Quando Gustave Flaubert visitò Tunisi fu affascinato dalla vita polverosa e caotica del sūq che osservava dall’Hotel Francia dove alloggiava. Durante il suo soggiorno esplorò le strette vie e le botteghe della città vecchia e gli appunti che ne derivarono furono poi riportati nel suo romanzo storico Salambò. Il romanzo è ambientato nell’antica Cartagine, ma l’atmosfera ricreata nell’opera deriva dalle osservazioni che l’autore annotò nella tarda primavera del 1858.

Il vivace e variopinto mercato islamico, del resto, ha sempre costituito una fonte preziosa a cui attingere per conos…

Nel 1971, in crisi di ispirazione come egli stesso ammise successivamente, De Andrè prese a prestito l’Antologia di Spoon River, scritta da Edgar Lee Masters e tradotta in italiano da Fernanda Pivano, per ricostruire e reinterpretare le vite dei defunti sepolti in un piccolo cimitero americano sulla base degli epitaffi delle loro tombe.

Ne nacque, sotto forma di concept album già sperimentato con successo anni prima con “La buona Novella”, un capolavoro che inneggia alla libertà già nel titolo: “Non all’amore, né al denaro né al cielo”.

Il protagonista a cui il disco si ispira è il Suonator…

In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?».

Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pil

“Cari fratelli dell’altra sponda, cantammo in coro giù sulla terra, amammo in cento l’identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra”….

Dubito fortemente che le migliaia di persone che ogni anno sfidano la morte per tentare di salvarsi la vita, abbiano mai conosciuto queste parole di De Andrè rese eterne nel testo della canzone Il Testamento.

Dubito ancora di più che i tanti che non ce l’hanno fatta siano stati consolati dal ricordo della condivisione del drammatico viaggio della vita. Perché “quando si muore, si muore soli.

Sono soli, i nostri fratelli dell’altra sp…