sicuramente fuori dall’ordinario, tra arcobaleni, fortificazioni e memorie industriali. Infatti l’abbondanza di acqua ne ha fatto un centro di produzione di carta, un tempo rinomato in tutta Europa.

Il mio viaggio immaginario nel centro Italia si conclude qui: ovviamente potrete sostare in altri posti famosi per le loro acque, come la cascata delle Marmore, San Gemini e Fiuggi, ma questi sono celebri di loro e da tempo.
Ho cominciato con un Salto isolato ma vicino a me, concludo con un altro lontanissimo e addirittura scoperto da poco (meno di un secolo): il salto Angel, nascosto tra le foreste del Venezuela meridionale. Deve il suo nome all’esploratore James Crawford Angel, che l’avvistò nel 1933 durante un sopralluogo aereo. Riuscì a raggiungerla solo quattro anni dopo e anche oggi visitarla è un’impresa avventurosa. E’ la cascata con caduta ininterrotta più lunga al mondo (807 metri) mentre il dislivello totale è di quasi un km. Nelle stagioni più calde l’acqua evapora prima di raggiungere il suolo. La magia di questo luogo, la sua inaccessibilità hanno ispirato gli sceneggiatori del film d’animazione Up (2009) della Pixar. Raggiungere la cascata era il sogno dell’anziano protagonista e della sua defunta moglie, e intorno a questo desiderio è costruita la dolce fiaba di questo film.

I miei desiderata sono più fattibili e spero che qualcuno dei miei lettori abbia visitato o visiterà queste piccole perle nascoste.
PS. I quattro salti promessi dal titolo sono diventati molti di più, e la cosa più difficile è stata scegliere le foto!