Nel linguaggio comune il termine “palle” richiama spesso un’idea di pesantezza, noia o fastidio. Al riguardo nulla è più letteralmente pesante delle palle in architettura, realizzate in materiali dal notevole peso specifico come la pietra. Paradossalmente, però, il riferimento alla sfera come elemento architettonico non evoca affatto tedio o monotonia: al contrario, richiama la perfezione, la purezza e l’armonia di una forma considerata da sempre divina. A forma di globo sono i pianeti e il sole, mentre il cielo stesso è stato immaginato come una grande volta celeste.

Tra le curiosità architettoniche legate alla forma sferica spicca il Municipio di Scicli, noto anche come Palazzo Palle. Un nome che non può non strappare un sorriso, soprattutto se letto come un’ironica allusione al potere politico-amministrativo.
Dopo l’Unità d’Italia, la necessità di dotare la città di una sede municipale adeguata spinse la classe dirigente locale a individuare l’ex convento di San Giovanni, confiscato alla Chiesa in seguito alle leggi eversive. La scelta ricadde sul convento per la posizione strategica, è situato infatti in un importante crocevia e a distanza equilibrata dai principali luoghi cittadini. Si decise tuttavia di rivederne l’architettura per conferirgli un aspetto laico e moderno. La decisione risale al 1887, ma solo nel 1901 si riuscì a reperire i fondi necessari e ad affidare l’incarico all’ingegnere Sallicano, che elaborò un progetto improntato all’economia: le altezze dei piani rimasero invariate e la facciata fu scandita da lesene e finestre bifore. Successivamente il progetto venne rielaborato dall’ingegnere Cartia e i lavori si conclusero nel 1906.
Non sappiamo quale dei due tecnici decise di adornare il palazzo con palle di pietra: una sfilata di globi che corre lungo la balaustra dell’ultimo piano del palazzo. Dalla balconata la vista sulla città è suggestiva; lo sguardo su San Matteo e la Consolazione segue un movimento ondoso, interrotto da queste sfere che, se non fossero di pietra, sembrerebbero quasi pronte a far decollare l’edificio sopra i colli sciclitani.

Un analogo uso decorativo lo si ritrova anche nel Municipio di Noto, dove le sfere adornano un duplice ordine di balaustre esterne: una a metà della facciata e l’altra sulla sommità dell’edificio.

La sfera, dunque, si configura come elemento decorativo e talvolta strutturale, capace di collegare diverse parti architettoniche e di arricchire superfici e spazi grazie alla sua perfezione geometrica e al forte valore simbolico. Le palle di pietra sono diffuse anche sui pinnacoli dei trulli pugliesi e sui capitelli; sono anche elementi apicali che sorreggono la croce nel punto più alto delle cupole. Restando in ambito locale, se ne possono osservare esempi significativi sulla cupola di San Giorgio e nella balaustra che delimita il sagrato della chiesa di San Giovanni a Ragusa.

Un’altra curiosità regionale è rappresentata da un’enorme sfera in pietra custodita nella chiesa del Santissimo Salvatore ad Agira. Secondo le poche notizie rintracciabili, nel 1990 il sacerdote Rosario Cottone scoprì il gigantesco masso in un campo nei pressi dell’autostrada che costeggia il paese e decise di trasferirlo in chiesa. Sulla superficie sono ancora visibili i segni lasciati dall’escavatore durante le operazioni di recupero.

Anche a Roma ho rintracciato palle di pietra dalle connotazioni del tutto particolari. Nei pressi del Vaticano è possibile imbattersi nella curiosa Fontana delle palle di cannone, realizzata negli anni Venti del Novecento su progetto dell’architetto e scultore Pietro Lombardi. Addossata a un muro e sormontata da un arco di travertino, la fontana presenta sette palle di pietra impilate a formare una piramide, al centro della quale un mascherone riversa l’acqua nella vasca sottostante. Le palle di cannone richiamano il vicino Castel Sant’Angelo ed evocano le passate battaglie militari della città.
Un’ulteriore testimonianza si trova a Palazzo Colonna, dove una delle palle scagliate dall’artiglieria francese contro la Repubblica Romana è ancora incastonata nella scalinata marmorea di un ampio salone. I Colonna, notoriamente poco allineati con il papato, pagarono le loro scelte politiche subendo i bombardamenti francesi.
http://www.instoria.it/home/fontane_lombardi_palle_cannone.htm

Nella capitale, infine, è impossibile non cogliere quanto lo spazio sferico, o più precisamente semisferico, abbia influenzato l’architettura delle cupole, da quella del Pantheon a quelle delle chiese barocche. Il cerchio e la sfera hanno generato nel corso dei secoli spazi di straordinaria bellezza: la sfera è il solido perfetto, identico da qualsiasi punto di vista, simbolo di integrità ideale e modello assoluto di perfezione. Dalle stelle alle stalle, verrebbe da dire, con l’auspicio di non essere stati troppo “pallosi”, pur avendo parlato di palle dal peso decisamente considerevole!

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