
Giù la maschera! La parola GUIDA è un perfetto anagramma di GIUDA. Dunque cercheremo di stare molto attenti nell’interpretare un tema all’apparenza tanto facile.
La guida Michelin per trovare i ristoranti più prestigiosi. Google Maps per raggiungere i punti più incogniti. I tutorial online per riparare i mobili svedesi o, come suggeriva l’ottimo Brunori Sas, per costruire un’astronave. Poi ci sono le guide spirituali che offrono il paradiso ai loro adepti per pochi (?) spiccioli, gli influencer che ci spiegano per filo e per segno cosa pensare. In viaggio ci sono le guide turistiche che sanno esattamente cosa farti vedere senza sbagliare. Poi c’è la scuola guida che ci insegna bene come pilotare. E chissà quant’altro.
Il fatto è che una guida è sempre preziosa, utile e necessaria. Ci rassicura, riduce il margine d’errore, ci illude che tutto sia sotto controllo in un mondo che si muove troppo velocemente.
Ma se guardiamo oggi ai forestieri che cercano il monumento o il paesaggio più bello con gli occhi fissi in un telefonino, se ci fidiamo troppo quando dobbiamo decidere cosa e dove mangiare, forse e dico forse, ci perdiamo il bello di deragliare.
Perché l’imprevisto è sempre stato il vero motore della scoperta: lo sanno anche i più piccini che l’America è nata da un errore di rotta e che le migliori intuizioni umane vengono fuori da una deviazione dal sentiero principale. C’è una bellezza profonda nel diritto di fare a meno di una guida e scoprire così una strada più impervia, ma meno trafficata. Di sostare e ammirare un panorama inatteso. Di assaggiare qualcosa di particolare.
Insomma, il pericolo insito in ogni guida, da quella turistica a quella ideologica, è che a forza di seguire i passi di qualcun altro rischiamo di dimenticarci come si cammina da soli. Allora, adesso che siamo prossimi alla bella stagione, usiamole pure, queste benedette guide. Ma ricordiamoci di buttare qualche volta l’occhio oltre il recinto. Altrimenti, l’unica cosa che avremo visitato non sarà il mondo, ma il manuale delle istruzioni scritto, pensato o vissuto da qualcun altro. E a questo punto il bacio di Giuda sarebbe ancora una volta imperdonabile.