{"id":968,"date":"2025-04-14T00:01:00","date_gmt":"2025-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=968"},"modified":"2025-04-11T14:35:44","modified_gmt":"2025-04-11T12:35:44","slug":"intervista-a-quattro-mani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/intervista-a-quattro-mani\/","title":{"rendered":"Intervista a quattro mani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono nuova alle interviste di coppia. Circa un anno fa ho raccontato la <a href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/arretrati\/179\/articoli\/flaccavento.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">storia<\/a> del sogno di due giovani che, con un pizzico di incoscienza e tanta determinazione, sono diventati videomaker, anzi documentaristi, ed hanno gi\u00e0 ricevuto importanti riconoscimenti. <br>La coppia che incontro oggi usa le mani in due ambiti artistici molto diversi: Enrica Nigrelli, romana, \u00e8 un\u2019artista della ceramica, mentre il marito Eduardo Notrica, di origine argentina, \u00e8 maestro o direttore di coro. Li ho conosciuti qualche anno fa, altro dono incredibile di quel magico bussolotto che \u00e8 lo scambiocasa, e di cui ho parlato in un altro <a href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/arretrati\/180\/articoli\/flaccavento.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">articolo<\/a>. Vivono tra Roma e il loro buen ritiro di Giove, in provincia di Terni, dove hanno una casa immersa nella campagna tra l\u2019Umbria e il Lazio.\u00a0<br>Hanno un rito irrinunciabile, ovvero assistere, sacralmente, alle rappresentazioni classiche di Siracusa. E cos\u00ec anno dopo anno tornano in Sicilia, dove ci siamo conosciuti e hanno lasciato un\u00a0 pezzo del loro cuore.<br>Abbiamo avuto un po\u2019 di difficolt\u00e0 per incrociare i miei tempi ai loro, ma alla fine li ho acciuffati singolarmente, per comprendere il loro rapporto con le proprie mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come e quando hai scoperto che il futuro era nelle tue \u201cmani\u201d?<\/strong><br><strong>Enrica<\/strong>. La mia \u00e8 stata una riscoperta tardiva, avvenuta dopo i 30 anni, in seguito ad un importante cambio di vita. Parlo di riscoperta perch\u00e9 la manualit\u00e0 \u00e8 stata una parte importante della mia formazione, in quanto ho potuto frequentare una preziosa\u00a0 scuola elementare montessoriana, fondata da Clotilde Pini, diretta allieva di Maria Montessori. La formazione attraverso la manipolazione e il contatto diretto con la materia \u00e8 stata essenziale, ed ancora tra i compagni di classe con cui sono in contatto riscontro una comune tendenza alla creativit\u00e0.\u00a0<br>Da 15 anni ho avviato la mia attivit\u00e0, Il baule, nata prima come luogo di produzione di ceramiche artistiche, poi di esposizione, e ora \u00e8 diventata luogo di incontro ma anche di docenza, dove tengo sia laboratori per bambini, ma anche per adulti che vogliono fare esperienza di creativit\u00e0, ma anche per professionisti che intendono perfezionare il proprio linguaggio artistico.<br><strong>Eduardo.<\/strong> Dopo aver studiato chitarra classica e canto corale ho scoperto che potevo produrre e trasformare il suono attraverso le mani, senza bisogno di toccare alcuno strumento.\u00a0 Questa tecnica prende il nome di chironomia, ovvero l\u2019insieme dei gesti manuali con cui il\u00a0 direttore guida l\u2019esecuzione polifonica di un pezzo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Esiste un\u2019intelligenza delle mani? Se s\u00ec, come la definiresti?<\/strong><br><strong>Enrica<\/strong>: Sicuramente esiste una memoria delle mani, ovvero la loro capacit\u00e0 di riprodurre in maniera quasi autonoma un gesto ripetuto nel tempo. E non \u00e8 solo una questione di velocit\u00e0, ma anche possibilit\u00e0 di rielaborazione autonoma. A volte mi sorprendo di fronte ad effetti e risultati imprevisti ed inattesi. Alcuni mi dicono che dipende dal fatto che io abbia una buona manualit\u00e0: a questi rispondo che tutti abbiamo manualit\u00e0, bisogna avere solo il coraggio di lasciarsi andare, la voglia di sperimentare e la pazienza di accogliere anche i fallimenti e le resistenze della materia.<br><strong>Eduardo: <\/strong>Per diventare direttore devi possedere la capacit\u00e0 di visualizzare il suono e trasformarlo in movimento, gesto. Prima si studiano le basi tecniche di movimento, che poi vengono personalizzate dal singolo interprete. Un po\u2019 come la scrittura, che deve rimanere comprensibile a chi legge, ma che porta con s\u00e9 la personalit\u00e0 di chi scrive, in maniera istintiva e automatica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ora \u00e8 il momento di una domanda specifica per ognuno di voi. Eduardo: nel tuo lavoro quanto dipende dalle tue mani e quanto dalla postura e dalle altre soft skills?<\/strong><br>C\u2019\u00e8 molta differenza tra il mondo della direzione d\u2019orchestra, molto pi\u00f9 tecnico, e quello della direzione del coro, in cui ci deve essere maggiore empatia.\u00a0<br>Un direttore d\u2019orchestra pu\u00f2 essere sostituito, e pu\u00f2 dirigere anche con pochissime prove, mentre il direttore di coro cresce insieme ai suoi coristi,\u00a0 creando un vincolo affettivo. Questo legame risulta ancora pi\u00f9 forte dell\u2019agonismo che \u00e8 il collante nel rapporto tra il coach e la sua squadra. Direttore e coristi hanno bisogno reciprocamente l\u2019uno degli altri per esprimere l\u2019universo creativo che \u00e8 dentro di loro. Il problema \u00e8 che spesso si confonde la capacit\u00e0 di fare squadra con la competenza tecnica che rimane indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ad Enrica chiedo: c\u2019\u00e8 pi\u00f9 lavoro manuale o pi\u00f9 processo di ideazione concettuale nelle tue creazioni?<\/strong><br>Nello sviluppo di un nuovo tema, come \u00e8 stato per il ciclo dedicato ai pesci o agli universi, c\u2019\u00e8 molto di ideazione e di sensibilit\u00e0, oltre a tanto lavoro di studio grafico. Cerco di non essere mai ripetitiva: nelle mie creazioni provo sempre a trasmettere la mia personalit\u00e0 e il mio vissuto emotivo. Talvolta lavoro anche su commissione: all\u2019inizio provo un senso di costrizione, il peso di dover rispondere alle richieste del cliente. Ma poi anche questa diventa tensione creativa: se qualcuno ha scelto me vuol dire che apprezza il mio linguaggio artistico, che si fida di me, e allora il pezzo diventa la materializzazione di un rapporto, di una relazione, di un dialogo e pu\u00f2 diventare ancora pi\u00f9 interessante.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ultima domanda per entrambi: hai mai pensato di sperimentare un altro tipo di creativit\u00e0 usando le mani?<\/strong><br><strong>Enrica:<\/strong> Ci ho pensato molte volte, e proprio ora sto esplorando la tecnica dell\u2019incisione. Le origini remote di questa tecnica si intrecciano con quelle della ceramica e per questo mi sono incuriosita. Ho sperimentato anche la pittura, ma ritengo che il gesto lento, studiato, che produce il suo effetto solo dall\u2019incontro tra la carta e il materiale inciso, attraverso il tramite dell\u2019inchiostro, sia pi\u00f9 interessante<br><strong>Eduardo: <\/strong>Secondo me cucinare \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 molto creativa e che necessita di buona manualit\u00e0. Le mani sono lo strumento che permette di unire sensi diversi: oltre al tatto, la vista, l\u2019olfatto ed ovviamente il gusto. Se si prova a cucinare con la dovuta attenzione a tutte le sensazioni correlate il risultato sar\u00e0 sorprendente.\u00a0<br>Riuscire ad unire sensi differenti amplifica l\u2019esperienza, come quando si assiste ad un concerto dal vivo e si uniscono i sensi della vista e del suono e c\u2019\u00e8 anche l\u2019aspetto sensoriale di percepire il movimento, a differenza di quando si ascolta una registrazione, anche se ottima. Ci sono addirittura alcuni cori che prevedono una gestualit\u00e0 molto forte anche dei coristi, come nel gospel americano e nella murga della tradizione latino americana (diffusa in Brasile, Argentina e Uruguay).\u00a0<br>In questi casi ascoltare senza essere presenti alla loro energetica interazione con lo spazio \u00e8 come dire di conoscere un piatto\u2026che hai visto solo in televisione!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono nuova alle interviste di coppia. Circa un anno fa ho raccontato la storia del sogno di due giovani che, con un pizzico di incoscienza e tanta determinazione, sono diventati videomaker, anzi documentaristi, ed hanno gi\u00e0 ricevuto importanti riconoscimenti. La coppia che incontro oggi usa le mani in due ambiti artistici molto diversi: Enrica Nigrelli, romana, \u00e8 un\u2019artista della ceramica, mentre il marito Eduardo Notrica, di origine argentina, \u00e8 maestro o direttore di coro. 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