{"id":736,"date":"2025-03-14T00:01:00","date_gmt":"2025-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=736"},"modified":"2025-03-07T09:58:08","modified_gmt":"2025-03-07T08:58:08","slug":"le-votazioni-del-1946-e-le-donne-costituenti-siciliane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/le-votazioni-del-1946-e-le-donne-costituenti-siciliane\/","title":{"rendered":"Le votazioni del 1946 e le donne costituenti siciliane"},"content":{"rendered":"\n<p>Sfatiamo una convinzione: la prima volta che le donne italiane votarono non \u00e8 per il Referendum del 2 giugno 1946, bens\u00ec per le votazioni amministrative del 10 marzo dello stesso anno. (<a href=\"https:\/\/www.settantesimo.governo.it\/it\/approfondimenti\/le-donne-e-il-voto-del-1946\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.settantesimo.governo.it\/it\/approfondimenti\/le-donne-e-il-voto-del-1946\/index.html<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ovvio per\u00f2 che il Referendum e le votazioni politiche ebbero un significato storico non commensurabile. In entrambe le tornate elettorali l\u2019affluenza fu altissima e le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti: alle amministrative l\u2019affluenza femminile sfior\u00f2 il 90%, circa 2mila donne conquistarono un seggio nei consigli comunali e furono elette le\u00a0prime sei sindache. Il 2 giugno le votanti furono un milione in pi\u00f9 dei maschi e vennero votate all\u2019Assemblea costituente 21 donne su 556 parlamentari. L\u2019alta affluenza femminile fu determinata dall\u2019importante attivit\u00e0 di alfabetizzazione e informazione alla politica, svolta dall\u2019associazionismo femminile laico e cattolico, lo stesso che si batt\u00e9 per ottenere il diritto di voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Al referendum la Repubblica raggiunge solo il 54,27%, nel meridione e in Sicilia stravince la monarchia per vari fattori, che per non dilungarci, potremmo riassumere nel protrarsi della questione meridionale.<br><a href=\"https:\/\/il2giugno.it\/2020\/12\/01\/tav-3-province-risultati-in-valori-percentuali-su-voti-validi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/il2giugno.it\/2020\/12\/01\/tav-3-province-risultati-in-valori-percentuali-su-voti-validi\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ottavia Penna, eletta nel Fronte dell\u2019Uomo Qualunque, rappresenta questo sentimento monarchico all\u2019Assemblea Costituente. Nata a Caltagirone nel 1907, \u00e8 figlia del barone Francesco Penna di Scicli, studia a Roma e sposa il medico Filippo Buscemi. Nel 1946 \u00e8 madre di tre figlie ed \u00e8 impegnata da sempre ad assistere i pi\u00f9 deboli e indigenti. L\u2019altra donna costituente siciliana \u00e8 Maria Nicotra, rappresentante della Democrazia Cristiana, il partito pi\u00f9 votato. Nasce a Catania nel 1913 in una famiglia con discendenze nobili. Durante la guerra \u00e8 infermiera volontaria e impegnata assiduamente nell\u2019associazionismo cattolico. Sposa nel 1949 un democristiano di Padova inviato in Sicilia dal partito, Graziano Verzotto. Negli anni sessanta il marito \u00e8 implicato in scandali e subisce anche un attentato, Maria accetta di sostituirlo alla presidenza della squadra calcistica di Siracusa, divenendo cos\u00ec la prima presidente di una societ\u00e0 di calcio.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambe all\u2019impegno sociale affiancano quello per l\u2019emancipazione femminile, si candidano con un forte sentimento di responsabilit\u00e0, con il massimo rispetto delle istituzioni e della politica. Strenua amante della legalit\u00e0 e giustizia, nonostante la sua fede monarchica, la Penna vota un emendamento che sottraeva alla revisione costituzionale la forma repubblicana. La fedelt\u00e0 al partito della Nicotra si manifesta quando nel 1950 vota un emendamento per la riduzione dell\u2019indennit\u00e0 giornaliera delle lavoratrici madri, ma per il resto della sua attivit\u00e0 parlamentare \u00e8 sempre attenta a migliorare la vita delle donne e a garantirne i diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ottavia Penna \u00e8 una delle cinque donne nominate nella Commissione dei 75 (parlamentari col compito specifico di elaborare la nuova Carta costituzione), ma si dimette pochi giorni dopo; come Maria Nicotra non interviene mai in Assemblea costituente, n\u00e9 presenta interrogazioni. La Nicotra collabora con le colleghe per la stesura dell\u2019art.51 \u201cTutti i cittadini di ambo i sessi possono accedere agli uffici pubblici in condizioni di uguaglianza\u201d, mentre la Penna non fraternizza con le colleghe, tanto che \u00e8 l\u2019unica a non essere invitata al ricevimento offerto dall\u2019UDI a tutti i parlamentari. L&#8217;aristocratica fa ben poco per guadagnarsi la fiducia dalle colleghe e colleghi: durante le sedute parlamentari, infatti, porta sempre appuntato al petto il vessillo sabaudo.<\/p>\n\n\n\n<p>La deputata catanese \u00e8 l\u2019unica donna a far parte della Commissione parlamentare di vigilanza sulle condizioni dei detenuti, mentre la deputata calatina \u00e8 l\u2019unica candidata alle elezioni per la Presidenza dello Stato. La Penna risulta la terza votata con 32 preferenze e in quanto monarchica, la sua candidatura fu considerata una provocazione da parte del suo partito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due costituenti siciliane dal 1953 non saranno pi\u00f9 deputate, Ottavia Penna per dissidi col partito e Maria Nicotra semplicemente perch\u00e9 non fu pi\u00f9 eletta. Entrambe per\u00f2 mantengono un vivace impegno civile e solidaristico. A Catania l\u2019ex parlamentare si dedica al movimento femminile della DC e per cinque anni \u00e8 presidente dell\u2019Istituto autonomo case popolari. Ottavia Penna diventa consigliera al Comune di Caltagirone e si dedica alla ricostruzione post-bellica della citt\u00e0, alle politiche giovanile e assistenziali, fondando La Citt\u00e0 dei Ragazzi. Muore nel 1986 e nel 2008 nel citt\u00e0 calatina \u00e8 stata costituita una fondazione a suo nome per proseguire la missione umanitaria e l\u2019impegno femminile che Ottavia non ha mai trascurato. La Nicotra, un anno prima di morire, riceve dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l&#8217;onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sfatiamo una convinzione: la prima volta che le donne italiane votarono non \u00e8 per il Referendum del 2 giugno 1946, bens\u00ec per le votazioni amministrative del 10 marzo dello stesso anno. (https:\/\/www.settantesimo.governo.it\/it\/approfondimenti\/le-donne-e-il-voto-del-1946\/index.html) \u00c8 ovvio per\u00f2 che il Referendum e le votazioni politiche ebbero un significato storico non commensurabile. In entrambe le tornate elettorali l\u2019affluenza fu altissima e le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti: alle amministrative l\u2019affluenza femminile sfior\u00f2 il 90%, circa 2mila donne conquistarono un seggio nei consigli comunali e furono elette le\u00a0prime sei sindache. 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