{"id":743,"date":"2025-03-14T00:01:00","date_gmt":"2025-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=743"},"modified":"2025-03-07T12:00:04","modified_gmt":"2025-03-07T11:00:04","slug":"dante-alighieri-e-i-voti-religiosi-nel-terzordine-francescano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/dante-alighieri-e-i-voti-religiosi-nel-terzordine-francescano\/","title":{"rendered":"Dante Alighieri e i voti religiosi nel Terz\u2019Ordine Francescano"},"content":{"rendered":"\n<p>Alcuni storici e alcuni \u201cdantisti\u201d, gi\u00e0 nel XIV secolo, avanzarono l\u2019ipotesi che Dante abbia fatto il noviziato presso i frati minori di Santa Croce, a Firenze. Ne sarebbe uscito prima di emettere &nbsp;i voti di vita religiosa e, in et\u00e0 successiva, sarebbe entrato nel Terz\u2019Ordine francescano.<\/p>\n\n\n\n<p>La congettura si fonda sull\u2019opinione di Francesco Bartolo da Buti (1324-1406), che all\u2019universit\u00e0 di Pisa tenne la cattedra di studi danteschi e il cui commento, terminato verso il 1380, fu il primo redatto in volgare ed esteso all\u2019intera&nbsp;<em>Commedia<\/em>. Traendo spunto da un passo del poeta &#8211; che diceva d\u2019avere <strong><em>\u201cuna corda intorno cinta\u201d e che poi l\u2019ebbe \u201ctutta [\u2026] sciolta\u201d<\/em><\/strong> (<em>Inferno<\/em>, XVI, 106-109) -, afferm\u00f2 che Dante era stato frate francescano ma che non si leg\u00f2 con i voti della professione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le espressioni dantesche erano chiaramente allegoriche; ma la notizia biografica fu considerata reale. L\u2019appartenenza al Terz\u2019Ordine, poi, sarebbe attestata da un codice anonimo del Quattrocento. L\u2019una e l\u2019altra tesi furono accolte dal Landino (1424-1492) e, nella seconda met\u00e0 del sec. XV, dalla&nbsp;<em>Cronaca Maggiore<\/em>&nbsp;di frate Mariano da Firenze, andata perduta ma riferita da frate Antonio Tognocchi da Terrigna in&nbsp;<em>Genealogium<\/em>,<em>&nbsp;et Honorificum Fratrum Etrusco-Minoriticum<\/em>&nbsp;del 1680.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, l\u2019opinione di un Dante \u201cterziario francescano\u201d trov\u00f2 consensi nel clima storico e culturale romantico: epoca che registr\u00f2 la \u00abriscoperta\u00bb della poesia dantesca &#8211; dapprima sottovalutata rispetto a quella, ingentilita, del Petrarca, poi <em>\u201ctrascurata e disprezzata\u201d<\/em> dall\u2019et\u00e0 barocca e illuminista (Auerbach 1987, 45 ss.).<\/p>\n\n\n\n<p>Il clima romantico, all\u2019interno della corrente cattolica, favor\u00ec, in particolar modo, l\u2019immaginario di un Dante, per un verso, tormentato dalla morte della \u201csua Beatrice\u201d e, per altro verso, affascinato dalla scelta \u00abascetica\u00bb dell\u2019ideale francescano. Ad esempio, Dante, per Niccol\u00f2 Tommaseo, fu sicuramente terziario francescano; per Cesare Cant\u00f9 fu <strong><em>\u201cfrate laico\u201d<\/em><\/strong>, cio\u00e8 fino alle soglie della professione canonica (E. D., 468).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Ottocento e Novecento, all\u2019epoca del gran fermento di interessi francescani suscitati dagli studi di Paul Sabatier e dal rinvenimento, in monasteri benedettini, dei codici di biografie francescane che erano state messe al bando nel 1266, e poi, ancor di pi\u00f9 in occasione delle celebrazioni per il VII centenario dell\u2019 istituzione del &nbsp;Terz\u2019Ordine francescano (1921), l\u2019idea di un Dante terziario francescano conobbe una vera e propria esplosione entusiastica. Tra le voci ecclesiastiche dell\u2019Ottocento possiamo ricordare Antonio Lubin, Mauro Ricci e Agostino Bartolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni hanno individuato nell\u2019affresco di Giotto, nella basilica di San Francesco ad Assisi, gli indizi di un Dante terziario, raffigurato insieme con Francesco e la figura di una clarissa: Dante avrebbe simboleggiato, nello specifico, proprio il Terz\u2019Ordine Francescano (Cristofani, 202).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in tempi pi\u00f9 recenti c\u2019\u00e8 chi ha ritenuto che Dante sia stato novizio, poi terziario e sepolto con l\u2019abito francescano (Martini, Tardioli); altri, infine, &nbsp;che sia stato almeno sicuramente terziario.<\/p>\n\n\n\n<p>In linea teorica, la militanza di Dante tra le fila &nbsp;del movimento francescano risulta molto probabile. E, anche se &nbsp;le testimonianze storiche sono troppo tardive, per poter essere considerate del tutto probanti, rimane la superba testimonianza del canto XI del Paradiso, dedicato proprio a San Francesco e la &nbsp;suggestione del \u201cSommo Poeta\u201d, affascinato dall\u2019esempio e dall\u2019ideale di vita del \u201cPoverello d\u2019Assisi\u201d, che chiede di poter emettere i voti nell\u2019Ordine dei Fratelli della Penitenza, come venivano chiamati ai tempi i Terziari Francescani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery alignleft has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" data-id=\"744\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Assisi-Basilica-Inferiore-San-Francesco-che-accoglie-dei-laici-nel-TerzOrdine.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-744\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Assisi-Basilica-Inferiore-San-Francesco-che-accoglie-dei-laici-nel-TerzOrdine.jpg 800w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Assisi-Basilica-Inferiore-San-Francesco-che-accoglie-dei-laici-nel-TerzOrdine-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Assisi-Basilica-Inferiore-San-Francesco-che-accoglie-dei-laici-nel-TerzOrdine-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Assisi-Basilica-Inferiore-San-Francesco-che-accoglie-dei-laici-nel-TerzOrdine-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>San Bernardo nella&nbsp;<em>Divina Commedia<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dante lo introduce nel Canto XXXI del Paradiso, quando il poeta, giunto ormai nell&#8217;Empireo, sta ammirando la candida rosa dei beati: egli si volta per parlare a Beatrice, ma con sua grande sorpresa vede accanto a s\u00e9 un vecchio dall&#8217;aspetto venerando, il cui volto ispira benigna letizia&nbsp; e con l&#8217;atteggiamento devoto di un padre amorevole. A lui chiede dove sia andata Beatrice e il santo risponde che proprio lei lo ha chiamato come ultima guida di Dante nel viaggio in Paradiso, indicando il seggio nella rosa celeste dove la donna ha ripreso il suo posto. In seguito il santo invita Dante a spingere lo sguardo su tutta la rosa dei beati, soffermandosi in particolare sulla Vergine per la quale egli dichiara di ardere d&#8217;amore, presentandosi infine come il suo fedel Bernardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Canto XXXII il santo illustra a Dante la disposizione dei beati nella rosa celeste, quindi (dopo la glorificazione di Maria) Bernardo indica al poeta alcune delle pi\u00f9 eccelse anime della rosa, affermando infine la necessit\u00e0 di invocare l&#8217;intercessione della Vergine affinch\u00e9 Dio conceda a Dante l&#8217;altissimo privilegio di fissare lo sguardo nella Sua mente.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio del Canto XXXIII Bernardo rivolge dunque alla Vergine la famosissima preghiera con cui chiede l&#8217;intervento di Maria, e in seguito Dante descrive la visione di Dio che conclude la Cantica e il poema.<\/p>\n\n\n\n<p>Bernardo \u00e8 di fatto la terza guida di Dante nel suo viaggio ultraterreno, dopo Virgilio (allegoria della ragione naturale dei filosofi) e Beatrice (allegoria della teologia rivelata e dalla grazia santificante): il suo valore \u00e8 stato oggetto di discussioni, ma probabilmente la sua figura rappresenta il fulgore divino che consente la fruizione del Suo aspetto con una sorta di suprema intuizione, ci\u00f2 che in alcuni testi dei Padri della Chiesa viene indicato come lumen gloriae .<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, cos\u00ec come la filosofia razionale \u00e8 subordinata alla teologia rivelata, anche quest&#8217;ultima \u00e8 insufficiente di per s\u00e9 a cogliere nella sua pienezza la sostanza divina, per cui \u00e8 necessario un ulteriore aiuto da parte di Dio: non si tratta di un&#8217;esperienza totalmente irrazionale, poich\u00e9 la visione della mente divina \u00e8 comunque un atto dell&#8217;intelletto, ma ovviamente in essa vi \u00e8 una forte componente mistica, per cui ben si comprende perch\u00e9 Dante abbia scelto san Bernardo quale terza e ultima delle sue guide nel viaggio nell&#8217;Oltretomba.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divina_Commedia\"><em>Divina Commedia<\/em><\/a>&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante\">Dante<\/a>&nbsp;trova San Bernardo di Chiaravalle in Paradiso, di fronte alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Candida_rosa\"><em>candida rosa<\/em><\/a>&nbsp;dei beati, come guida per l&#8217;ultima parte del suo viaggio, in virt\u00f9 del suo spirito contemplativo e della sua devozione mariana.<\/p>\n\n\n\n<p>Bernardo compare nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paradiso_-_Canto_trentunesimo\">Canto XXXI<\/a>&nbsp;del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paradiso_(Divina_Commedia)\"><em>Paradiso<\/em><\/a>&nbsp;come allegoria dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Estasi\">estasi<\/a>&nbsp;beatifica, situata al culmine dell&#8217;ascesi verso Dio. Dante \u00e8 stato accompagnato da Beatrice, simbolo della&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fede\">fede<\/a>, fin nell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Empireo\">Empireo<\/a>&nbsp;e contempla la&nbsp;<em>Mistica Rosa<\/em>&nbsp;dei beati e degli angeli. Si volta per porre una domanda a Beatrice ma si accorge che questa \u00e8 scomparsa e che al suo posto c&#8217;\u00e8 un&nbsp;<em>sene<\/em>, &nbsp;San Bernardo. Egli invita il poeta a osservare la cima della Rosa, nella sede pi\u00f9 luminosa di Maria Vergine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u00abE volgeami con voglia r\u00efaccesa<br>per domandar la mia donna di cose<br>di che la mente mia era sospesa.<br><br>Uno intend\u00eba, e altro mi rispuose:<br>credea veder Beatrice e vidi un sene<br>vestito con le genti glor\u00efose.\u00bb Il poeta comunica che quanto sta per raccontare in questa terza ed ultima parte del suo viaggio \u00e8 difficile da esprimere a parole, attraverso l\u2019uso della razionalit\u00e0, com\u2019\u00e8 difficile ripetere ci\u00f2 che si vede salendo al cielo (cfr Par I, 5-6) o raccontare l\u2019esperienza del superamento della condizione umana (cfr. Par. I, 70-71 \u2018Trasumanar significar per verba \/ non si poria\u2019). Il Paradiso \u00e8 senz\u2019altro il luogo pi\u00f9 misterioso attraversato dal Dante\/viaggiatore perch\u00e9, abbandonati luoghi dove ancora lo corporeit\u00e0 era la misura della condanna e delle sofferenze o della penitenza delle anime, egli si addentra in un ambiente dove le anime sono diventate completamente eteree; nel Paradiso Dante si addentra nei misteri della Fede fino ad un punto in cui la ragione, pur supportata dalla sapienza della Teologia, non riesce ad arrivare: le ultime verit\u00e0, infatti, sono conoscibili solo tramite l\u2019estasi mistica. Il tema dell\u2019inconoscibilit\u00e0 pervade infatti tutta la seconda parte del Canto in cui, dopo aver ottenuto il tacito assenso della Vergine, Dante fissa il suo sguardo in alto e comincia a guardare nell\u2019Infinito divino. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paradiso_-_Canto_trentatreesimo\">Canto XXXIII<\/a>&nbsp;del&nbsp;<em>Paradiso<\/em>&nbsp;si apre con la preghiera che il santo rivolge alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_(madre_di_Ges%C3%B9)\">Vergine Maria<\/a>&nbsp;(vv. 1-39) perch\u00e9 Dante possa vedere Dio:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u00abVergine Madre, figlia del tuo figlio,<br>umile e alta pi\u00f9 che creatura,<br>termine fisso d&#8217;etterno consiglio,3<br><br>tu se\u2019 colei che l\u2019umana natura<br>nobilitasti s\u00ec, che \u2019l suo fattore<br>non disdegn\u00f2 di farsi sua fattura.6<br><br>Nel ventre tuo si raccese l\u2019amore,<br>per lo cui caldo ne l\u2019etterna pace<br>cos\u00ec \u00e8 germinato questo fiore.9<br><br>Qui se\u2019 a noi merid\u00efana face<br>di caritate, e giuso, intra \u2019 mortali,<br>se\u2019 di speranza fontana vivace.12<br><br>Donna, se\u2019 tanto grande e tanto vali,<br>che qual vuol grazia e a te non ricorre,<br>sua dis\u00efanza vuol volar sanz\u2019 ali.15<br><br>La tua benignit\u00e0 non pur soccorre<br>a chi domanda, ma molte f\u00efate<br>liberamente al dimandar precorre.18<br><br>In te misericordia, in te pietate,<br>in te magnificenza, in te s\u2019aduna<br>quantunque in creatura \u00e8 di bontate.21<br><br>Or questi, che da l\u2019infima lacuna<br>de l\u2019universo infin qui ha vedute<br>le vite spiritali ad una ad una,24<br><br>supplica a te, per grazia, di virtute<br>tanto, che possa con li occhi levarsi<br>pi\u00f9 alto verso l\u2019ultima salute.27<br><br>E io, che mai per mio veder non arsi<br>pi\u00f9 ch\u2019i\u2019 fo per lo suo, tutti miei prieghi<br>ti porgo, e priego che non sieno scarsi,30<br><br>perch\u00e9 tu ogne nube li disleghi<br>di sua mortalit\u00e0 co\u2019 prieghi tuoi,<br>s\u00ec che \u2019l sommo piacer li si dispieghi.33<br><br>Ancor ti priego, regina, che puoi<br>ci\u00f2 che tu vuoli, che conservi sani, dopo tanto veder, li affetti suoi.36<br><br>Vinca tua guardia i movimenti umani:<br>vedi Beatrice con quanti beati<br>per li miei prieghi ti chiudon le mani!\u00bb.39 &nbsp; Il Canto XXXIII si costituisce di due grandi parti: l\u2019iniziale invocazione alla Vergine e la visione di Dio. Dante lascia a san Bernardo il compito di pronunciare una preghiera indirizzata a Maria per chiederle di favorire l\u2019accesso alla visione finale del viaggiatore mortale, una visione che non sarebbe possibile se questi avesse ancora gli occhi ingombri dal dubbio e dalla ragione che gli impedirebbero di penetrare dubbi cos\u00ec profondi; inoltre, san Bernardo chiede alla Vergine di preservare intatti la mente e i sentimenti di Dante, dopo una visione cos\u00ec travolgente. &nbsp; La preghiera di san Bernardo ricalca nella struttura quella dell\u2019Ave Maria, ma si arricchisce con richiami ad altri inni sacri come il Gloria, il Te Deum e il Salve Regina. &nbsp; Inizia con una lode alla Vergine, le cui virt\u00f9 vengono descritte ai vv. 1-2 con una serie di antitesi che richiamano ai dogmi dottrinali, per cui Maria diventa \u2018figlia\u2019 del suo stesso figlio (in ossequio al dogma trinitario per cui il Cristo \u00e8 fatto della stessa sostanza del Padre, e viene cos\u00ec generato da quella Maria che \u00e8 a sua volta creata da Dio) e \u2018umile e alta\u2019 allo stesso tempo, pi\u00f9 di qualunque altra creatura. Il suo ruolo viene poi richiamato ai vv. 7-9, dove si dice che nel suo ventre si \u00e8 rinnovato il patto tra Dio e l\u2019Uomo, un fuoco d\u2019amore che ha fatto poi germogliare la rosa dei beati che orna il Cielo Empireo. &nbsp; Questa prima parte del Canto, che anticipa la richiesta che il santo sta per fare per favorire Dante, \u00e8 quella che, a livello retorico, prepara la seconda parte del Canto, quella in assoluto pi\u00f9 solenne. &nbsp; <strong>Figure retoriche del Canto XXXIII del Paradiso<\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong> Vv. 1-2, figlia \u2026 creatura: Il ritratto evocativo della Vergine si costituisce attraverso l\u2019uso della figura retorica delle antitesi, in cui vengono accostati termini dai significati contrastanti. V. 8, etterna pace: \u00e8 parafrasi per intendere il Paradiso. V. 12, speranza \u2026 vivace: metafora in cui la generosit\u00e0 con cui la Vergine dispensa carit\u00e0 tra i mortali \u00e8 paragonata ad una fontana. V. 15, volar sanz\u2019ali: metafora secondo cui il desiderio necessita di ali per essere soddisfatto. V. 22, infima lacuna: perifrasi per indicare l\u2019Inferno. V. 25, supplica a te: si tratta di un latinismo nel senso che il verbo ha una costruzione alla latina, cio\u00e8 regge il dativo \u2018a te\u2019. V. 27, l\u2019ultima salute: perifrasi per indicare Dio. V. 33, sommo piacer: perifrasi per indicare la visione di Dio. V. 40, Li occhi \u2026 Dio: perifrasi per indicare lo sguardo di Maria. V. 43, l\u2019etterno lume: perifrasi per indicare Dio. V. 46, fine \u2026 disii: perifrasi per indicare Dio.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo avere descritto il legame intimo della Madonna con il mistero dell&#8217;Incarnazione, la supplica, con un ardor maggiore che per se stesso (vv.28-29), perch\u00e9&nbsp;<em>il sommo piacer<\/em>&nbsp;della visione divina&nbsp;<em>si dispieghi<\/em>&nbsp;per Dante; quando la Vergine dimostra di aver accolto la sua preghiera volgendosi Essa stessa verso&nbsp;<em>l&#8217;etterno lume<\/em>, Bernardo con un sorriso accenna al poeta di guardar&nbsp;<em>suso<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>\u00abBernardo m&#8217;accennava, e sorridea,<br>perch&#8217;io guardassi suso; ma io era<br>gi\u00e0 per me stesso tal qual ei volea\u00bb(vv.49-51)<\/td><\/tr><tr><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La descrizione della visione divina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dante dapprima vede tre cerchi di eguale misura e diversi colori: il secondo sembra un riflesso del primo (a simboleggiare la contemporanea differenza ed unit\u00e0 tra il Padre ed il Figlio) mentre il terzo li avvolge entrambi come fosse una sorta di fiamma (simbolo dello Spirito Santo). Poi scorge una figura umana nel secondo cerchio, visibile nonostante sia dello stesso colore del cerchio stesso e, mentre cerca di capire quello che vede viene rapito da un\u2019estasi mistica che dura un tempo indefinito e che non pu\u00f2 descrivere, se non per il fatto che sente che ormai la sua mente \u00e8 governata dal volere divino.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni storici e alcuni \u201cdantisti\u201d, gi\u00e0 nel XIV secolo, avanzarono l\u2019ipotesi che Dante abbia fatto il noviziato presso i frati minori di Santa Croce, a Firenze. Ne sarebbe uscito prima di emettere &nbsp;i voti di vita religiosa e, in et\u00e0 successiva, sarebbe entrato nel Terz\u2019Ordine francescano. La congettura si fonda sull\u2019opinione di Francesco Bartolo da Buti (1324-1406), che all\u2019universit\u00e0 di Pisa tenne la cattedra di studi danteschi e il cui commento, terminato verso il 1380, fu il primo redatto in volgare ed esteso all\u2019intera&nbsp;Commedia. Traendo spunto da un passo del poeta &#8211; che diceva d\u2019avere \u201cuna corda intorno cinta\u201d e che poi l\u2019ebbe \u201ctutta [\u2026]<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/dante-alighieri-e-i-voti-religiosi-nel-terzordine-francescano\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":745,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"ppma_author":[12],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-antoniob","4":"post-743","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-191-marzo-2025"},"authors":[{"term_id":12,"user_id":26,"is_guest":0,"slug":"antoniob","display_name":"Antonio Barone","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/barone.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/barone.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=743"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":746,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/743\/revisions\/746"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=743"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}