
Le forbici sono lo strumento più adatto a tagliar via ciò che avanza. Ritagli di stoffa, ad esempio. O a intagliare preziosi ricami. Le più pesanti cesoie a tagliar via rami secchi.
Questa è una delle azioni forse più difficili nella vita di ciascuno.
Dire basta! Eliminare quel che è ridondante e superfluo e non mi riferisco solo agli innumerevoli oggetti e vestiti che riempiono case, armadi, spazi che potrebbero essere destinati a rimanere semplicemente vuoti, applicando la regola del decluttering come predica l’esperta scrittrice giapponese Marie Kondo.
Non a caso, appunto, è nativa del Giappone che, per tradizione millenaria si circonda solo dell’essenziale arrivando ad ottenere così un’armonia che rasserena l’animo e favorisce la meditazione.
Con un po’ di buona volontà si può ristabilire un senso di ordine, liberando lo spazio circostante.
Molto più complicato se si parla di fare una riflessione su ciò che ci circonda dal punto di vista sentimentale. Amicizie che si trascinano limitandosi ad auguri di circostanza nelle festività. Qualche incontro anche lievemente imbarazzante perché non ci sono più argomenti comuni. Ci si limita a parlare del tempo, qualche accenno ai tempi passati, il nulla in pratica.
Quante relazioni parentali divengono dei laccioli che tengono uniti a malapena in nome di chissà che, con gelosie, disattenzioni, chiacchiericcio spicciolo.
In amore è sicuramente ancor più difficile tagliare definitivamente.
Certe relazioni si basano sull’abitudine, su silenzi comodi, perché nessuno dei due ha il coraggio di mettere la parola fine.
Ma è tutto un susseguirsi di distrazioni, piccole disattenzioni e a un tratto ci si accorge che l’altra parte ti racconta ormai pochissimo di se, tanto che a volte ti chiedi se lo stia raccontando ad altri.
È fisiologico il calo di interesse ma se la base è solida quel che si è costruito resiste, si evolve, si trovano assieme nuovi modi di rapportarsi e confrontarsi.
Se questa volontà non è più viva, a che serve ostinarsi? E’ come rimanere tristemente soli nella stessa stanza con un altro essere umano! Un tempo era parte di te, ora è solo un estraneo.
È dolorosissimo interrompere questo circolo vizioso. Ci vuole coraggio, a volte anche indipendenza economica.
Quando recidi quei rami, loro sono secchi. Loro.
Sei tu che sanguini copiosamente.
Sei tu che soffri a dismisura perché è comunque un fallimento!
Hai perso vuoi un amore, vuoi un amico e comunque vivi un piccolo lutto privato.
Ma come dopo la potatura la pianta rinasce e rifiorisce più sana e rigogliosa, allo stesso modo ogni cambiamento porta con se insicurezza, mancanza delle piccole e grandi abitudini consolidate negli anni, in prima battuta.
Passati i primi momenti si ricomincia , come è naturale, a “respirare”, a riappropriarsi degli spazi, a costruire nuove abitudini.
Ogni taglio alla fine è vita!