“Che palle!”. Chi non ha mai usato questa espressione almeno una volta nella vita? Credo che tutti, più o meno, ne abbiano fatto ricorso. Si tratta di un modo di dire che, dopo aver superato lo stereotipo volgare che lo focalizzava solo sugli attributi maschili, esprime fastidio, noia, frustrazione, rafforza il senso di insofferenza che si sta attraversando. Usata nella vita, abusata al cinema, dove, soprattutto nei film comici, è onnipresente. La si trova, a maggior ragione, nell’ultimo film di Checco Zalone, BUEN CAMINO, in cui la giovane figlia esasperata del protagonista (lo stesso Checco) la rivolge al padre che la segue per indurla a desistere dal suo intento. La storia parla di un padre ricchissimo ed egocentrico con una figlia, Cristal, avuta da una famosa modella, che decide di fare il cammino di Santiago de Compostela, all’insaputa dei genitori. La madre, che convive con uno scrittore e regista palestinese, vuole ritrovare la figlia, fuggita senza dare spiegazioni, e coinvolge il padre che non sa nulla di lei e dei suoi interessi.  Costui, quando scopre le sue intenzioni, decide di convincerla a tornare indietro, però il destino interviene attraverso le persone giuste. Il viaggio alla fine si farà e padre e figlia troveranno un modo per avvicinarsi e comprendersi. Questa l’estrema sintesi, che non vuole svelare ulteriori elementi, della vicenda che vede Zalone protagonista e, insieme a lui, un pezzo della nostra società, appositamente ridicolizzata, fustigata, evidenziata. Ma chissà quanti avranno pensato o detto “Che palle!”, dopo aver sentito che il giorno di Natale, al cinema, sarebbe uscito proprio questo film di Checco Zalone. Ovviamente tutti coloro che non approvano, accettano, condividono tale tipologia di film che, a loro modo di pensare sono di bassa lega e troppo popolari, nel senso di essere rivolti più al popolo che alle classi medio alte. Lungi dal voler condizionare i gusti di chiunque, si può ben dire che i film di Zalone, e nello specifico BUEN CAMINO, hanno parecchi punti di forza: vogliono portare un po’ d’allegria, in un periodo della nostra storia, terribile, dove il mondo intero è martoriato da eventi catastrofici; affrontano temi sociali di rilevante importanza (le relazioni umane, il rapporto ricchezza/povertà, i condizionamenti sociali, il valore dell’amicizia) in modo leggero, comprensibile a tutti; hanno il coraggio di dire, anche attraverso similitudini ed espressioni grottesche e sguaiate, tutto ciò che moltissimi pensano e non hanno il medesimo coraggio per dirlo, preferendo nascondersi in stereotipi sociali puritani; ci offrono un epilogo morale che induce a riflettere sull’uomo e sul vero senso della sua esistenza. Perché Zalone può permettersi di dire certe cose dall’alto della sua laurea in giurisprudenza e del percorso culturale intrapreso prima di approdare in tv e al cinema e ha trovato quello che gli italiani vogliono sentire e vedere, visto l’enorme successo di tutti i suoi film e di BUEN CAMINO.  E comunque, i primi a sbancare il botteghino sono stati proprio coloro che si sono lamentati dicendo: “Che palle!”.

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