Il quaderno di pietra
«Nino, è inutile che guardi alla finestra, i piccioni meno di te ne sanno. A paragone con loro, tu Prufissuri sei» – disse il maestro Ramacca. Faceva così, mentre vigilava sul tema da svolgere in classe: si aggirava tra le quindici teste chine sui fogli a righe, stringendo la bacchetta da cui si diceva che non si separasse nemmeno per andare al gabinetto. Gli allievi che aveva portato in quarta elementare temevano lui e quel suo pastorale verso l’ovile della conoscenza, perché, se non li puniva con quel legno, una specie di ramo d’albero tutt’uno con la mano sinistra, ricorr…








