Vi voglio svelare un equivoco che dev’essere chiarito una volta per tutte: il fato non è il marito della fata. Non c’è nessun matrimonio, nemmeno segreto, tra queste due entità. Entrambe possono essere considerate magiche, ma tra loro non c’è stata nessuna cerimonia, nessun “e vissero per sempre felici e contenti”, né bomboniere e nemmeno confetti. Il fato, piuttosto, sembra più il nostro scorbutico vicino di casa: si presenta alla porta senza apparente motivo, non ti spiega perché abbia suonato e, soprattutto, non si preoccupa minimamente di essere gentile.

La fata, nell’immaginario collettivo, è invece una creatura elegante, quasi fiscale nella distribuzione dei desideri: ti basta esprimere una richiesta in modo chiaro, e lei, con una certa professionalità, ti accontenta.

Il fato invece è disordinato, creativo sì, ma in modo sospetto, ed è dotato di una logica che definire “alternativa” è già un complimento. Non esaudisce desideri: li osserva da lontano, forse li prende in considerazione, ma poi, con grande disinvoltura, decide di fare di testa sua, senza preoccuparsi di quello che tu avresti voluto. Anzi, forse è felice di non preoccuparsene. Almeno è questa l’impressione che ci dà, quando ci capita di incrociarlo.

Immaginare il fato come il marito della fata sarebbe molto rassicurante. Significherebbe che, dietro agli eventi più strani o sfortunati, ci sarebbe almeno una dinamica di coppia in cui lui ha certamente esagerato, con lei che prova a rimediare: «Tesoro, forse questa volta potevi evitare di fargli perdere la coincidenza dell’aereo.» «Hai ragione, cara, la prossima volta proverò a contenermi.»

Purtroppo non è questa la realtà. Il fato si muove in maniera autonoma, con una libertà che rasenta il menefreghismo, mentre le fate – ammesso che esistano – sul nostro vicino di casa non sembrano avere voce in capitolo. E in mezzo ci siamo noi, che cerchiamo, ci illudiamo di dare un senso a ciò che invece senso non ha.

Forse, in fondo, questa cosa ci piace proprio per questo: perché trasformerebbe qualcosa di imprevedibile e casuale in una piccola storia domestica, quasi tenera. Una bella soap, insomma. Ma purtroppo non è così, perché, lo ribadisco ancora una volta, il fato non è il marito della fata. E, a giudicare da come vanno le cose, è chiaro che lui, il fato, non ha nessuna moglie a dirgli cosa fare.

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