{"id":921,"date":"2025-04-14T00:01:00","date_gmt":"2025-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=921"},"modified":"2025-04-09T08:48:52","modified_gmt":"2025-04-09T06:48:52","slug":"sebastiano-leta-scultore-mani-e-cuore-di-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/sebastiano-leta-scultore-mani-e-cuore-di-sicilia\/","title":{"rendered":"Sebastiano Leta, scultore. Mani e cuore di Sicilia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><strong>Sebastiano Leta, classe \u201976, scultore e non solo. Qual \u00e8 stato il percorso che ti ha fatto scoprire la tua creativit\u00e0?<\/strong><br>Ho iniziato il mio percorso artistico studiando decorazione all\u2019Accademia di Belle Arti di Palermo, per poi proseguire con pittura all\u2019Accademia di Carrara. \u00c8 stato un viaggio formativo intenso, che mi ha permesso di esplorare linguaggi espressivi diversi e di approfondire la mia visione artistica. Ho scelto di vivere 15 anni a Pietrasanta, in Toscana, tra il 2004 e il 2020. L\u00ec ho lavorato a stretto contatto con il marmo, la ceramica e i gioielli. Da 5 anni sono ritornato in Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un diploma in Decorazione e Pittura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Palermo, conseguito dopo il diploma di ragioniere. Due indirizzi totalmente diversi, com\u2019\u00e8 avvenuto questo passaggio?<\/strong><br>Fin da ragazzo ho sempre avuto una forte spinta creativa. Anche durante gli studi tecnici, il disegno, la materia, la manualit\u00e0 erano sempre presenti nella mia vita. In Accademia ho trovato gli stimoli giusti per esprimermi. \u00c8 stata una scelta di cuore, e col tempo si \u00e8 rivelata la mia vera strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli anni della formazione a Palermo e poi Pietrasanta (LU), non una cittadina qualunque ma la patria dell&#8217;arte, del marmo, il luogo ideale per uno scultore, eppure sei tornato nella tua terra, in Sicilia, perch\u00e9?<\/strong><br>In Accademia ho gettato le basi per costruire il mio linguaggio artistico. Poi a Pietrasanta, ho vissuto un periodo straordinario: 15 anni immerso in un contesto dove l\u2019arte non \u00e8 solo cultura, ma anche quotidianit\u00e0. L\u00ec l\u2019arte, \u00e8 parte viva della citt\u00e0. Ho avuto la fortuna di lavorare con materiali nobili, di collaborare con artigiani, artisti, fonderie, laboratori&#8230; \u00c8 stato un lungo respiro creativo, intenso e ricco. Eppure, a un certo punto, qualcosa era cambiato ed ho sentito che dovevo tornare in Sicilia e tornare non \u00e8 stato un ripiego, ma una scelta consapevole: volevo portare con me tutto ci\u00f2 che avevo imparato, e rimettere le mani nella mia terra, in senso letterale e simbolico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A Carrara hai conseguito un ulteriore diploma e per molti anni hai avuto il tuo laboratorio artistico alla Polveriera, un luogo non convenzionale, raccontaci meglio&#8230;<\/strong><br>S\u00ec, dopo l\u2019esperienza di Palermo con i quattro anni di corso di Decorazione, ho voluto continuare ad approfondire, e cos\u00ec mi sono iscritto all\u2019Accademia di Carrara, questa volta in Pittura. Il cuore pulsante del mio percorso a Pietrasanta, \u00e8 stato sicuramente la Polveriera. Un luogo davvero particolare, non convenzionale: un antico laboratorio del marmo ri-trasformato in spazio artistico aperto a tutti. Aveva un\u2019energia fortissima, una bellezza ruvida, autentica. In quegli spazi industriali e un po\u2019 selvaggi, ho aperto il mio laboratorio artistico e per molti anni \u00e8 stato il mio rifugio creativo. Parlo al passato perch\u00e9 purtroppo quel luogo non esiste pi\u00f9, divorato dal consumismo edilizio. La sua distruzione \u00e8 stato il motivo principale per cui ho lasciato la Toscana. Alla Polveriera condividevamo lo spazio con altri artisti, artigiani, creativi di ogni tipo. Era un crocevia di esperienze, culture, materiali, idee. Il confronto era quotidiano, spontaneo, spesso sorprendente. L\u00ec ho lavorato con il marmo, certo, ma anche con la ceramica e con i gioielli, sempre cercando un equilibrio tra forma, materia e significato. Quel periodo ha lasciato un segno indelebile nel mio percorso. \u00c8 l\u00ec che ho davvero capito cosa significa vivere di arte, in ogni senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa ti manca degli anni in Toscana?<\/strong><br>Ci sono molte cose che mi porto nel cuore degli anni trascorsi in Toscana, e inevitabilmente alcune mi mancano. Mi manca, prima di tutto, l\u2019energia di Pietrasanta: una cittadina che vive e respira arte ogni giorno. Cammini per le strade e incontri scultori, pittori, galleristi, collezionisti\u2026 \u00e8 un continuo scambio, un fermento creativo costante. Quel senso di comunit\u00e0 artistica, di appartenenza a un luogo dove l\u2019arte non \u00e8 marginale ma centrale, \u00e8 qualcosa di raro e prezioso. Mi manca anche la materia, nel senso fisico del termine: la presenza dei laboratori artigiani, delle fonderie. In Toscana la materia \u00e8 \u201ca portata di mano\u201d, e hai sempre modo di sperimentare, di provare tecniche nuove, di confrontarti con chi ha decenni di esperienza. Quel tipo di artigianalit\u00e0, cos\u00ec raffinata ma allo stesso tempo legata alla tradizione, \u00e8 davvero un patrimonio unico. E poi, ovviamente, mi mancano le persone: amici, colleghi, conoscenti, con cui ho condiviso non solo il lavoro, ma anche la vita di tutti i giorni. Detto questo, la nostalgia non \u00e8 mai malinconica: sento che ogni fase ha avuto il suo tempo e il suo valore. E ora \u00e8 la Sicilia che mi d\u00e0 nuovi stimoli, nuovi orizzonti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tra le tue tante mostre, una importante in Norvegia e una in Germania dove hai esposto le creazioni realizzate per la tua seconda tesi di laurea, dal titolo &#8220;Gioielli indiscreti\u201d, come sono state quelle esperienze all\u2019estero? Se volessimo fare un paragone tra quelle esperienze e altre fatte in Italia?<\/strong><br>Quelle mostre nel Nord Europa sono state delle esperienze significative del mio percorso. \u201cGioielli indiscreti\u201d: dodici cinture di castit\u00e0 gioiello, era una riflessione sul corpo, sul desiderio, sul controllo, ma anche sul valore simbolico e materiale del gioiello. Un lavoro provocatorio, certo, ma sempre rispettoso. Portarlo all\u2019estero ha significato metterlo in dialogo con un pubblico culturalmente distante, meno condizionato da certi retaggi, forse pi\u00f9 aperto a letture concettuali e meno giudicante su temi legati al corpo e alla sessualit\u00e0. L\u00ec ho sentito una grande libert\u00e0 di espressione. Il pubblico era attento e pronto a fare domande. Per me \u00e8 stata una boccata d\u2019aria, anche per il mio modo di vedere l\u2019arte: mi ha fatto capire quanto sia importante uscire dal proprio contesto per testare davvero la forza del proprio messaggio. Se dovessi fare un paragone con l\u2019Italia, direi che il contesto italiano \u00e8 forse pi\u00f9 complesso: c\u2019\u00e8 molta qualit\u00e0, certo, ma anche una certa rigidit\u00e0, un bisogno di \u201cclassificare\u201d l\u2019opera, di inserirla in cornici pi\u00f9 rassicuranti. Ho esposto in tanti luoghi anche qui, e ogni mostra ha avuto la sua dignit\u00e0 e il suo pubblico, ma spesso ho avvertito un maggiore pudore, soprattutto quando l\u2019opera tocca temi legati al corpo, al femminile, al simbolico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"958\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3-1024x958.jpg\" alt=\"ceramica cotta nei laboratori di Santo Stefano di Camastra\" class=\"wp-image-926\" style=\"width:541px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3-1024x958.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3-300x281.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3-768x719.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3-425x398.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3.jpg 1072w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Torni in Sicilia, ma non al tuo paese natale. Quali stimoli hai trovato a Cefal\u00f9 (Pa), culla della Civilt\u00e0 Normanna e dello svago estivo?<\/strong><br>Sono tornato in Sicilia poco prima dell\u2019inizio della pandemia, ma non a Mistretta, che comunque porto sempre con me. Ho scelto invece di stabilirmi a Cefal\u00f9, e non \u00e8 stata una scelta casuale. Cefal\u00f9 \u00e8 una citt\u00e0 carica di storia e di bellezza la sua anima normanna, con la leggerezza del mare, con la vitalit\u00e0 dello svago estivo, con un turismo curioso ma anche colto. \u00c8 un luogo dove sacro e profano si sfiorano continuamente, dove l\u2019antico convive col presente. E questo per un artista \u00e8 uno stimolo fortissimo. Durante il periodo della pandemia, Cefal\u00f9, come d\u2019altronde tutto il mondo, \u00e8 diventata quasi una dimensione sospesa, un\u2019occasione per riflettere e capire che questo ritorno non \u00e8 stato un ripiego, ma una nuova ripartenza, un nuovo ciclo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per le tue creazioni artistiche spazi dall&#8217;utilizzo dell&#8217;argilla ai metalli preziosi, come l\u2019oro, hai persino creato un profumo con una decorazione gioiello, ci sono nuove esplorazioni all&#8217;orizzonte?<\/strong><br>Per me, ogni materiale porta con s\u00e9 un ritmo, un carattere diverso. Per questo motivo non mi sono mai voluto limitare nelle mie sperimentazioni. Quel profumo, in particolare, \u00e8 nato come un\u2019opera multisensoriale, un\u2019idea che andasse oltre l\u2019oggetto e diventasse esperienza. La boccetta, pensata come un piccolo scrigno-gioiello, \u00e8 diventata contenitore di memoria e identit\u00e0. Mi affascina molto l\u2019idea di incrociare arti diverse e collaborare con artigiani di settori specifici. Per me ogni nuovo materiale \u00e8 una nuova voce da ascoltare, ogni tecnica \u00e8 un nuovo gesto da imparare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le tue mani, i tuoi strumenti pi\u00f9 preziosi, di ci\u00f2 che realizzi quanto \u00e9 affidato a loro e quanto alla tua mente? Pensi di avere un tuo stile? Come lo definiresti? E\u2019 mutevole?<\/strong><br>Le mani per me sono davvero gli strumenti pi\u00f9 preziosi. Per ogni artista c\u2019\u00e8 sempre un dialogo continuo tra la testa e le mani. La mente elabora, sogna, immagina\u2026 ma poi sono le mani a guidare, spesso inaspettatamente. Ci sono momenti in cui \u00e8 proprio il contatto con la materia a suggerirmi strade nuove. Riguardo allo stile, s\u00ec, credo di avere un mio linguaggio riconoscibile, fatto di forme essenziali, di simbolismi. Credo che uno stile vero non sia qualcosa che si impone, ma qualcosa che si scopre nel tempo. \u00c8 come una firma invisibile, che resta anche quando cambi penna, colore o carta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 stata fino ad oggi per te l&#8217;opera pi\u00f9 importante che hai realizzato e perch\u00e9?<\/strong><br>Senza dubbio l\u2019ultima scultura in marmo realizzata a Pietrasanta, prima del mio ritorno in Sicilia: un portacero pasquale in marmo, dedicato a mio padre, intitolato \u201cIo sono la luce del mondo\u201d. \u00c8 un\u2019opera che porto nel cuore perch\u00e9 rappresenta un momento di passaggio, sia personale che artistico. In quel lavoro c&#8217;era dentro il mio legame con la materia, la spiritualit\u00e0, la memoria, l\u2019amore filiale. \u00c8 stato un atto d\u2019amore e anche un modo per elaborare un dolore, trasformandolo in luce, in simbolo, in presenza. Ci ho lavorato per tre mesi, ogni giorno ed oggi l\u2019opera \u00e8 esposta in maniera permanente presso la Chiesa Madre di Mistretta. Quell\u2019opera, pi\u00f9 di tutte, \u00e8 stata un punto di arrivo e insieme un nuovo inizio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"620\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-620x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-936\" style=\"width:425px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-620x1024.jpg 620w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-182x300.jpg 182w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-768x1269.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-929x1536.jpg 929w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani-333x550.jpg 333w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mani.jpg 968w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 2016 circa, gestisci insieme ad Ahmed Khairallah delle case vacanze situate nel centro storico di Cefal\u00f9, siete hosts di eccellenza, perch\u00e9? Chi sono gli ospiti che scelgono le vostre dimore?<\/strong><br>Potrebbe sembrare un\u2019attivit\u00e0 apparentemente distante dal mondo dell\u2019arte, in realt\u00e0 \u00e8 molto vicina al mio modo di vivere e sentire lo spazio. Gestiamo le due case con lo stesso approccio che ho nel mio lavoro artistico: attenzione al dettaglio, cura per la bellezza, rispetto per il luogo e per chi lo abita, anche solo per qualche giorno. Essere un host, per me, significa accogliere, e l\u2019accoglienza \u00e8 un gesto profondamente umano e creativo. Ogni casa \u00e8 stata pensata come uno spazio autentico, dove l\u2019ospite possa sentirsi parte della citt\u00e0, non un semplice turista. Abbiamo cercato di valorizzare l\u2019identit\u00e0 architettonica locale, integrando elementi artistici, materiali naturali, luce e comfort, senza mai perdere il legame con la tradizione. Credo che l\u2019eccellenza stia nei piccoli gesti: nella pulizia impeccabile, nell\u2019attenzione per l\u2019ospite. Ogni persona che accogliamo \u00e8 un mondo, e ci piace pensare che ognuno possa portare via da Cefal\u00f9 non solo fotografie, ma anche emozioni vere. Gli ospiti che scelgono le nostre dimore sono molto diversi tra loro ed arrivano da ogni parte del mondo. Molti ritornano, alcuni diventano amici. Quello che li accomuna \u00e8 la voglia di vivere un\u2019esperienza autentica, di sentire davvero il respiro del luogo. In fondo, anche questa \u00e8 una forma di arte: creare ambienti dove le persone possano sentirsi accolte, ascoltate, ispirate. E questo, per me, \u00e8 un privilegio enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Casa Clelia, per esempio \u00e8 una dimora che si affaccia su Corso Ruggero a Cefal\u00f9, ma anche una galleria d&#8217;arte; avete introdotto una novit\u00e0 al turismo extralberghiero cefaludese. Spiegaci meglio \u2026<\/strong><br>Casa Clelia \u00e8 un progetto a cui siamo particolarmente legati, perch\u00e9 rappresenta una sintesi perfetta tra ospitalit\u00e0 e arte, tra accoglienza e visione culturale. Situata su Corso Ruggero, non \u00e8 solo un luogo dove dormire, ma uno spazio che racconta, accoglie, ispira. Abbiamo voluto che Casa Clelia fosse qualcosa di diverso: non una semplice casa vacanza, ma un\u2019esperienza abitativa e artistica. Per questo l\u2019abbiamo pensata anche come galleria d\u2019arte abitata, dove gli ospiti potessero vivere circondati da opere, dettagli, materiali che parlano un linguaggio estetico e sensibile. Le pareti ospitano opere originali, mie e di altri artisti, che cambiano nel tempo e che l\u2019ospite pu\u00f2 acquistare. L\u2019idea \u00e8 quella di rendere ogni soggiorno anche un\u2019occasione di scoperta culturale, un incontro inaspettato con l\u2019arte contemporanea in un contesto storico. I nostri ospiti non cercano solo comfort e bellezza, ma sono curiosi, aperti, desiderosi di vivere qualcosa di autentico, che lasci un segno. L\u2019idea \u00e8 quella di aprire Casa Clelia alla citt\u00e0: organizzando piccole esposizioni, incontri, presentazioni, momenti di confronto. In questo modo l\u2019arte entra nel quotidiano e si fa presenza reale. \u00c8 un modo per dare valore al tempo del viaggio, per trasformare l\u2019ospitalit\u00e0 in un gesto culturale. In fondo, anche questo \u00e8 un atto d\u2019amore verso la nostra terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai curato personalmente i lavori di restauro di Torre degli Angeli, una torre del XII-XII secolo che ospita anche la tua bottega d&#8217;arte, raccontaci di questo luogo a due passi dal Duomo di Cefal\u00f9 &#8230;<\/strong><br>Torre degli Angeli \u00e8 un luogo speciale, quasi fuori dal tempo. Si tratta di una torre arabo normanna, l\u2019unica esistente in citt\u00e0, oltre alle torri del Duomo, incastonata nel cuore del centro storico di Cefal\u00f9. Quando l\u2019abbiamo trovata, era in stato di abbandono, ma bastava entrarci per sentire che aveva un\u2019anima potente, carica di storia. Non era solo un rudere: era una voce che chiedeva di essere ascoltata. Con Ahmed, abbiamo seguito personalmente ogni fase del restauro, con un approccio rispettoso, quasi filologico. Non volevamo \u201cmodernizzare\u201d o stravolgere, ma piuttosto restituire dignit\u00e0 e vita a uno spazio che era gi\u00e0 arte in s\u00e9. Ogni pietra, ogni traccia del tempo \u00e8 stata preservata e valorizzata. Abbiamo voluto che si respirasse ancora il passato, ma con la possibilit\u00e0 di accogliere tutti con il comfort moderno. Oggi Torre degli Angeli \u00e8 anche la mia bottega d\u2019arte e galleria, e sar\u00e0 un luogo di incontro, di scambio, di ricerca. \u00c8 uno spazio vivo, dove creo, espongo, accolgo persone. Non una galleria nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto un \u201claboratorio dell\u2019anima\u201d, dove chi entra pu\u00f2 vedere il lavoro nascere, trasformarsi, prendere forma. Le proposte artistiche legate a questo luogo nascono proprio dal suo spirito La torre mi ispira continuamente: con la sua verticalit\u00e0, con la sua memoria. \u00c8 come lavorare dentro uno scrigno, che mi accompagna in ogni gesto. E tutto questo \u00e8 accessibile agli ospiti che decidono di soggiornarvi e che potranno partecipare ai workshop creativi che organizzo. Torre degli Angeli vuole essere un punto di connessione tra arte, storia e vita quotidiana. Un luogo che racconta quella parte di Sicilia che invita chi vi entra a rallentare, ad ascoltare, a guardare davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Visibilit\u00e0 e social, questa societ\u00e0 pare si nutra di like, si pu\u00f2 fare a meno di questo tipo di esposizione? Come si relaziona lo scultore Sebastiano Leta con la comunicazione di oggi?<\/strong><br>Per me l\u2019arte ha bisogno di tempo. Nasce nel profondo e spesso resta invisibile a lungo, prima di trovare la forma giusta per emergere. In questo senso, il linguaggio rapido e spesso effimero dei social pu\u00f2 apparire distante dal mio modo di creare. Detto questo, non sono contrario alla comunicazione social. Cerco solo di usarla con misura, con autenticit\u00e0, senza forzature. La uso come una finestra, non come un palcoscenico. Mi piace condividere scorci del mio lavoro, dettagli del processo creativo, ma senza costruire un personaggio. Credo che si possa vivere e creare anche al di fuori dell\u2019esposizione costante. Quindi s\u00ec, i social possono essere utili, ma non devono diventare un fine. Per me restano uno strumento, e come tutti gli strumenti vanno usati con consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La comunicazione ai nostri giorni corre veloce, video brevi, messaggi stringati, immagini scrollate rapidamente e contenuti di ogni tipo, molti discutibilissimi, tutto questo fa bene al mondo dell&#8217;arte?<\/strong><br>L\u2019arte, come gi\u00e0 detto, ha bisogno di tempo. Tempo per essere pensata, realizzata, guardata. Tutto il contrario dell\u2019algoritmo. Non credo che questa modalit\u00e0 di comunicazione rapida faccia davvero bene all\u2019arte. O meglio: pu\u00f2 aiutare a diffondere l\u2019arte, ma non necessariamente a farla comprendere. Nello scorrere frenetico di internet, tutto sembra uguale, tutto viene consumato nello stesso modo, senza distinzione tra il banale e il sublime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intelligenza artificiale, la tua opinione da artista al riguardo qual \u00e8? Ti \u00e8 capitato di utilizzarla?<\/strong><br>Come artista, la guardo con curiosit\u00e0 ma anche con una certa cautela. \u00c8 uno strumento potente, che pu\u00f2 amplificare possibilit\u00e0 espressive, aprire nuove strade Ma, come ogni strumento, non \u00e8 neutro: dipende sempre da come e perch\u00e9 viene usato. Per me l\u2019opera nasce dalle mani, dal contatto fisico con la materia. Nessuna macchina potr\u00e0 mai restituire il calore della creta, la resistenza del marmo. L\u2019esperienza sensoriale, emotiva, umana \u00e8 insostituibile. Non sono comunque contrario all\u2019uso dell\u2019IA in arte. Penso possa essere uno strumento utile, se usato con consapevolezza. Credo che la vera sfida, per gli artisti di oggi, sia proprio questa: accogliere l\u2019innovazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giuseppe Sirni, diplomato in pittura all&#8217;Accademia di Palermo, vive e lavora a Milano ed \u00e8 uno dei pittori che espone a Casa Clelia, ci racconta l\u2019arte di Sebastiano Leta cos\u00ec \u2026<\/strong><br>Ci conosciamo da oltre trent\u2019anni. Non \u00e8 solo un amico: \u00e8 un fratello. La nostra \u00e8 un\u2019intesa costruita nel tempo, nutrita da dialoghi profondi, da esperienze condivise, da silenzi eloquenti e da una fiducia reciproca che non ha mai vacillato. Scrivere di lui oggi, come artista, \u00e8 per me un atto di riconoscenza e di affetto, ma anche un\u2019esigenza critica: perch\u00e9 la sua opera merita attenzione, ascolto e sguardo.<br>Sebastiano \u00e8 un artista che sfugge alle etichette. Il suo talento non si lascia rinchiudere in una tecnica, in uno stile, in una corrente. \u00c8, piuttosto, un flusso creativo in perenne movimento, una metamorfosi continua in cui pittura, scultura, disegno, collage, installazione e persino artigianato si fondono in una visione coerente e personale. Ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce \u00e8 la naturalezza con cui attraversa linguaggi diversi: ogni tecnica diventa per lui una lingua madre, parlata con agio e profondit\u00e0.<br>Non si tratta di eclettismo fine a se stesso, ma di una ricerca sincera, alimentata dalla sua inesauribile curiosit\u00e0 e dalla voglia di mettersi in gioco. Ogni nuovo materiale, ogni nuova superficie \u00e8 per Sebastiano una soglia: un\u2019occasione per dire qualcosa che prima non era stato detto, per scavare nel visibile e far emergere l\u2019invisibile.<br>Lontano da ogni forma di narcisismo, la sua arte \u00e8 sempre relazionale. \u00c8 un invito all\u2019incontro, un gesto che si apre all\u2019altro. Questo deriva, a mio avviso, anche dalla sua profonda umanit\u00e0. Sebastiano \u00e8 una persona generosa, affidabile, capace di ascolto autentico. E questa qualit\u00e0, che nella vita quotidiana si traduce in presenza e dedizione, si riflette nell\u2019opera: ogni lavoro sembra portare dentro di s\u00e9 una tensione verso l&#8217;altro, un desiderio di comunicare, di costruire ponti tra mondi, culture, sensibilit\u00e0.<br>Tra i soggetti pi\u00f9 emblematici del suo percorso, meritano un posto speciale i suoi angeli guerrieri e cerimonieri. Figure totemiche, verticali, ieratiche, questi angeli incarnano la tensione tra spiritualit\u00e0 e resistenza, tra sacralit\u00e0 e lotta. Non sono figure evanescenti: sono presenze forti, scolpite con rigore e tenerezza, capaci di proteggere e di ammonire, di custodire e di combattere. Ogni angelo sembra portare su di s\u00e9 le tracce di una battaglia \u2014 interiore o collettiva \u2014 e al tempo stesso irradiare una pace che viene da lontano. \u00c8 qui che Sebastiano rivela la sua capacit\u00e0 di fondere simbolismo e materia, mistero e forma.<br>Guardando le sue opere \u2014 siano esse sculture, vasi, angeli, gioielli o disegni \u2014 si percepisce una tensione poetica che trascende il semplice oggetto. Sebastiano lavora come chi custodisce un segreto e lo rivela con pudore, lasciando che siano la materia e la forma a parlare per lui. Ed \u00e8 in questo silenzio pieno, in questo gesto umile e forte, che riconosco il senso pi\u00f9 profondo del suo fare arte.<br>In un tempo spesso dominato dall\u2019apparenza, Sebastiano Leta ci ricorda che la bellezza ha bisogno di radici, di visione e di tempo. E forse anche di amicizia. Di quella che resiste agli anni, si nutre di stima, e guarda con orgoglio a ci\u00f2 che cresce nell\u2019altro come un dono condiviso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"692\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-692x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-923\" style=\"width:508px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-768x1136.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-1039x1536.jpg 1039w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file-372x550.jpg 372w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-file.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per concludere questo articolo, chiudo con le parole che mi sono giunte dalla Spagna da Adela Cortijo Talavera, professoressa di filologia francese e direttrice di Cultura dell\u2019Universit\u00e0 di Valenza \u2026<\/strong><br>Sono stata felice nella Torre degli Angeli, per me \u00e8 stata un&#8217;esperienza unica e un&#8217;oasi di pace, oltre che motivo di piacere in un&#8217;autentica bolla spaziale e temporale. La torre \u00e8 impregnata del profumo di altri tempi, si tratta di una torre arabo-normanna del XII secolo, accuratamente restaurata dalle ingiurie del tempo, situata nel cuore del centro storico di Cefal\u00f9, accanto alla famosa cattedrale, alla piazza principale e alle spiagge. Offre il gusto del passato e il comfort del presente. Salire la mattina a prendere un caff\u00e8 in terrazza, alle prime luci dell&#8217;alba, ascoltando il canto dei gabbiani e godendo di una vista incredibile sulle torri del duomo, sui tetti della citt\u00e0, sul cielo e sul mare, \u00e8 stata una delle esperienze pi\u00f9 belle dei miei viaggi in Sicilia e non solo. Fare colazione, bere del buon vino, cenare o leggere in terrazza \u00e8 stato un grande piacere, e all&#8217;interno ho avuto un&#8217;esplosione sensoriale grazie a tutti i dettagli artistici presenti in ogni angolo. Dai colori dei bagni, dalle opere d&#8217;arte, soprattutto quelle realizzate dall&#8217;artista Sebastiano Leta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebastiano Leta, classe \u201976, scultore e non solo. Qual \u00e8 stato il percorso che ti ha fatto scoprire la tua creativit\u00e0?Ho iniziato il mio percorso artistico studiando decorazione all\u2019Accademia di Belle Arti di Palermo, per poi proseguire con pittura all\u2019Accademia di Carrara. \u00c8 stato un viaggio formativo intenso, che mi ha permesso di esplorare linguaggi espressivi diversi e di approfondire la mia visione artistica. Ho scelto di vivere 15 anni a Pietrasanta, in Toscana, tra il 2004 e il 2020. L\u00ec ho lavorato a stretto contatto con il marmo, la ceramica e i gioielli. Da 5 anni sono ritornato in Sicilia. Un diploma in Decorazione<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/sebastiano-leta-scultore-mani-e-cuore-di-sicilia\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":928,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"ppma_author":[25],"class_list":["entry","post","publish","author-liliana","post-921","format-standard","has-post-thumbnail","category-192-aprile-2025"],"authors":[{"term_id":25,"user_id":11,"is_guest":0,"slug":"liliana","display_name":"Liliana Sinagra","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sinagra.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sinagra.jpg"},"author_category":"","first_name":"Liliana","last_name":"Sinagra","user_url":"","job_title":"","description":"Classe '78 e libera professionista nel campo dei servizi tecnici nella vita lavorativa, fin da ragazzina coltiva la passione per il teatro. Nel tempo frequenta la scuola triennale di teatro contemporaneo diretta da Piero Macaluso presso il Teatro Zeta di Termini Imerese (PA). Nel proprio paese, Sciara (PA), ha curato la regia di commedie dialettali portate in scena dai giovani adolescenti dell\u2019Associazione Culturale Kair\u00f2s, con cui ha anche organizzato numerosi eventi culturali. Nel 2017 l\u2019incontro con lo scrittore Vincenzo Muscarella e con gli altri artisti con cui, successivamente e dal 2021 al 2023 ha organizzato la manifestazione multidisciplinare Nella Valle dei Racconti, un festival itinerante che si \u00e8 snodato nei comuni che si affacciano nella vallata del fiume Torto. Nel 2024 viene nominata presidente dell'omonima associazione culturale. Dal 2022 affianca, il direttore artistico e cantautore agrigentino Ezio Noto, per la realizzazione del Dedalo Festival che si svolge a Caltabellotta (AG). Dal 2022 partecipa attivamente alla rassegna letteraria Un t\u00e8 con l'autore presso Palazzo del Poeta a Palermo, manifestazione culturale ideata e curata da Rosa Di Stefano, ed in cui collabora come sia come lettrice che come organizzatrice di eventi. Sperimenta la scrittura creativa da \u201coperaia incerta\u201d e scrive anche per la rivista on-line E\u2019 Geniale diretta da Rosa Di Stefano. 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