
Ricordo una fulminante battuta di Alessandro Bergonzoni che, più o meno, ricordava come parlare con il cuore in mano significa soprattutto parlare con i polsini completamente insanguinati.
E come dargli torto?
Scegliere il cuore come tema del mese è una manovra azzardata, un sorpasso in curva, un’inversione a U in autostrada o, peggio, cercare di percorrere la super (!) strada Ragusa – Catania sperando di arrivare puntuali all’aeroporto!
Eppure il mese di uscita è “febbraio”, il mese degli innamorati, di San Valentino e allora “sursum corda”, coraggio!
Anche perché di cuore c’è molto bisogno in questi tempi sempre più miserevoli e poveri di sentimento. Tra discorsi pubblici, proclami politici, comunicati stampa, fatti di cronaca, il cuore è forse il grande assente, sommerso da fretta, superficialità, paura, orrore.
Il cuore, se vogliamo essere sinceri, è un organo piuttosto invadente. Più ancora del cervello che sta lì nella scatola cranica e lavora come un matto, ma in modo silenzioso.
Il cuore, invece, batte a prescindere e lo sentiamo nelle sue diastole e sistole. È il primo organo a partire e l’ultimo a fermarsi e non manca di farlo notare. Quando non dovrebbe accelera senza chiedere permesso al legittimo proprietario. Poi rallenta di scoraggiamento e di stanchezza proprio quando più avremmo bisogno di lui. È un organo strano perché non si limita alla sua funzione fisiologica.
Pretende di avere opinioni, di prendere decisioni, di interferire con il cervello come farebbe un parente molesto che si intromette quando vogliamo definire il menu durante le feste di Natale.
Insomma dal suo piccolo spazio toracico il cuore sconfina spesso e volentieri e prende le redini del gioco: parla, canta, scrive libri, recita, persuade anche le persone più dure.
Tutti, chi più chi meno, continuiamo a dargli retta. Forse perché sappiamo che pur essendo talvolta un pessimo consigliere, resta sempre un ottimo alibi per giustificare i nostri più clamorosi errori.
Il cuore sa sempre di essere una guida (avete fatto caso che questa parola è anagramma di Giuda?) ma nella sua ostinazione non tradisce.
Il cuore, in qualsiasi senso lo si racconti, vuole essere trattato bene. Anche da chi ne scrive questo mese e, soprattutto, da chi legge queste pagine telematiche.
Noi abbiamo provato a fare del nostro meglio, come sempre. Ci siamo presi il rischio di scivolare nel melenso o nel chirurgico. Però speriamo di essere restati nel giusto equilibrio, magari con il cuore sempre in mano, ma almeno con la camicia a maniche arrotolate per non sporcare troppo i polsini.