
Massimo Cirri è uno psicologo, giornalista, autore di libri e da quasi 30 anni conduttore della trasmissione radiofonica Caterpillar, uno dei titoli identitari di Radio 2. L’ho conosciuto personalmente nel corso della sua partecipazione alla manifestazione “A tutto volume” e ho apprezzato la sua apertura, la sua ironia e la sua sagacia.
Come molti dei suoi fedelissimi ascoltatori ho appreso con stupore che nella prossima stagione non condurrà più la trasmissione.
È stato un taglio imposto o volontario?
La prima ragione è anagrafica, è arrivato il momento di farmi da parte. Poi c’è la relazione con l’azienda: restando in tema sartoriale, il palinsesto è stato tagliato e ricucito. C’è stato in primo luogo un cambio d’orario: dalla tradizionale fascia preserale, che era molto favorevole e godeva di un pubblico affezionato, ci hanno spostato dalle 19.45 alle 21, con una perdita considerevole di ascolti. Ma il taglio più difficile da rimarginare è stato il trasferimento di Sara Zambotti, che più di me e di Paolo Labati, è stata negli ultimi anni la vera anima della trasmissione e il suo motore. Sarebbe stato necessario ricominciare da capo, cercare una nuova voce, ma soprattutto una nuova testa e non me la sono sentita.
Cosa ti resta di questa esperienza, così lunga, così impegnativa?
Mi resta il piacere della libertà di parlare di tutto e con tutti, le tante relazioni di amicalità che si sono create, ma soprattutto la possibilità di fare della ricreazione il proprio lavoro. Quando ho iniziato questa avventura all’interno del canale radiofonico Rai dedicato all’intrattenimento, non ho mai dimenticato che stavo facendo un servizio pubblico. Pagato dai contribuenti, ho sentito la spinta etica di trattare temi importanti con leggerezza, perché spesso questa è la strategia migliore per arrivare al cuore della gente.
Un tema assurdo che è diventato motivo di ilarità?
Qualche anno fa insieme a Sara Zambotti abbiamo parlato di morte, un tema apparentemente pesante, con interviste a personaggi celebri ed a gente comune, chiedendo: Come immagini il tuo funerale? Enrico Bartolino, nella sua comicità milanese, lo avrebbe voluto nella pausa pranzo!
Un’iniziativa di Caterpillar, M’illumino di meno, è stata riconosciuta come Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Dal 2005 il 16 febbraio in tutt’Italia le comunità locali hanno sperimentato nuove forme di sostenibilità e si sono raccontate ai vostri microfoni. Cosa resterà di questa esperienza?
Dal 27 aprile 2022, M’illumino di Meno è entrata nelle leggi dello Stato e ufficialmente la sua organizzazione ricade sul ministero dell’Ambiente. Che si sta muovendo benissimo in questa direzione: il ministro Gilberto Pichetto Fratin davanti ai problemi è davvero bravo a fingersi morto. Probabilmente, in un momento di grave emergenza climatica, solidarizza in questo modo con i vecchietti che soffrono come me per questo caldo terribile. Oppure sta cercando di mimetizzarsi con l’ambiente per disturbare il meno possibile gli altri ministeri e per non consumare energia. O per evitare di essere impallinato da un cacciatore.
L’impegno radiofonico ti ha occupato per una vita. Sei un uomo dalle mille risorse, hai già un progetto per inventare una nuova routine quotidiana?
Il mio progetto primario sarà quello di dedicarmi al riciclaggio spinto, portare il vetro in cantina e soprattutto separare la plastica dalla finestrella dalle buste da lettera.