Da bambino, quando chiedevano a mio fratello cosa avesse sognato rispondeva: “Le palle”.

La risposta, ovviamente spiazzava i miei genitori che, in qualche modo, cercavano di approfondire:

“E cosa fanno queste palle?”

“Girano”.

Mio fratello ancora sconosceva il significato metaforico attribuito alle palle giranti, ma tanto bastava per creare un ricordo di cui anche io, fratello minore, sono venuto a conoscenza.

Però è un fatto: le palle sono fatte per girare, la risposta del bambino era di una disarmante ovvietà.

Certo per essere precisi la palla non gira, ma rotola e nel rotolare la sua s…

Quanti passi mancano all’arrivo? È una questione di gambe, della loro lunghezza, della falcata. Ci siamo quasi, mi dicono, ma non me ne accorgo nemmeno, sono troppo concentrato a misurare il mio passo, ad aumentarne la velocità, che poi è una questione di frequenza. Ma io non frequento nessuno, cammino da solo, non preoccupandomi del percorso, penso a rimanere in piedi, a non inciampare. Ma quanti passi mancano all’arrivo? Non ne sono certo, pare che non sia distante, ma la prospettiva è un po’ distorta e mi sfuggono le proporzioni tra le cose e, per questo, dispero di arri…

Una premessa è doverosa: non spiego l’esperimento nei suoi particolari perché non ne ho la competenza. Chiunque fosse interessato all’argomento troverà su Google tutte le informazioni che desidera a tal proposito, anche rielaborate dall’intelligenza artificiale. Dato dunque per scontato che qualora non ne foste a conoscenza vi sarete sicuramente rivolti all’oracolo virtuale, posso addentrarmi nella discussione del pezzo dell’esperimento che mi interessa, quello in cui il gatto è contemporaneamente sia morto che vivo.

Trattandosi di un esper…

La distruzione del sistema, quello che lo precede cronologicamente o quello dell’avversario. Per distruggere un sistema basta poco: è sufficiente trovare quel minimo particolare che, inevitabilmente, fa crollare tutto l’apparato.

Dei filosofi in fondo ho sempre ammirato l’attitudine critica che, spesso, si esercitava come arte della distruzione.

Il principe della destabilizzazione era il Socrate dei dialoghi Platonici, fortissimo a demolire i suoi avversari, rigoroso e formidabile, attraverso l’ironia, nel far individuare il nodo problematico a…

Cercando su Google la voce mantenere, appare una definizione che distingue tra un uso transitivo del verbo con il significato di tenere a lungo, far durare e rimanere inalterato, conservare in una certa condizione, tenere fede a un patto, rispettare, provvedere dei mezzi necessari per vivere, sostenere economicamente, e un uso riflessivo declinato, tra le altre voci, come rimanere in una certa condizione.

Prendendo spunto da quest’ultima accezione cerco di spiegarne il senso muovendomi tra l’esperienza personale e il percepito sociale.

Cosa si intenda con rimanere in u…

In un numero il cui tema centrale è la costruzione vorrei provare a spiegare come si possa costruire il pensiero di ognuno di noi.

Se guardiamo all’aspetto tecnico della questione il riferimento immediato è al costruttivismo, una corrente psicologica che nasce dall’interno del cognitivismo, soprattutto grazie agli studi di Bruner e Piaget, e ha trovato nuovo impulso nella riscoperta postuma delle teorie di Vygotskij.

L’assunto di base di questa teoria è che l’apprendimento è fortemente influenzato da una parte dalla relazione che s’instaura tra il soggetto in apprendimento e i …

In un numero che ha come tema centrale la raccolta, il testo di Eco La vertigine della lista non può che essere considerato un riferimento a cui guardare con attenzione, sia perché raccoglie una moltitudine di esempi sia letterari che pittorici, che fotografici, tali da essere loro stessi vertiginosamente accostati un un elenco impossibile degli elenchi, sia perché prova a dare un senso a un’abitudine che è propria del nostro modo di ragionare: la categorizzazione.

In effetti quando a scuola spiego il ragionamento in psicologia, si passa abbastanza presto a parlare di categorizza…

Facciamo un rapido elenco, partendo da quelle che ho visitato di più escludendo le italiane:

Parigi 8 o 9 volte; New York 5 volte e c’erano ancora le torri gemelle; Vienna e Barcellona 4 volte; Tarragona; Palma di Maiorca, 4 volte; Ibiza; Minorca; Madeira; Tenerife; Gibilterra; Londra 3 volte; Copenaghen 3 volte; Stoccolma 2 volte; San Pietroburgo 2 volte, ma una di queste era ancora Leningrado; Budapest 2 volte; Praga 2 volte; Oslo 1 volta, Amsterdam 2 volte; Dublino 1 volta; Bruxelles 1 volta; Berlino 1 volta e c’era ancora il muro; Mosca una volta e c’era ancora il comuni…

“Dammi una mano!” mi dicono, ma la mia non è una mano buona, disobbedisce. 

Non è sempre così, se le chiedo di prendere qualcosa si dimostra disponibile e forte, durante la guida, sia di un’auto o di una moto, si dimostra sensibile e precisa, quando deve accarezzare o colpire si dimostra tenera o dura, po’ esse fero e po’ esse piuma per intenderci.

Quando disobbedisce allora? 

In tutte quelle attività che richiedono mobilità fine e precisione millimetrica: quando scrivo, quando devo mettere il nastro per coprire le zone che non vanno imbiancate, quando devo disegnare una linea dri…

Il voto è una moneta di scambio. Il termine è di per sé equivoco, ma ha una stretta relazione con lo scambio, sia nel caso delle elezioni da cui, sempre, ci si aspetta un tornaconto personale o pubblico, sia in quello del voto a scuola, che si persegue per ottenere qualcosa dai genitori che lo mettono al centro dell’apprendimento; infine il voto è una moneta di scambio che si propone a un Dio commerciante per ottenere qualcosa.

Quest’ultima forma di baratto ha trovato tante strade, tra cui la mia preferita è quella del voto di silenzio, forse perché è l’unico di cui beneficiano …