
Alzi la mano chi non ha mai adoperato il “taglia e cuci”! Per dirla in modo più cool, il gossip.
In ogni epoca la gente si ritrova, parla (o sparla), ricama sulle informazioni acquisite possibilmente aggiungendo anche dettagli scabrosi per far diventare la conversazione ancora più interessante.
Dalle nostre parti questo è il “curtigghiu”. Parola che originariamente indicava il cortile poi è passata a indicare il chiacchiericcio e il pettegolezzo che avvenivano in quel luogo. Questo termine siciliano è spesso collegato allo spagnolo “cotilla”, parola associata storicamente alla figura della persona pettegola. Lo scambio di informazioni e giudizi sui membri di un gruppo può funzionare anche come una forma di controllo sociale stabilendo chi si comporta secondo i convenevoli e chi no. Il curtigghiu non è semplicemente gossip, ha proprio una sua dimensione sociale. Abbiamo voluto avviare una piccola indagine con i ragazzi stranieri ospiti presso i centri di accoglienza nei quali operiamo. Il concetto del taglia e cuci esiste eccome! In alcune lingue africane troviamo parole che indicano una parte molto simile del campo semantico. È curiosa l’idea culturale comune: non si tratta semplicemente di parlare quanto di fare circolare informazioni sulle persone che appartengono alla propria comunità. In una comunità Shona dello Zimbabwe usano il termine “guhwa”. Questo termine per noi impronunciabile non significa solo maldicenza ma in situazioni di conflitto, come appurato da uno studio antropologico, viene descritto come una pratica in cui le persone possono reagire a comportamenti considerati sbagliati quando è difficile contestarli apertamente. In sostanza: una persona che ha un problema con qualcuno ma non può o non vuole affrontarlo direttamente, piuttosto che parlarne apertamente con l’interessato, parla con terzi per far si che la voce arrivi a chi di dovere.
È proprio questo il meccanismo della “maldicenza elegante” portato agli estremi con i social network. Il gossip oggi si manifesta a colpi di click, filtri e screenshot mentre un tempo si tagliava e cuciva con le parole per raccontare gli altri sussurrando.
Ma c’è un fenomeno che ne deriva molto interessante: anche quando si cerca di demolire qualcuno, si finisce per renderlo più interessante. E, a quanto pare, il pettegolezzo è l’unico abito che non passa mai di moda!