
Tre mesi d’estate. Tre temi collegati tra loro. Questa è la tradizione di operaincerta.
Per il 2026 abbiamo pensato a: “Carta, forbice, sasso”, il celebre passatempo che si gioca con le mani. Le regole sono note: la carta vince sul sasso, ma perde con la forbice. La forbice vince sulla carta, ma perde col sasso. Quest’ultimo è avvolto dalla carta, ma resiste alla forbice. Insomma, un equilibrio perfetto dove non si sa chi vinca a prescindere dalla combinazione.
Quale di questi numeri risulterà più piacevole ai lettori? Lo vedremo.
Intanto cominciamo dalla CARTA. Una scelta che, per una rivista telematica fatta di pixel e che risparmia le foreste, potrebbe apparire paradossale. Tuttavia, gli spunti sul tema non mancano di certo.
L’ispirazione per queste righe mi viene dalla copertina creata, come sempre, dal magnifico Carlo Blangiforti. Un’immagine essenziale e potente che potremmo intitolare: “carta igienica su sfondo arido”.
Il mio pensiero corre immediatamente a un’icona assoluta: Totò. Il film è il celeberrimo “I 2 colonnelli”. La trama vede un’armata italiana ed una inglese contendersi una piccola roccaforte greca. Il paesello viene invaso con prevedibile periodicità dagli uni e dagli altri. La guerra, nella sua assurdità, appare quasi un fenomeno pittoresco, finché non arriva la prepotenza degli alleati tedeschi. Loro vogliono prendere il luogo con la forza, bombardando tutto e tutti. E a sparare sul nemico inglese e sulla popolazione civile devono essere proprio i soldati italiani, ognuno dei quali ha ormai costruito in paese relazioni, amicizie e amori.
È a quel punto che il colonnello italiano, Totò, si rifiuta di compiere la barbarie che il collega tedesco prima gli suggerisce e poi gli ordina di effettuare con la famosissima battuta: “Io ho carta bianca” a cui il nostro eroe risponde con enfasi: “E che ci si pulisca il culo!”.
Questa esclamazione, che l’attore napoletano fece fatica a recitare e per la quale non diede la sua autorizzazione se non dopo averne verificato la credibilità data dal montaggio cinematografico, ancora oggi esplode in tutta la sua forza di disobbedienza contro moderni nazisti e colonnelli. Sono pochi, e troppo prepotenti, coloro che detengono oggi “carta bianca”. La usano per i peggiori scopi: prepotenza, aggressione, violenza. E noi, come il coraggioso Totò, avremmo voglia di gridare loro in faccia che con quella carta farebbero meglio a pulirsi il didietro.
Perché a noi piace un altro tipo di carta. Quella dove si possono scrivere ancora lettere d’amore, poesie, articoli di giornale, note musicali, appunti e riflessioni. Carta per sognare e creare origami, castelli, aerei per volare.
Dall’uso della carta, possiamo dire, nasce la storia. Qui parte la nostra trilogia.
Come sempre, buona lettura a tutti e buona estate, sempre.