
E poi ti arriva sulla bacheca un video.
Le parole pronunciate da Bruce Vernon Hoeksema, durante i funerali dello stilista Valentino, l’imperatore della moda.
“Non era mia intenzione parlare oggi, non ero convinto che ce l’avrei fatta e ancora non sono sicuro di riuscire a superare tutto questo.Per favore abbiate pazienza con me. Valentino eri la persona con cui parlavo non quella di cui parlavo. Eri al mio fianco quando non servivano parole.La vita non era sempre perfetta ma era reale.Un giorno alla volta per più di 40 anni,tutto insieme diventava straordinario perché li vivevamo insieme. Questo è ciò che mi manca più di te. Lo so, lo so. So quante persone ti hanno amato e a loro sono grato per questo.Ma ciò che condividevamo era solo nostro. E terrò questo con cura per il resto della mia vita. Oggi non ti dico addio, ti dico grazie per avermi scelto, per aver camminato con me e per avermi cambiato per sempre. Grazie.”
Parole pronunciate con difficoltà e con dolore, a salutare quello che era stato il suo compagno di vita per oltre 40 anni.
E tu piangi per quello che hai visto e sentito e per i ricordi che ti riporta a galla.
La perdita del compagno di vita è una delle più terribili che si possa immaginare.
Ti torna in mente un pomeriggio di agosto, tuo padre accasciato sul divano, la mano sul viso.
Tua madre è morta poco prima e lui riesce solo a dire: Cosa farò adesso?
E in quell’interrogativo è contenuta tutta l’angoscia per una vita che gli si apre davanti, diversa da quella che voleva.
Probabilmente immaginava una vecchiaia serena, circondati dai figli e dai nipoti, di cui parlare una volta restati soli.
Dopo cinquanta e più anni passati fianco a fianco, come può pensare di essere solo?
Ti torna in mente la tua amica carissima.
Lei, immobile, accanto alla bara del marito, il padre delle sue figlie, che accoglie gli abbracci di tutti.
E le lacrime che ti rigano il viso non sono solamente per l’amico perduto ma anche per lei.
Per la sua vita stravolta.
Perché tu la conosci.
Sai che dietro quel viso imperturbabile c’è una tempesta.
Perché lei è così, non lascia che raramente trasparire le emozioni, anche se dentro muore.
Piangi anche per te.
Per chi hai lasciato andare tu.
Per chi hai guardato per l’ultima volta e hai pensato: Sei bellissimo lo stesso!
Per chi in un momento di quiete nel baillamme della gente che ti porge le condoglianze, hai scelto di salutare in silenzio.
Per chi hai scelto scientemente di allontanare dai ricordi quotidiani, perché sai che ne saresti distrutta.
Per chi ancora sogni.
E sogni di volergli parlare ma non riesci a raggiungerlo.
E ti svegli con un senso di malessere che ti accompagna tutto il giorno.
Perché ti mancano i discorsi, le confidenze e anche i litigi furiosi e le riappacificazioni silenziose.
Una parte di te è persa per sempre!
Perché quando il cuore va in frantumi non si ricompone più.
Batte perché quello è il suo compito, ma…
In memoria di chi non c’è più.
Un articolo toccante, intenso, profondo… Grazie!
Parole che entrano nel cuore e ne accelerano i battiti perchè esse ti rievocano ricordi, eventi, emozioni. Toccante e molto emozionante. Grazie, Silvana!