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Tra testa e cuore

Agata Raineri 14 novembre 2023


“Rare sono le persone che usano la mente... poche coloro che usano il cuore... e uniche coloro che usano entrambi”.
Rita Levi Montalcini

A chi non è capitato di farsi un film nella testa, almeno una volta nella vita e specie da
giovanissimi, in una determinata circostanza relazionale e sociale che è comunemente detta “dell’innamoramento”.
È incredibile come i bambini fino, almeno, all’età adolescenziale vivano le sensazioni in un modo: senza piani, logiche, istintivamente e irrazionalmente mentre gli adulti, non tutti, nello stesso…se la condizione è l’anzidetta in particolare!
Se paragoniamo il cervello ad una scatola, potremmo di certo supporre che il contenuto, ammesso che ci sia un contenuto, debba prenderne tutto lo spazio e una volta aperta, possa essere svuotata e riempita a piacimento di congetture, intenzioni, pensieri, strategie, raziocinio, intelligenza, cognizione, consapevolezza, immaginazione. E i sentimenti? Dove si collocano nella nostra mente? Resta un mistero perché quelli, si pensa, restino confinati in un altro organo vitale, il cuore, e creino semplicemente un legame con la nostra testa che poi permetta al nostro corpo di agire. Una connessione tra mente e cuore incredibilmente complessa quando si innesca il meraviglioso meccanismo dell’amore.
Tutto appare giocoso, poco chiaro ma fortemente percepito almeno all’inizio, ricco di sfaccettature e poi, così nostalgico quando le cose sembrano farsi serie o, nei peggiori dei casi, delinearsi in delusioni e sembrano perdere di poesia.
Sul serio dico che il film che ti fai nella testa è ricco di aspettative. Il finale, a sorpresa.
Si ragiona con il cuore e ci si ravvede con la mente, mica con semplicità e così per tutti: nei casi più disperati non si ragiona più e si lascia spazio solo ai sentimenti. Il che non è sempre un bene! Quando non vi è la corrispondenza ecco!
Quante volte passate ad aspettare trepidanti un suo segno, un suo passaggio, dopo esserti appostato per ore ed ore e averne speso altrettante anticipatamente per cercare di capire i suoi movimenti, i suoi luoghi di interesse e frequentati nella speranza di un incontro “casuale” e per sperimentare l’emozione dell’apparizione: una Madonna se è donna, un Dio, alto bello e aitante, se è di sesso opposto e anche se entrambi non rispecchiano nessuna di quelle speciali caratteristiche perché sono bassi, goffi, insignificanti e pure bruttarelli. Tutto appare bello!
Ti iscrivi nella stessa palestra, magari passi dallo stesso supermercato, aspetti alla stessa fermata del tram anche se abiti dalla parte opposta, indaghi sulla zona di residenza che, detto così, ha il sentore dello stolkeraggio…
In verità e nella normalità, è l’operatività di una mente impazzita che tenta invano di
raggiungere il suo obiettivo preferito e ormai divenuto prioritario. Conoscere la preda, bella o brutta che sia agli occhi degli altri. Non importa. Importa a te!
Dunque la mente che fa? Storpia la realtà e ce la fa apparire edulcorata, magnifica, come mai lo è stata.
Le lunghe e frenetiche camminate a piedi per giungere a scuola in tempo o le interminabili file nel traffico per raggiungere il posto di lavoro dove troverai l'oggetto dei tuoi desideri è poca cosa ormai e non fai fatica, non ti pesa e quasi ti rendono felice perfino la confusione e le bestemmie del vicino d’auto. Non gli dai peso. Gli lasci pure il parcheggio che hai cercato per ore. Diventi un altro, felice ma non appagato. L’unico disturbo che ti assale è un ansia ingestibile per arrivare il prima possibile e poterla incontrare prima che sia suonata la campanella di ingresso in classe e, per fortuna non quella della ricreazione perchè a metà giornata sarebbe soffrire già troppo, o per arrivare puntuali sul posto di lavoro. Mica per la riunione ma per avere la speranza di incontrarla al bar prima di iniziare la dura, durissima giornata lavorativa. Durissima senza averla incontrata perchè si dovrà aspettare oltre o domani. Non la conosci ancora.
Da su della testa il problema, il guaio in cui ti sei cacciato, si sposta fisicamente verso il colon già infiammato dove il tormento dell’assenza della persona amata o idolatrata o desiderata e della fugace presenza a distanza di metri per la paura di un rifiuto al sol saluto, si traduce nelle famigerate farfalle nello stomaco che si trasformano in breve tempo in aquiloni, elicotteri e perfino in arei da combattimento.
Una lotta e un bombardamento continuo nella tua testa ma anche intorno a te perchè le vedi le difficoltà: le esitazioni nel tentar un contatto, l’attesa di un saluto o di una telefonata che non arriva mai quando hai superato lo scoglio dell’approccio chiedendole finalmente il numero. E te lo ha pure dato! Non mi spingo fino all’attesa del primo bacio. Ci vuole anche una certa circostanza e condizioni opportune. Che fatica!
Una distruzione psicofisica per chi è in stato di innamoramento.
Fibrillazione, sudore delle mani e ad alcuni maggiormente le ascelle, a pochi i piedi perché stanno al coperto e al sicuro se è inverno. In estate potrebbe succedere di inciampare sui propri passi che giacciono su ciottoli altrettanto squilibrati e intercettare il bersaglio finendo addosso all’oggetto dell’innamoramento che poi non è nemmeno male come primo tentativo per gli insicuri.
Quindi la trasformazione isocora che investe il tuo corpo, ti spinge a saltare pure il pasto o a divorare la qualsiasi per compensare la mancanza.
Pressione alta e temperatura variabile devono essere controllate assolutamente soprattutto per i meno audaci e i più timidi. E ti viene di sbatterti la testa nel muro per far sì che quel pensiero fisso esca definitivamente dalla tua mente specie in caso di rifiuto.
No, non ce la fai almeno in un breve termine. Devi sperimentare altro. Il potere che può avere su di te la tua mente. Ti dai alla meditazione, coltivi interessi impensabili, ti vuoi distrarre e nel frattempo ti crogioli in congetture e rimugini sul da farsi. Ecco, tutto questo film accade nella tua testa. Magari sono passati mesi inesorabili e faticosi, magari solo giorni per i più fortunati o sfortunati. Dipende dai punti di vista. Un logorio che attraversa il tuo corpo e che sale e si innesta nella tua testa senza lasciare spazio ad altra cosa alcuna. Incredibil…mente, un bel giorno lontano, aprendo gli occhi, ti accorgi che sei sveglio e di nuovo pronto avendo messo i tasselli al posto giusto e riprendendo la tua testa a funzionare; speranzoso, pero’, che ti ricapiti per poter riempire la tua scatola di fantasia ed emozioni e sentirti ancora e solo così, tra testa e cuore, incredibil…mente vivo.

Agata Raineri

Agata Raineri nasce a Catania il 30 agosto 1976. La sua formazione si basa specificatamente su studi scientifici che la portano, da più di vent’anni ad oggi, ad occuparsi di ingegneria dei processi industriali e attività di reporting per una importante azienda multinazionale e l’università. Tuttavia, fin dalla tenera età, sviluppa l’interesse per le arti dello spettacolo e frequenta corsi di improvvisazione e laboratorio teatrale, canto, musica e comunicazione affinando le doti che si affacciano durante il suo percorso e che contemplano l’altra parte di emisfero cerebrale (non razionale) legato fortemente alla sua indole e alle proprie attitudini su tale versante. In parallelo, da circa dieci anni, collabora con diverse compagnie del panorama artistico locale e con il Teatro del Canovaccio di Catania sia in qualità di performer in diverse pièce musicali sia come autrice di testi teatrali di cui ha anche curato la regia riscontrando pareri favorevoli di pubblico e critica. Incrementa il diletto per la scrittura, specie negli ultimi anni, sia con la stesura di brani per cui si avvalora della collaborazione del musicista e compositore Alessandro Cavalieri, sia scrivendo monologhi e poesie, finalisti di concorsi in diversi premi letterari in ambito nazionale. Da qualche anno, collabora con la testata on web di Operaincerta editore in qualità di critico di opere edite di letteratura contemporanea e, di pubblicista, su temi di culturale generale.    

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