
CONVERSAZIONE CON CINZIA NAZZARENO SUL VALORE DELLA SCRITTURA, DELLA LETTURA E DELLE PAGINE CHE CUSTODISCONO LE NOSTRE STORIE
Prima di diventare un libro, una storia nasce spesso da un foglio. Può essere una pagina bianca, un taccuino consumato dal tempo o un appunto scritto in fretta. La carta accoglie idee, conserva ricordi e rende concrete le storie che abitano la nostra immaginazione; c’è chi la considera un semplice supporto e chi, invece, la vede come una compagna d’avventura. Insomma, essa è il luogo in cui le parole prendono forma e iniziano il loro viaggio…
Per il numero di questo mese ho pensato di parlarne con Cinzia Nazzareno, autrice Bonfirraro Editore, per esplorare il valore di questo materiale semplice e straordinario attraverso gli occhi di chi delle parole ha fatto il proprio mestiere perché poche persone conoscono il valore di una pagina meglio di chi la riempie di parole.
Quando pensi alla parola “carta”, qual è la prima immagine che ti viene in mente?
Foglio bianco, voglia di scriverci sopra.
Che rapporto hai con il foglio bianco? È ancora un luogo di possibilità o a volte anche di timore?

Ho un rapporto di ansia e necessità impellente di riempirlo per svuotare il cestino mentale che c’è in me. Il foglio è l’opportunità più bella che mi sia mai capitata, perché, mal che vada, posso sempre strapparlo e ricominciare daccapo con un altro. In passato, quando il foglio era un diario “blindato”, era un serio problema perché avevo sempre il timore che mia madre potesse trovarlo e violare la mia privacy.
Scrivi mai a mano oppure lavori esclusivamente al computer? Ci sono quaderni, taccuini o fogli sparsi che accompagnano il tuo processo creativo?
A mano scrivo appunti sparsi che perdo puntualmente o che ignoro quasi sempre durante le bozze che precedono la stesura definitiva, ma adoro servirmi di quadernetti, block notes o cose simili a cui oggi solo in poche persone vi ricorrono. Amo definirmi donna dell’altro secolo e come tale amo comportarmi, sebbene, comunque, utilizzo la tecnologia per necessità e convenienza.
Conservi i manoscritti, gli appunti e le bozze dei tuoi libri?
Si, diciamo che ho una bella collezione.
Da dove nascono le storie che racconti?
I miei romanzi nascono quasi sempre dai racconti di vita vera della gente che conosco o che incontro casualment, poi, la fantasia completa il tutto.
Qual è la fase che ami o che odi di più: l’idea iniziale, la scrittura o la revisione?
La fase che odio di più è la correzione o revisione perché rappresenta il momento topico e delicato prima della lettura fatta da terzi.
C’è un personaggio che ti è rimasto particolarmente vicino dopo aver concluso un libro?
Sono tanti i personaggi che “popolano” la mia vita e ne sono tanto orgogliosa quanto gelosa.
Oggi molti leggono su schermi e dispositivi elettronici. Come vedi il futuro del libro cartaceo?
I dispositivi sono qualcosa di utile e pratico, ma l’oggetto libro non teme concorrenza. Chi ama veramente leggere non può che amare la versione cartacea del libro. Il futuro è nebuloso e incerto e per questo è difficile fare pronostici. Ma al di là dell’incertezza, spero che il cartaceo prevalga sempre nella scelta dei lettori.
Pensi che il supporto influenzi il modo in cui leggiamo e comprendiamo una storia?
Forse per un nativo digitale è una domanda banale, ma per me che sono abituata alle cose tradizionali credo proprio di si. In che modo riesce a influenzare? La risposta è da ricercare nell’uso dei cinque sensi.
Quale parola scriveresti oggi su un foglio da lasciare ai lettori del futuro?
Riflessione. Perché è una parola che implica calma, attenzione, ponderatezza.
Se la tua vita fosse raccolta in un quaderno, quale sarebbe il titolo della copertina?
Tutta colpa del cuore
Che consiglio daresti a chi sogna di scrivere?
Di non esitare a farlo perché la scrittura è catarsi.
Quanto è importante per te la lettura?
Scrivere è un esercizio umano difficile e per tale motivo necessita di buone letture per riflettere, capire, acquisire tecniche e trarre spunto
In una frase: che cosa rappresenta per te la carta?
L’invenzione più bella del secolo perché conserva i pensieri nei secoli.
Ogni libro nasce da una pagina e ogni pagina custodisce una possibilità.
Terminata questa conversazione, resta la sensazione che la carta non sia soltanto materia, ma memoria, attesa e incontro. Finché ci sarà qualcuno disposto a scrivere e qualcuno desideroso di leggere, una pagina bianca continuerà a essere l’inizio di una nuova storia.