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  1. “Guida”: il termine proposto induce la mente a riflessioni profonde e, nel mio caso, ossessive e ondivaghe, poiché il bersaglio cambia in continuazione, passando (chissà perché e come) dalla guida poetica per eccellenza, cioè Virgilio (conseguenza questa di studi e di ammirazione), ai genitori, agli insegnanti, alla guida telefonica della giovinezza, a qualche mentore incontrato anche per caso. Pensandoci con calma e ponderazione, individuo la mia guida nell’intuito. Da sempre ha fatto balenare alla mente il bene e il male, l’opportuno e il suo contrario, cause e conseguenze di pensieri, gesti, decisioni, problemi quotidiani o esistenziali o professionali o strettamente personali, da risolvere. L’intuito è stato, e lo è ancora, una luce improvvisa che ha diradato nebbie e incertezze, insicurezze e rimpianti. Spesso questa luce è stata un lieve bagliore, ma è bastata. A volte una folgorazione, momentanea sì ma quasi accecante. Si potrebbe parlare di sesto senso? Non so. Di potere della mente? Chissà! Di casualità? Ne dubito. Di luce divina? Sono di fede cristiana; voglio crederlo.

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