
Dicono che ogni guida sappia la strada. Eppure basta osservare il mondo per accorgersi che molte guide sembrano aver perso il navigatore da tempo.
Dalle piccole realtà a chi guida intere nazioni, si ha la sensazione che a volte si vaghi senza arrivare da nessuna parte.
Capi che danno ordini confusi e contrastanti, insegnanti che pretendono attenzione senza dare ascolto, politici che promettono qualcosa al loro elettorato per poi occuparsi di tutto tranne che delle promesse fatte in precedenza, genitori che dispensano consigli ai figli che poi loro stessi non seguono…
Ciò dimostra che non sempre basta avere un ruolo autorevole e riconosciuto dagli altri per sapere dove andare.
Ci sono persone che impartiscono indicazioni con la stessa sicurezza di chi monta un mobile senza leggere le istruzioni Il problema è che quel mobile siamo noi!
Ma sarebbe troppo facile fermarsi a ridere degli errori e delle guide sbagliate. Esistono anche persone che guidano ogni giorno con serietà, dedizione, impegno e amore. Eppure, proprio loro, spesso sono quelle che avrebbero più bisogno di una guida.
Pensiamo ai genitori con figli disabili, a chi vive con parenti affetti da malattie incurabili, a chi vede i propri cari andare verso morte certa. Agli occhi degli altri loro sono forti e fungono da guida: organizzano, proteggono, sostengono. Ma chi si accorge davvero delle loro paure? Chi gli indica la strada quando si sentono stanchi e smarriti? E quando il futuro li spaventa e avrebbero solo bisogno di qualcuno che li incoraggi, chi dice loro semplicemente: “puoi farcela”?
Forse la vera guida non è chi conosce sempre la strada. Forse è chi continua a percorrere la strada anche quando il cammino non lo si vede chiaramente. Forse la più importante delle lezioni è che nessuno dovrebbe essere costretto a guidare da solo. Anche chi indica il cammino, ogni tanto, ha bisogno di una mano che gli mostri il passo successivo.
Anche chi guida, a volte, ha bisogno di una guida.