
Sorte: Forza che regola o s’immagina regolare in modo imprevedibile le vicende umane, senza che la volontà degli uomini possa nulla contro di essa.
È domenica, sono quasi le 11, vado in centro, parcheggio in via Sant’Anna, poco sopra la via Roma, guardo, non c’è nessuno, attraverso la strada salgo sul marciapiedi, guardo la macchina parcheggiata e vedo che potevo parcheggiarla meglio, posso lasciar perdere tanto ci sono altri posti liberi ma decido di metterla meglio, risalgo in macchina e la sistemo, scendo, chiudo, non guardo dietro, avanzo verso il centro della strada, sento una voce “attento” non faccio in tempo a rendermi conto di cosa sta succedendo, vengo investito da un ciclista che scende, vado a terra, il berretto mi vola, gli occhiali mi volano, sbatto contro lo spigolo del marciapiede opposto proprio in fronte tra il naso e l’occhio sinistro. Mi esce sangue dal naso destro ma tampono.
Sorti buttana!
Recupero berretto e occhiali. Penso che se gli occhiali non fossero volati a causa della montatura alquanto vecchiotta e lasca, si sarebbero fracassati assieme al mio occhio sinistro.
Sorti buttana… ma non tanto.
Qualcuno telefona al 112 e arriva l’autoambulanza, mi portano al pronto soccorso mi fanno la TAC, non c’è versamento interno, il cervello è a posto.
Sorti buttana… ma non tanto e comunque ha cambiato la mia vita, di non molto, ma l’l’ha cambiata, quando c’è freddo e umidità gli ossi del cranio si ricordano della botta e dolorano e danno fastidio.
La sequenza dei momenti di tutto l’incidente così precisi e concatenati sono stati previsti, studiati, eseguiti con estrema precisione dalla sorti buttana o sono casuali?
Due modi diversi di leggere, di interpretare, di atteggiarsi davanti alla propria vita. Col primo si diventa impotenti e ci si affida alla sorte, al destino, a dio, al demonio… col secondo si assume la responsabilità delle proprie azioni e si traggono insegnamenti, inviti a maggior prudenza, accortezza, giudizio.
Una mia amica, credente, santa donna, che in vita si è occupata molto di carità aiutando i bisognosi soleva citare la Divina Provvidenza che in vari momenti era intervenuta nei modi opportuni aiutandola nel suo operare. Io, non credente, ho collaborato un poco con lei e continuamente notavo, con ammirazione, il suo modo accorto, giudizioso, consapevole di operare e di rapportarsi con le persone. Era la Divina Provvidenza che interveniva in suo aiuto o era lei che favoriva l’intervento della Divina Provvidenza?
Mi sovviene una metafora della cultura orientale. Un tale passando per il bosco viene intercettato da un branco di lupi, si affretta nel tentativo di fuggire. Corre e i lupi dietro. Gli si para davanti un dirupo. Vede sporgere un ramo, si sporge nel dirupo e si aggrappa al ramo. Un po’ scomodo ma è salvo. Guarda giù e vede due tigri che lo guardano con occhi vogliosi. La posizione è scomoda ma può reggere e salvare la vita. Sente il ramo scricchiolare in modo sinistro. La situazione si complica. Si accorge di avere accanto un bel cespuglietto di fiori deliziosi, colorati e profumati. Si gode il cespuglietto.