L’attività sportiva è da sempre considerata salutare a qualsiasi età, ma lo diventa ancor di più quando abbraccia la disabilità, mostrando a tutti che i limiti sono solo nella mente. Questo è accaduto al Kikki Village di Modica, dal 4 al 7 giugno, attraverso il Campus Paralimpico organizzato dal CIP (Comitato italiano paralimpico) e dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro). Non è la prima volta che viene organizzato un Campus di questo tipo, anzi, sono diversi i Campus attivati da tempo in tutta l’isola. A dieci assistiti dall’INAIL, di diverse età e provenienti da tutta la Sicilia, è stata data la possibilità di vivere quest’esperienza, già vissuta da alcuni di loro. L’obiettivo prioritario, oltre a stringere amicizie e creare nuovi stimoli, conoscere da vicino alcuni sport e provare ad appassionarsene.  Tennis da tavolo, scherma, atletica leggera e nuoto le discipline sportive messe a disposizione con delle guide esperte e competenti. L’inaugurazione del 4 giugno, introdotta dalla Dottoressa Francesca Mangiapane, assistente sociale dell’INAIL, con la presenza di alcuni suoi colleghi e dei rappresentanti del CIP, ha creato l’humus idoneo a far socializzare i presenti ed a raccogliere le testimonianze, tutte molto toccanti, di coloro che, dopo infortuni importanti, hanno dimostrato una straordinaria forza che li ha condotti a riprendere in mano la loro vita, in modo diverso, ma senza rinunciare a tutto il bello che può offrire. Ospite d’eccezione, il campione paralimpico vittoriese Pippo Carrubba. L’atleta nel 2000 ha vinto la medaglia d’oro nei Giochi Paralimpici di Sidney. La sua specialità è il tiro con l’arco. “È stata una bella esperienza – ha ammesso – perché ho conosciuto tante persone, un mondo totalmente diverso. Quelle paralimpiadi mi hanno cambiato la vita, da un punto di vista personale, morale e sportivo. È stato bellissimo tanto che ho ripetuto l’esperienza nel 2004”. Pippo Carrubba ha raccontato del suo infortunio, avvenuto quando aveva 27 anni: un incidente con la moto mentre tornava a casa dal lavoro. “Sono scivolato e ho sbattuto la schiena sul marciapiede per cui sono rimasto paralizzato e costretto all’uso della sedia a rotelle dal 1989. All’inizio è stato molto difficile, soprattutto i primi due anni a causa delle sofferenze e della riabilitazione. Sono stato più di un anno ricoverato all’ospedale di Ostia. Poi, a mano a mano, ho cercato di reinventarmi.  Ho costituito una società a Vittoria e da lì sono partito a fare tiro con l’arco, che è diventata la mia specialità. Ho partecipato a gare europee, nazionali, regionali e mi sono fatto una bella esperienza. A tutti i giovani, oggi, che sono disabili per infortunio o per nascita, mi sento di dire che la vita deve continuare, ci vuole tanta forza, tanta volontà e le cose si possono superare, anche con la grazia di Dio che, sicuramente, farà il resto”. Nel 1992, infatti, Carrubba ha creato una scuola di tiro con l’arco, Associazione sportiva dilettantistica arcieri mediterranei (Asdam), che si trova a Vittoria, in provincia di Ragusa, riconosciuta dalla federazione sportiva nazionale di cui lui è istruttore federale regionale.
 

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