Dalla scoperta casuale all’apertura al pubblico, la chiesa di San Nicolò Inferiore ha suscitato, nell’arco di trentasei anni, profonde emozioni nei cittadini modicani e negli appassionati d’arte del territorio e non solo. Nel 2023 si sono conclusi i restauri finanziati dal FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, nell’ambito del progetto I Luoghi del Cuore. La scoperta dell’edificio, tuttavia, risale al 1987, quando alcuni ragazzi, rincorrendo un pallone, notarono delle pitture parietali all’interno di un “dammuso”.

La notizia giunse allo studioso modicano Duccio Belgiorno, dando avvio a un lungo percorso di studio e recupero di quello che è oggi considerato il più antico edificio di culto della città di Modica. Un primo passo concreto fu compiuto nel 1992, quando la chiesa venne acquistata grazie a una sottoscrizione dal Centro Studi sulla Contea di Modica, che si occupò della ripulitura del piccolo edificio, allora in pessimo stato di conservazione anche a causa di usi impropri, e dell’esecuzione dei primi scavi archeologici che permisero di comprendere l’evoluzione storica di questo luogo.

La chiesa rupestre di San Nicolò risale all’XI-XII secolo, periodo in cui la Sicilia tornò alla cristianità con la conquista normanna, dopo la dominazione musulmana. In tutta la Sicilia sud-orientale, accanto alle grotte artificiali ad uso abitativo, vennero realizzati numerosi ambienti destinati al culto. Questo edificio è costituito da un ambiente di circa 45 metri quadrati e da un’abside semicircolare decorata con affreschi di epoca bizantina raffiguranti il Cristo Pantocratore circondato da angeli. I lavori di scavo hanno inoltre portato alla luce, a livello del pavimento, una serie di tombe ancora in gran parte inesplorate. Nel 1577, per la carenza di rendite, la chiesetta di San Nicolò Inferiore fu aggregata alla parrocchia di San Pietro e dopo il devastante terremoto del 1693, venne abbandonata, al suo posto fu costruita una chiesa in muratura, conosciuta come San Nicolella, oggi adibita a locale di servizio.

Un caso fortuito e un impegno costante hanno dunque reso possibile il recupero e la fruizione di questo significativo luogo modicano. Nel 2020, il censimento FAI I Luoghi del Cuore ha dato vita a una straordinaria mobilitazione che ha coinvolto associazioni culturali, gruppi di volontari, istituzioni pubbliche e scuole, tutti uniti nel sostenere la raccolta voti a favore della chiesa. Dedizione, impegno e tenacia hanno spinto le associazioni culturali Centro Studi sulla Contea di Modica e Associazione Culturale VIA a costituire un comitato al quale hanno aderito altre realtà associative, con l’obiettivo comune di salvare il monumento dal degrado e valorizzarlo per le future generazioni. Con 30.226 voti, la chiesa di San Nicolò Inferiore si è classificata al sesto posto nella graduatoria nazionale. Questo risultato ha permesso, nel 2021, al Centro Studi sulla Contea di Modica, proprietario del bene, di partecipare al bando FAI e ottenere un finanziamento per un urgente intervento di recupero degli affreschi.

Oggi la Chiesa è rimasta di proprietà del Centro Studi sulla Contea di Modica che ha affidatola la gestione dell’apertura al pubblico all’associazione VIA. Questa collaborazione ha reso la Chiesa di Nicolo’ inferiore una meta importante nel panorama storico artistico di Modica. E’visitata infatti da numerosi turisti e cittadini che qui ammirano con interesse un sito esclusivamente archeologico, risalente ad un epoca, quella normanno-bizantina, della quale nel territorio ibleo sono sopravvissute rare testimonianza.

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