
III d. C. Roma. La leggenda narra che l’imperatore Claudio II, definito Il Gotico, perché aveva sconfitto i Goti nella battaglia di Naissus, ma anche Il Crudele, poiché le sue campagne militari erano sanguinose e dure, era pronto ad andare in guerra. L’obiettivo era quello di ristabilire l’ordine e di difendere i confini imperiali. Per raggiungere tale scopo, però, aveva bisogno di un esercito preparato, concentrato e focalizzato sull’obiettivo. Claudio II non ammetteva distrazioni; un soldato distratto era, per lui, colui che si occupava della propria famiglia e si preoccupava dei propri figli o mogli, che lasciava mesi in balia di nessuno. Poiché un uomo del genere era ritenuto un debole, una persona priva di forza e di autorità preferiva reclutare solo ed esclusivamente uomini single, sicuramente più forti, dediti al lavoro e che non avevano altri pensieri se non la guerra e il benessere dell’imperatore e del popolo.
Dato che all’epoca ci si sposava davvero presto e quindi gli uomini single scarseggiavano, l’imperatore emanò un editto, secondo il quale i maschi giovani non potevano prender moglie. Per l’imperatore oramai il problema era risolto.
Peccato che un sacerdote di nome Valentino non si abbasserà a tale legge e disubbidirà all’imperatore, continuando in segreto a sposare tutte le giovani coppie innamorate.
L’imperatore una volta scoperto lo arresterà e lo condannerà a morte.
Dopo la morte Valentino verrà ricordato dai suoi fedeli e per tale motivo, due secoli più tardi verrà santificato da Papa Gelasio I.
San Valentino era il promotore dell’amore, sentimento che nasceva dal cuore. Il cuore, prima ancora che la scienza affermasse altro, era la sede delle emozioni più coinvolgenti e dell’anima ed era il simbolo dell’amore che non obbedisce alle imposizioni del potere, ma segue l’istinto e la passione.
Oggi quando si parla di San Valentino si associa immediatamente tale figura al cuore, il quale è diventato il linguaggio visivo universale dell’amore romantico.