{"id":827,"date":"2025-04-14T00:01:00","date_gmt":"2025-04-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=827"},"modified":"2025-04-06T19:02:48","modified_gmt":"2025-04-06T17:02:48","slug":"danza-con-la-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/04\/14\/danza-con-la-mano\/","title":{"rendered":"Danza-con-la-mano"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Cercher\u00f2 di descriverlo<\/em><em>&nbsp;come meglio posso. Perch\u00e9&nbsp;<\/em><em>ci si potrebbe far prendere la mano da una certa&nbsp;<\/em><em>pruriginosa retorica, oppure annegare&nbsp;<\/em><em>in sentimentalismi diabetici<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E io&nbsp;<\/em><em>invece&nbsp;<\/em><em>\u2013 da quando sono rientrato<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>\u2013<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>mi sono&nbsp;<\/em><em>annodato in un silen<\/em><em>te garbuglio<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quindi dir\u00f2 e non dir\u00f2. Rifletter\u00f2 e&nbsp;<\/em><em>racconter\u00f2 a&nbsp;<\/em><em>inchiostro basso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(e&nbsp;dopo queste quattro righe, mi sono&nbsp;gi\u00e0&nbsp;fermato)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-829\" style=\"width:218px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-1536x2048.jpeg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-413x550.jpeg 413w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_5565-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando ho messo piede all\u2019interno del <em>Centro Amani<\/em> di Morogoro, in Tanzania,&nbsp;pensavo di sapere&nbsp;che&nbsp;cosa mi&nbsp;aspettasse. Il Centro Amani di Morogoro, quartiere <em>Chamwino<\/em>, accoglie bambini disabili. Molti di loro&nbsp;orfani. Alcuni di loro in stato di incoscienza assoluta.&nbsp;Troppi di loro sordomuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, io pensavo che la compassione,&nbsp;e&nbsp;quella certa presunzione di&nbsp;ineludibile sostegno, quell\u2019egoistico&nbsp;e inutile&nbsp;pietismo,&nbsp;avrebbero potuto delinearsi&nbsp;come&nbsp;sentimenti (<em>sentimenti?<\/em>) prevalenti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Niente di tutto questo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 al secondo giorno&nbsp;ho compreso che&nbsp;questa mia esperienza sarebbe servita&nbsp;dal&nbsp;momento in cui non mi sarei pi\u00f9 voltato dall\u2019altra parte&nbsp;guardando un bambino&nbsp;contorto sulla sua sedia verde,&nbsp;di plastica sbiadita dal sole, fingendo una indifferenza che di fatto non provo.<\/p>\n\n\n\n<p>E&nbsp;che&nbsp;mai ho provato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E che, soltanto in quell\u2019esatto momento, mi sarei sorpreso&nbsp;(<em>o anche no<\/em>)&nbsp;fuori da&nbsp;me stesso. Oltre&nbsp;i miei preconcetti. Al di l\u00e0 dei miei schemi da buonuomo occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spiego.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho compreso&nbsp;con lenta progressione&nbsp;d\u2019istanti, in mezzo a quel&nbsp;normale, sereno dolore&nbsp;(<em>consapevole o meno<\/em>)&nbsp;d\u2019ogni giorno, che bisogna uscire&nbsp;completamente&nbsp;da se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perdersi.&nbsp;Diventare niente, un infinitamente piccolo,&nbsp;un&nbsp;pressoch\u00e9 invisibile,&nbsp;per s\u00e9 e per gli altri, per&nbsp;riuscire a sentire davvero gli altri, tutti gli altri, nel proprio intimo, nel profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando il distacco \u00e8 avvenuto definitivamente, quando l\u2019annullamento di s\u00e9 s\u2019indistingue negli altri esseri che si muovono intorno, solo allora ci confondiamo nell\u2019umanit\u00e0 vera.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"785\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-1024x785.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-836\" style=\"width:278px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-1024x785.jpeg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-300x230.jpeg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-768x589.jpeg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-1536x1178.jpeg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-2048x1571.jpeg 2048w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/49722827136bbffd9d7c22a6052acb49-425x326.jpeg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u201c<em>Ardere d\u2019inconsapevolezza<\/em>\u201d, come scrisse il poeta Ungaretti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi piccoli angeli vivono al di l\u00e0 d\u2019ogni dimensione reale. E non lo sanno, ma \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>c\u2019\u00e8 una luce in ognuno di questi bambini, un riflesso che solo superficialmente proviene dall\u2019esterno, dalla strada, dai gesti altrui. La luce che proviene dall\u2019interno \u00e8 per pochi, per esempio&nbsp;per&nbsp;quelli che riescono ad ascoltare il silenzio, e a leggerci dentro molto pi\u00f9 delle parole che faticano a venir fuori<\/em>)&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi piccoli angeli&nbsp;caduti in terra,&nbsp;storti, spezzati, muti, pieni di vita e di curiosit\u00e0, non mi hanno mai fatto sentire un diverso, un estraneo, non mi hanno mai lasciato spazio per&nbsp;guardarli dall\u2019alto, per osservarli da lontano.&nbsp;Non mi hanno mai concesso tempo per&nbsp;qualcosa che somigliasse a una&nbsp;commiserazione,&nbsp;o&nbsp;il bench\u00e9 minimo&nbsp;spazio per accovacciarmi da solo in un angolo&nbsp;a compiangere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"727\" height=\"727\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-845\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1.jpg 727w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/image-1-425x425.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 727px) 100vw, 727px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Me ne stavo seduto sul filo smarginato d\u2019un gradone, e un bimbo senza nome mi guardava. Coi suoi occhi indipendenti, la sua testina irregolare, i suoi&nbsp;arti come rametti secchi&nbsp;d\u2019una acacia spezzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ho fatto una carezza, mentre intorno era uno schiamazzo festoso di palloncini e di rincorse. Si \u00e8 tolto le dita dalla bocca, e mi ha preso la mano, portandola in sospensione sopra la sua testa e muovendomela in modo che non riuscivo a capire.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(non c\u2019era niente da capire<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Ero libero di muovere la mia mano,&nbsp;le mie dita,&nbsp;ma sopra la sua testa, davanti ai suoi occhi. E ovunque, in volo.&nbsp;E lui seguiva quella danza della mia mano, un po\u2019 farfalla e un po\u2019 nuvola di vento, e quando&nbsp;la mia mano&nbsp;si abbassava troppo davanti ai suoi occhi, lui la&nbsp;stringeva e la riportava&nbsp;in alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un poco,&nbsp;ha iniziato a muoversi piano,&nbsp;senza senso, avanti e indietro, si avvicinava e si allontanava&nbsp;in quel suo moto contratto e libero: allora mi guardava di traverso, mi riafferrava la mano con le sue&nbsp;minuscole&nbsp;dita,&nbsp;e la&nbsp;spingeva&nbsp;di nuovo su.<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>dita di saliva<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Questa danza \u00e8 andata avanti per non so quanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 non ha iniziato a compiere un giro su se stesso, mentre muovevo le&nbsp;mie\/sue&nbsp;dita come arpeggiando l\u2019aria. E infine ha fatto un primo giro, e poi un altro mezzo giro, sempre fissando la mia mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ho sorriso. La mia mano&nbsp;volante era riuscita a farlo danzare.<\/p>\n\n\n\n<p>E lui \u00e8 stato il primo ad accorgersene, e si \u00e8 rimesso le dita in bocca e ha gioito, contraendosi in saltelli ebbri.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo danzato cos\u00ec anche nei pomeriggi a seguire. Ci siamo ritagliati dei momenti di libert\u00e0 insieme. Abbiamo condiviso una gioia soltanto nostra, ma che altri bambini hanno osservato in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Veronica e Abraham si sono seduti accanto a me, col loro palloncino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"910\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-1024x910.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-837\" style=\"width:280px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-1024x910.jpeg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-300x267.jpeg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-768x683.jpeg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-1536x1366.jpeg 1536w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635-425x378.jpeg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_6144-scaled-e1742510392635.jpeg 1732w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"MsoNormal\">(<em>In questo ricovero di piccoli angeli caduti, ho sperimentato il silenzio. Ogni bambino qui parla il proprio silenzio. A gesti, a sorrisi, a smorfie. Correndo, osservando, allontanandosi. Con gli occhi, chinando il capo, tirando su con il naso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal\"><em>E sono riusciti a farmi parlare, aprire, senza dire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"MsoNormal\"><em>\u00c8 nel silenzio che arriva ogni messaggio, ogni emozione, ogni inesprimibile pensiero. Ogni verit\u00e0, ogni dubbio. La pi\u00f9 profonda comprensione. Il sentimento pi\u00f9 impercettibile)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La sera dei saluti non penso che i bambini&nbsp;\u2013&nbsp;<em>non tutti<\/em>&nbsp;&#8211;&nbsp;abbiano compreso che l\u2019indomani non sarei tornato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>INDOMANI per loro non esiste. Esiste la felicit\u00e0 di incontrarsi adesso. Esiste l\u2019istante in cui stiamo insieme, e tutto il resto del tempo \u00e8 niente. Non \u00e8 che una convenzione. Non \u00e8 nostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel salutarli \u00e8 un gesto che appartiene a me, non a loro e a questa loro impalpabile dimensione sospesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio piccolo&nbsp;<em>Danza-con-la-mano<\/em>&nbsp;se ne stava seduto a terra. Non ho capito se la giovane donna che gli ha portato il piatto con polenta e fagioli fosse sua madre, o una delle mamme di Chamwino che si prendono cura di questi bambini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono abbassato a salutarlo. Gli ho fatto danzare la mano davanti agli occhi. Mi ha fissato con una contrazione del viso che sembrava un cenno d\u2019intesa. O chiss\u00e0. Poi, ha continuato a mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>non so neppure come si chiami. Ma mi importa&nbsp;davvero?<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>Una giovane suora, con un <em>kanga<\/em> lungo i fianchi, mi ha sussurrato \u2018<em>Shikamoo<\/em>\u2019 per lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una forma di benedizione dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho risposto \u2018<em>Maharaba<\/em>\u2019, ma a malapena.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>(<em>non me ne sarei andato<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cercher\u00f2 di descriverlo&nbsp;come meglio posso. Perch\u00e9&nbsp;ci si potrebbe far prendere la mano da una certa&nbsp;pruriginosa retorica, oppure annegare&nbsp;in sentimentalismi diabetici. E io&nbsp;invece&nbsp;\u2013 da quando sono rientrato&nbsp;\u2013&nbsp;mi sono&nbsp;annodato in un silente garbuglio. Quindi dir\u00f2 e non dir\u00f2. Rifletter\u00f2 e&nbsp;racconter\u00f2 a&nbsp;inchiostro basso. (e&nbsp;dopo queste quattro righe, mi sono&nbsp;gi\u00e0&nbsp;fermato) Quando ho messo piede all\u2019interno del Centro Amani di Morogoro, in Tanzania,&nbsp;pensavo di sapere&nbsp;che&nbsp;cosa mi&nbsp;aspettasse. Il Centro Amani di Morogoro, quartiere Chamwino, accoglie bambini disabili. Molti di loro&nbsp;orfani. Alcuni di loro in stato di incoscienza assoluta.&nbsp;Troppi di loro sordomuti. Ecco, io pensavo che la compassione,&nbsp;e&nbsp;quella certa presunzione di&nbsp;ineludibile sostegno, quell\u2019egoistico&nbsp;e inutile&nbsp;pietismo,&nbsp;avrebbero potuto delinearsi&nbsp;come&nbsp;sentimenti (sentimenti?) prevalenti. 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