
Diceva Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.
La lettura permette di percorrere più binari contemporaneamente e di vivere moltissime vite, per usare le parole di Eco, partecipando così a tutte le vicende narrate.
Da parecchi anni ormai, lettura e scrittura sono il sale della mia vita; c’è pertanto un luogo del cuore, un rifugio a me molto caro che frequento con una certa assiduità, dove mi sento accolta, coccolata, abbracciata. Si tratta di una libreria storica indipendente situata nel centro di Ragusa: la Libreria Flaccavento che secondo me è come una stanza segreta aperta sulla città. Appena entri, l’aria cambia: odora di carta vissuta e di curiosità e il tempo sembra rallentare tra scaffali fitti e titoli che si chiamano a bassa voce.
Tra gli scaffali della libreria sembra sospesa una magia silenziosa, fatta di pagine che frusciano come ali leggere e di titoli che brillano come piccole lanterne. Ogni libro custodisce un mondo e insieme creano un’atmosfera incantata, come se le storie si sussurrassero tra loro quando nessuno guarda.
Camminando tra le file ordinate, si ha l’impressione che da un momento all’altro possa spuntare un personaggio o che una copertina si apra da sola per invitarti a entrare. È una magia discreta, senza formule né bacchette, ma capace di trasformare una semplice visita in un piccolo viaggio del cuore.
I libri non stanno in fila per essere comprati, ma sembrano aspettare di essere scelti. A me piace anche semplicemente sfogliarli, soffermarmi sulle nuove uscite, sbirciare tra gli scaffali.
Dietro il banco, anime della libreria, sono le speciali padrone di casa, le mie libraie del cuore: Daniela La Licata e la sua mamma, la signora Maria, che hanno l’arte rara di ascoltare: capiscono cosa cerchi anche quando non lo sai ancora. Qui si collezionano storie, eventi, presentazioni di libri. Insomma, la libreria tra un evento, una chiacchiera, un consiglio annotato al volo, diventa un luogo d’incontro, un rifugio gentile nel cuore di Ragusa, dove le storie non restano chiuse nelle copertine ma continuano a camminare con chi esce.
Ho pensato così di intervistare la carissima Daniela.
A quando risale la libreria e perché il nome Flaccavento?
La libreria è nata nel 1947 e la fondò il signor Flaccavento; dopo alcuni anni, però, andò all’estero e la vendette ai fratelli Ottaviano. Dopo di loro, negli anni settanta, subentrò mio padre e, dato che la libreria era ormai conosciuta con il nome Flaccavento, pensò di lasciare il nome del fondatore
Cosa rappresenta per te questo luogo?
Sicuramente essa è la mia casa dove trascorro gran parte della giornata; il mio tempo è scandito dai vari momenti in libreria dove ci sono tantissime cose da fare e dico con amarezza che il tempo per leggere, che sarebbe la cosa più bella, purtroppo è poco in quanto sono tanti i libri che arrivano e vanno sistemati, parecchie le cose da organizzare, da preparare perché la gestione di quella che è una libreria indipendente (e ci tengo a dirlo perché a Ragusa la mia libreria è l’unica rimasta indipendente) risulta essere molto più complessa di una classica libreria di catena, quindi la gestione è molto più complicata e richiede maggiore lavoro. Comunque, il mio sogno è sempre stato quello di poter creare un luogo nel quale e dal quale diffondere cultura. “Spacciare” cultura è sicuramente quello che ho sempre voluto fare, ovvero creare un luogo dove la gente potesse incontrarsi, discutere, parlare attorno ai libri che penso nel mondo attuale siano veramente la nostra ancora di salvezza. La cultura alla base di tutto, e di questo ne sono fermamente convinta, dunque riuscire a creare un luogo dove essa coinvolga tutti, infatti tanti eventi li organizzo proprio per i bambini, perché bisogna partire dai piccoli e cercare di farli crescere, instillando il loro il desiderio di continuare ad essere accompagnati dai libri durante il percorso della loro vita. Se non lo si fa da piccoli, difficilmente un adulto che non ha mai letto, non ha visto libri nella propria casa e non ha avuto modo di entrare in rapporto simbiotico con essi, potrà mai farlo. C’è una frase di Gesualdo Bufalino che per me è bellissima: “Un libro può scardinare un impero, può forzare le porte di ferro di una coscienza per introdurre un seme di amore di bellezza e di verità”. Una frase che fa riflettere sul potere trasformativo della lettura e dei libri, come strumenti di trasformazione interiore, capaci cioè di superare le resistenze della mente e dell’anima per seminare valori elevati.
Tanti gli eventi che organizzi nella tua libreria. Vuoi citarne qualcuno in particolare?
Gli eventi che organizzo in libreria sono tanti, ma se devo ricordarne uno in particolare e che porto nel cuore, è collegato a L’ORA DEI LIBRI, il gruppo di lettura che io, Irene Rimmaudo, Gaudenzia Flaccavento e Antonella Mirabile abbiamo fondato nove anni fa, sedute attorno a un tavolo con l’idea di creare un book club che non pensavamo sinceramente arrivasse a questo bel traguardo dei nove anni. So che sono sono tanti i membri che ne fanno parte e questo è veramente bello e mi fa piacere che siano soprattutto degli insegnanti come te che ne fanno parte. E’, secondo me, molto significativo. Comunque l’evento correlato che mi è rimasto nel cuore è stato quando mi hanno intervistato a “Fahrenheit” per i gruppi di lettura e mi hanno chiamato. Durante l’intervista ho comunicato che il gruppo stava leggendo un libro di Piero Dorfles. Lui ascoltava l’intervista e durante il nostro appuntamento ci ha telefonato in libreria e per me è stata un’emozione grandissima, perché non credevo che fosse davvero lui! Era curioso di sapere cosa stessimo dicendo del suo libro. E’stato veramente entusiasmante. Questo è un ricordo che mi è rimasto proprio nel cuore perché mi ha fatto emozionare tantissimo. Considero tutti i membri del gruppo L’ORA DEI LIBRI parte integrante della libreria. Ci tengo tantissimo, perché è una cosa proprio coltivata nel tempo con amore e che ha dato tante belle soddisfazioni. E poi è molto bello che nel corso degli anni si sono aggiunti tanti nuovi membri, direi che è una bella soddisfazione.
Di recente, hai ottenuto un premio alla cultura dalla Consulta Femminile di Ragusa. Nel complimentarci, potresti dirci di cosa si tratta?
Allora, il premio che ho ottenuto grazie a Gianna Miceli e a tutti membri della Consulta femminile di Ragusa è stato un premio per l’impegno civile perché la libreria è un luogo di comunità, accoglienza ed impegno civile. Questo mi ha molto onorato. Nel luglio di due anni fa, ho seguito come libraia un corso promosso dalla Casa editrice Settenove che è una casa editrice molto impegnata anche nella pubblicazione di testi sulla violenza di genere. Questo corso a cui hanno partecipato libraie e librai, bibliotecarie e bibliotecari di tutta Italia ed era programmato per per fare sì che librerie e biblioteche diventassero un cosiddetto rifugio, infatti, il progetto si chiama “Rifugi”. La libreria, dunque, come luogo che dà accoglienza alle donne vittime di violenza, creando un ponte, un collegamento con quelli che poi sono i luoghi che aiutano e accompagnano nel lungo e arduo percorso le donne in difficoltà, ovvero i centri antiviolenza e le case rifugio. Ciò che mi ha spinta ad aderire a questo progetto è il fatto che mi piaceva l’idea che la libreria diventasse un luogo di accoglienza di queste persone, un luogo caldo dove loro si potessero anche sentire accolte e ascoltate. Mi è sembrato importante poter dare un contributo, aprendomi a tematiche importanti e a cui sono particolarmente sensibile. Quindi, ho aperto la mia casa, la mia libreria a queste iniziative. Ho, comunque, seguito questo corso online e sono stata l’unica libraia della provincia ad averlo fatto.
Qual è il tuo rapporto con la clientela?
Cerco di aiutare il cliente e di soddisfare le varie esigenze, provando a dargli consigli, anche se ormai è molto difficile potersi destreggiare con le tante pubblicazioni che ogni giorno arrivano. Devo necessariamente fare delle scelte perché sono tantissime le novità in arrivo e non posso prendere chiaramente tutto quanto, perchè sarebbe impossibile. Io e mia madre cerchiamo di consigliare al meglio i clienti perché possano essere soddisfatti, cerchiamo di fidelizzarli. Molto bello è il fatto che tanti clienti sono ormai diventati amici e tu ne sei testimone in primis, anche perché sei una delle più care amiche che io e mia madre abbiamo in libreria.
Hai progetti importanti a breve scadenza?
Allora, per quanto riguarda progetti, abbiamo sempre tante cose da fare e tante iniziative da proporre. Un’iniziativa molto interessante che mi piacerebbe portare avanti è quella che riguarda un progetto importante con il carcere che spero si possa attuare, grazie anche sempre alla collaborazione con la Consulta Femminile. Speriamo di poterla realizzare. Tante altre iniziative in cantiere su cui sto lavorando e che riguardano anche i ragazzi e i bambini, perché come dicevo prima sono loro il nostro futuro, quindi è importantissimo portare avanti anche iniziative per loro. Insomma, è sempre un continuo impegno e lavoro quotidiano che con grande passione può portare solo grandi soddisfazioni.
Nel ringraziare Daniela per il prezioso contributo e la sua disponibilità, mi piace ricordare una frase di Norman Cousins: “Una libreria, per modificare la famosa metafora di Socrate, dovrebbe essere la sala parto per la nascita di idee, un posto dove la storia viene alla luce”.