{"id":690,"date":"2025-03-14T00:01:00","date_gmt":"2025-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=690"},"modified":"2025-03-04T07:28:57","modified_gmt":"2025-03-04T06:28:57","slug":"nella-notte-ho-cercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/nella-notte-ho-cercato\/","title":{"rendered":"Nella notte ho cercato"},"content":{"rendered":"\n<p>La vita di San Giovanni della Croce si erge paradossalmente nel vuoto, sbocca sull\u2019eterno, attraversa la profonda comunione con il divino trascendente. Il suo insegnamento \u00e8 da ritenersi \u201ccodice e scuola dell\u2019anima fedele che si impegna in una vita perfetta, fonte cristallina di senso cristiano e spirito ecclesiale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato nel 1542, terzo figlio di una famiglia artigiana, rimase privo del padre a meno di tre anni. Da quel momento inizia un travagliato pellegrinaggio in cerca di una sopravvivenza dignitosa, a Torrijos nei pressi della provincia di Toledo, successivamente a Medina del Campo, dove il piccolo Giovanni venne ammesso al collegio de <strong>La Doctrina<\/strong> dove si impartiva istruzione di base. La sua permanente attitudine gli consent\u00ec di proseguire negli studi umanistici presso il collegio <strong>Santiago<\/strong> diretto dai Gesuiti, lavorando contemporaneamente come aiutante infermiere nell\u2019ospedale della Concezione prodigandosi nell\u2019umile servizio degli ammalati, soprattutto dei pi\u00f9 abbandonati. Questa esperienza, insieme al contatto con gli ambienti religiosi, matur\u00f2 il giovane volenteroso sia umanamente che spiritualmente al punto da indurlo a consacrarsi alla vita religiosa. Nel 1563, nel fiore della giovinezza, tenace nel carattere, riflessivo, riservato, pi\u00f9 maturo degli anni che mostrava, dopo attenta riflessione, decise di abbracciare la vita del Carmelo, per la sua Regola tutta centrata sul silenzio e la contemplazione. Prese l\u2019abito e assunse il nome di Giovanni di San Mattia. Al termine dell\u2019anno di noviziato emise i voti. Per volont\u00e0 dei superiori venne inviato a Salamanca e, nel 1564 intraprese gli studi di filosofia e di teologia, per poi essere ordinato sacerdote. Finito l\u2019anno accademico rientr\u00f2 a Medina. Da qui ripart\u00ec, ancora una volta, con madre Teresa di Ges\u00f9, conosciuta anni prima, per fondare un monastero di carmelitane scalze a Valladolid. La conoscenza della Regola delle Carmelitane scalze gli permise inoltre di stendere le prime bozze del programma di vita riformata che avrebbero dovuto seguire i religiosi del ramo maschile dei carmelitani: osservanza della Regola primitiva, impegno costante e preghiera contemplativa, che trov\u00f2 la sua stesura definitiva nel 1568.<\/p>\n\n\n\n<p>Continua senza sosta la sua appassionata ricerca nei meandri della \u201cnotte oscura\u201d, inoltrandosi con tutto se stesso in questa dura e nuova esperienza spirituale in cui \u201cDio parla tacendo, si concede negandosi, s\u2019incontra nella sua ineffabile assenza\u201d. Primo frate della riforma, inizi\u00f2 il compito di educatore degli scalzi, a Mancera de Abajo, a Pastrana e ad Alcal\u00e0 de Henares, il secondo centro intellettuale della Spagna, ed \u00e8 in questo frangente che cambia significativamente il suo cognome religioso in \u201cdella Croce\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni della Croce, uomo tutto d\u2019un pezzo, non scese mai a compromessi, n\u00e9 si lasci\u00f2 comprare con promesse di cariche. Testimonia pace e serenit\u00e0 superiore alla norma, arrivando al supremo momento del misterioso silenzio, il momento in cui la fede viene ricondotta al suo stadio pi\u00f9 autentico. Il suo itinerario mistico di ricerca dell\u2019assoluto \u00e8 un continuo pellegrinaggio in avanti, oltre le barriere invalicabili del limite umano, l\u2019esperienza religiosa come un cammino verso il silenzio, in un tempo senza tempo, l\u2019amore estatico come massima esperienza religiosa, l\u2019accesso alla massima profondit\u00e0 attraverso la conversione del cuore, scalando il \u201cmonte della perfezione\u201d. Quel monte presente nelle sue opere principali, il Monte, la Notte oscura, la Salita del monte Carmelo, tutte opere simboliche scritte per suggerire il modo su come raggiungere la liberazione da tutte le cose temporali e permanere in quella perfetta spoliazione e libert\u00e0 spirituale, in cui l\u2019avventuriero notturno possa trovare la via per naufragare nella luce dell\u2019eterno Vivente, concludendo la sua vicenda storico spirituale in un sereno e pacifico oblio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer raggiungere ci\u00f2 che ora non godi, devi passare per dove non godi. Per arrivare a ci\u00f2 che non sai, devi passare per dove non sai. Per arrivare al possesso di ci\u00f2 che non hai, devi passare per dove non hai. Per giungere a ci\u00f2 che non sei, devi passare per dove non sei\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni della Croce si spegne la notte tra il 13 e il 14 dicembre 1591. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita di San Giovanni della Croce si erge paradossalmente nel vuoto, sbocca sull\u2019eterno, attraversa la profonda comunione con il divino trascendente. Il suo insegnamento \u00e8 da ritenersi \u201ccodice e scuola dell\u2019anima fedele che si impegna in una vita perfetta, fonte cristallina di senso cristiano e spirito ecclesiale\u201d. Nato nel 1542, terzo figlio di una famiglia artigiana, rimase privo del padre a meno di tre anni. 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