
Sono le prime ore del mattino di una calda giornata d’estate. Il sole è ancora tiepido, il mare è calmo, ci sediamo tra gli scogli all’ombra di un canneto. Il setting è perfetto per incontrare Raffaella Spadola. So già che ci divertiremo: è una donna di spirito e di grande autoironia. Ci conosciamo di vista da sempre, negli anni interessi ed amicizie comuni ci hanno fatto avvicinare. La domanda di rito la devo comunque fare.
Chi è Raffaella Spadola?
Oggi sono una donna che pratica principalmente l’intelligenza del piede, ovvero mantenere il contatto con la terra per conservare la libertà della mente. Spesso alla domanda “cosa fai nella vita?” rispondo “Vado in giro, vedo gente, faccio yoga”. Il mio reddito principale deriva dalla gestione di alcune proprietà familiari che affitto ai turisti nei mesi estivi. Durante il resto dell’anno, principalmente in autunno e primavera, sono una guida ambientale escursionistica. La mia passione è diventata il mio lavoro.
Sono una commercialista pentita. Fino ad un certo punto il mio percorso è stato lineare: maturità classica, laurea in economia e commercio. Ho iniziato a lavorare in alcuni studi privati, poi nella consulenza aziendale. Guardando al passato mi rendo conto che circa ogni 3 anni ho cambiato lavoro. Dal 2001 al 2004 ho lavorato a Milano come consulente aziendale, specializzandomi in comunicazione e responsabilità sociale, dal 2005 al 2008, rientrata a Ragusa, ho curato bilanci sociali e carte dei servizi per alcuni enti locali, dal 2008 al 2011 ho unito la mia passione per il cinema con le mie competenze professionali, occupandomi della gestione organizzativa e contabile della casa di produzione “Extempora”. Dal 2012 al 2016 sono stata una commercialista tradizionale. Solo nel 2016 ho deciso di lasciare più spazio ad una mia grande passione, ovvero lo yoga, dando lezioni, e contemporaneamente avviando l’attività di locazione turistica. Avevo anche pensato di aprire una sala yoga, ma poi è arrivato il covid: il blocco dell’attività turistica mi ha costretto a tagliare il superfluo, come ad esempio rinunciare all’auto. Ma è stata una grande opportunità, la necessità del distanziamento ci ha costretto a riscoprire le attività all’aria aperta, di cui tutti comunque sentivamo un gran bisogno. Nel 2021 ho deciso di dedicarmi a un’altra delle mie passioni, il trekking, così ho frequentato il corso professionalizzante Aigae per diventare guida ambientale escursionistica. E quindi oggi, da ben 5 anni accompagno persone e gruppi, anche stranieri, in giro sugli Iblei, condividendo a piedi i miei luoghi del cuore.
C’è un momento specifico in cui ti sei battezzata la Spadola nella roccia?
Forse nel 2014, durante un trekking presso il sito megalitico dell’Argimusco, in maniera scherzosa.

Il tuo sito in cui proponi le tue attività escursionistiche si chiama Petri petri….in siciliano è un’espressione che indica difficoltà estrema, pericolo al limite del terrore. E per te, cosa significa?
Nulla di tutto ciò, indica soprattutto l’obiettivo delle mie proposte: disperdersi tra le pietre, ma mettendo la sicurezza al primo posto. Per questo bisogna offrire informazioni chiare e corrette sul percorso da effettuare. Durante le escursioni il ruolo della guida è proprio quello di vigilare sul benessere del gruppo, e questo si fa individuando il passo dell’ultimo, ovvero adeguandosi ai tempi dei più lenti.
Il trekking dalle nostre parti segue un percorso diverso: altrove si sale, da noi si scende nelle cave, per lasciare in alto il presente e tornare alla natura, al passato. Cosa significa per te l’esperienza della cava?
È una dimensione intima e raccolta, quando scendi fai una sorta di immersione. Soprattutto alcune cave, come quella dei Servi, che hanno quasi un tetto di copertura, restituiscono l’esperienza del ritorno al grembo materno, all’acqua che scorre, alla vita dei nostri antenati preistorici, che ne avevano fatto la loro casa.
I gruppi che vengono da fuori rimangono spiazzati perché non si aspettano dislivelli così marcati, in cui la salita arriva dopo una giornata di escursione, dove non è possibile nessun errore di percorso. La guida è indispensabile perché in molti casi gli antichi sentieri si sono ormai persi: soprattutto nel centro delle cave molto lunghe, come quella di Ispica, solo la guida conosce i punti dove è possibile proseguire.
Altra passione tua passione è lo yoga, come lo hai coniugato con le attività di esplorazione naturalistica?
Sono due attività che nella mia esperienza si sono sempre sposate benissimo: ritrovare la connessione tra corpo e spirito, e insieme riscoprire il contatto intimo con la natura. Avevo già praticato yoga in luoghi significativi tra il 2016 e il 2017, e poi ho intensificato durante e dopo l’emergenza covid.

Qual è stato l’incontro con un essere vivente (animale, uomo, albero) che ti è rimasto più impresso?
Ricordo due volpi intente al gioco durante un’escursione a cava d’Ispica. E poi molti serpenti, che per me non sono un incontro di cui aver paura. Sono il simbolo della Kundalini, energia che si avvolge intorno alla colonna vertebrale mettendo in connessione i diversi chakra, ma capisco che molti possono provare istintivo ribrezzo. Per questo la guida cammina sempre per prima, per avvisare con il suo passo i serpenti, che non hanno alcuna voglia di incontrare gli umani.
Qual è il luogo che nessuno dovrebbe perdersi in Sicilia?
Sicuramente cava d’Ispica, che come ho già detto, ha bisogno di una guida esperta per essere percorsa nella sua interezza. E’ un libro aperto che ti permette di esplorare la natura ma anche il passato: dalla preistoria, al periodo greco e romano, alla ricchissima testimonianza di un’epoca altrove poco documentata: il periodo bizantino, con le sue architetture rupestri. Roccia scavata, che porta impressa la vita dell’uomo. Poi c’è un altro posto più distante, l’altopiano dell’Argimusco, in provincia di Messina. Luogo panoramico, da cui domini sia il Tirreno con le isole Eolie, sia la mole imponente dell’Etna oltre il manto boschivo dei Nebrodi e dei Peloritani. Tra felci rigogliose sorgono megaliti isolati: naturali o modificati dall’uomo? Poco importa, l’energia di questo incontro tra massi e cielo non può che coinvolgere e restare impresso per sempre.

Ci lasciamo dopo un caffè e consigli su scarpe da trekking, condividendo idee per prossime esplorazioni. Mi resta una gran voglia di unirmi a Raffaella per la prossima esplorazione petri petri e tanta ispirazione per la sua capacità di mettersi in gioco per cambiare vita. Per chi volesse unirsi a Raffaella è disponibile il sito https://www.petripetri.it/
