{"id":665,"date":"2025-03-14T00:01:00","date_gmt":"2025-03-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=665"},"modified":"2025-03-04T07:27:58","modified_gmt":"2025-03-04T06:27:58","slug":"il-voto-che-porto-nelson-mandela-ad-essere-presidente-del-sudafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/il-voto-che-porto-nelson-mandela-ad-essere-presidente-del-sudafrica\/","title":{"rendered":"Il voto che port\u00f2 Nelson Mandela ad essere Presidente del Sudafrica"},"content":{"rendered":"\n<p>Era l\u2019aprile del 1994 quando si svolsero le prime elezioni libere, democratiche e a suffragio esteso del Sudafrica. Dopo quasi 50 anni di apartheid, sangue, razzismo, barbarie, torture e violenze psicologiche, rivolte, boicottaggi ed isolamento internazionale, finalmente una brezza di speranza soffi\u00f2 sul Paese. Ad essere eletto (primo presidente nero della storia sudafricana) fu Nelson Mandela, premio Nobel per la pace 1993, avvocato, attivista e membro dell\u2019African National Congress (partito antagonista dell\u2019apartheid). Madiba (cos\u00ec veniva chiamato originariamente dalla sua trib\u00f9 di etnia Xhasa) si trov\u00f2 a gestire una patata bollente di dimensioni gigantesche. La guerra civile era ad un passo e bisognava tenere in equilibrio poteri bianchi, sensibilit\u00e0 nere e una sete di giustizia che poteva con facilit\u00e0 sconfinare in sete di vendetta. Scelse la strada del perdono, che <em>\u201clibera l\u2019anima e cancella la paura\u201d,<\/em> unica possibile opzione per la convivenza pacifica. Per lui non fu certo un passaggio facile: 27 anni trascorsi in cella, la maggior parte dei quali in spazi angusti e precarissimi; amici uccisi dalla polizia; torture e omicidi, privazione di ogni diritto fondamentale. Questo era stato il passato. Ed ora si doveva voltare pagina. Riusc\u00ec a tenere insieme risorse bianche e nere, a partire dallo sport. Invece che seppellire il simbolo pi\u00f9 potente dell\u2019apartheid (il rugby degli Springboks) lo rilanci\u00f2 coinvolgendo la popolazione nera, anche grazie alla storica vittoria della coppa del mondo 1995. Nella stessa direzione di pace ed equilibrio tra passato e futuro la scelta dell\u2019inno nazionale e della bandiera. E poi l\u2019arduo percorso intrapreso dalla <em>Truth and Reconciliation Commission (TRC) \u2013 La Commissione per la libert\u00e0 e la riconciliazione<\/em>, che ascolt\u00f2 vittime e autori dei crimini per poter, con dolore ma anche senso di responsabilit\u00e0, andare oltre al comprensibile impulso dell\u2019odio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Sudafrica oggi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa ne \u00e8 stato del sogno di Mandela? Mi piacerebbe poter affermare che oggi sia la terra della felicit\u00e0. Purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Speculazioni, AIDS, violenza, criminalit\u00e0, corruzione, miseria, disuguaglianza, disoccupazione hanno logorato profondamente la fiducia e la qualit\u00e0 della vita. Al tempo stesso sono stati fatti alcuni progressi, soprattutto a livello infrastrutturale. E l\u2019idea collettiva di convivenza tra bianchi e neri si \u00e8 stabilizzata, sia pure in modo non sempre idilliaco; nel comune sentire \u00e8 possibile lavorare insieme. E questo \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un miracolo. \u00c8 bello vedere gli Springboks giocare il loro rugby in un meraviglioso connubio tra agilit\u00e0 e forza fisica, tra scaltrezza e resilienza che ha consentito loro di vincere altri 3 mondiali (oltre a quello del 1995 narrato dal bel film di <em>Clint Eastwood \u201cInvictus\u201d<\/em> e ancor prima dal prezioso libro di <em>John Carlin \u201cAma il tuo nemico\u201d)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ci insegna l\u2019esempio di Nelson Mandela<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il livello (etico, culturale, umano) dei politici e dei potenti di oggi \u00e8 a dir poco scoraggiante. Parlano prevalentemente agli intestini delle persone, senza curarsi minimamente delle conseguenze delle loro parole, senza mai fare uno sforzo di analisi per comprendere le ragioni profonde di ci\u00f2 che accade; perch\u00e9 hanno compreso che \u00e8 questa la via pi\u00f9 breve per il consenso. A volte neanche le pensano certe cose che dicono o sono consapevoli che si tratta di falsit\u00e0 conclamate, ma non si fermano perch\u00e9 li muove il pi\u00f9 cinico opportunismo. E sanno fingere magnificamente, esclamando i loro slogan senza senso e senza sostanza come se ci credessero sul serio, con pathos e violenza verbale. Salvo poi rimangiarsi immediatamente dopo le parole o palesare che tali \u201cconcetti\u201d erano semplicemente funzionali ai loro egoistici interessi privati. Come siamo potuti cadere cos\u00ec in basso \u00e8 francamente un mistero inesplicabile. E la vertigine sale fino al rischio di svenimento se proviamo a fare un confronto con un gigante politico come Nelson Mandela. Si potrebbe riempire pagine e pagine con la sua esperienza. Mi limito ad evidenziarne alcuni aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il perdono come strategia politica; lo spirito di servizio, andare oltre s\u00e9 stessi; la visione di insieme scrutando l\u2019orizzonte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Madiba privato non esiste pi\u00f9. C\u2019\u00e8 un Paese da cambiare\u2026 e da salvare. Cosa ne sar\u00e0 della nostra nazione se facciamo prevalere l\u2019odio, il rancore, il desiderio di vendetta?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho trascorso 27 anni in carcere? Ho provato nausea durante la consegna del premio Nobel per la pace a Frederik de Klerk (insignito insieme a me per il dialogo costruttivo) pensando a tutti i torti subiti? Ho sub\u00ecto violenza, la privazione di ogni diritto fondamentale, la perdita di amici e affetti? Non importa. Anzi, importa, ma in quanto seme di consapevolezza per un obiettivo pi\u00f9 grande: il futuro del Sudafrica. <em>\u201cNulla potr\u00e0 cambiare se per primi non cambieremo noi stessi\u201d<\/em>. Il rugby era un segno distintivo dell\u2019apartheid? Bene, non distruggiamolo; bens\u00ec sfruttiamolo contaminandolo coi nostri valori e rendendolo strumento di condivisione, di pace, di rilancio dell\u2019immagine del Paese agli occhi del mondo. Le guardie presidenziali sono bianche e prevenute? Hanno fatto cose terribili? Vero, ma hanno esperienza e sono referenziate. Mettiamo il passato alle spalle. <em>\u201cIl futuro della nazione Arcobaleno comincia qui\u201d<\/em>. Lavoreranno insieme al personale nero di fiducia e daranno una vera immagine di convivenza e di collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vuole coraggio per ragionare cos\u00ec. Il coraggio del perdono e della lungimiranza. Non \u201ccosa \u00e8 meglio per me?\u201d Ma \u201ccosa \u00e8 meglio per la mia gente?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ha influito la comunit\u00e0 internazionale affinch\u00e9 si arrivasse alla scarcerazione e successivamente al voto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo della comunit\u00e0 internazionale nel processo di cambiamento del Sudafrica fu molto importante e ci dimostra quanto si possa fare se si uniscono forze e intenti. Disinvestimenti, sanzioni, boicottaggio (ad esempio sportivo) misero in gravissima difficolt\u00e0 l\u2019establishment protagonista dell\u2019apartheid. Di particolare rilievo fu il contributo dell\u2019arte, soprattutto del mondo della musica. Tante le iniziative pubbliche, i messaggi durante i concerti. Addirittura furono pubblicati dei dischi che avevano il Sudafrica come tema centrale. Ad esempio ricordo il magnifico brano dei <em>Simple Minds \u201cMandela day\u201d<\/em>. Anche <em>Peter Gabriel<\/em> compose un brano anti apartheid, la struggente <em>\u201cBiko\u201d<\/em> (ripresa poi dagli stessi <em>Simple Minds<\/em>) dedicata all\u2019attivista Stephen Biko, morto per le ferite riportate durante le atroci torture della polizia. Ma \u00e8 davvero nutrito il manipolo di artisti impegnati nella causa. A parte quelli gi\u00e0 menzionati, ne cito qualcun altro, giusto per dare un\u2019idea della portata del fenomeno: <em>Sting<\/em>, <em>Dire Straits<\/em>, <em>Tracy Chapman<\/em>, <em>Steven Van Zandt<\/em>, <em>Joe Cocker<\/em>, <em>Stevie Wonder<\/em>, <em>Bono Vox<\/em>, <em>Miles Davis<\/em>, <em>Bruce Springsteen<\/em>, <em>Lou Reed<\/em>, <em>Bob Geldof<\/em>,<em> Eurythmics<\/em>,<em> Bryan Adams<\/em>,<em> Youssou N\u2019Dour<\/em>, <em>Bee Gees<\/em>, <em>Paul Young<\/em>, <em>Natalie Cole<\/em> e tanti altri. Molti di questi furono riuniti nel mega concerto di Wembley (1988) in occasione del 70\u00b0 compleanno di Mandela. Presenti anche le star del cinema <em>Whoopy Goldberg<\/em>, <em>Richard Gere<\/em>, <em>Richard Attembourough<\/em>. Tra gli artisti sudafricani merita un plauso speciale <em>Johnny Clegg<\/em>, cantante bianco soprannominato \u201cthe white zulu\u201d, affiancato da musicisti neri, una testimonianza vivente della lotta al razzismo. Possiamo solo immaginare la potenza simbolica, negli anni della segregazione razziale, di un bianco che balla le danze tradizionali zulu. <em>\u201cAsimbonanga\u201d <\/em>fu la sua canzone pi\u00f9 famosa, un bellissimo inno dedicato a Mandela. Il quale, durante un concerto a Francoforte nel 1999, comparir\u00e0 a sorpresa sul palco per omaggiarlo e ringraziarlo (con grande emozione di tutti). Clegg definir\u00e0 quel momento come l\u2019apice della sua vita artistica.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cUn vincitore \u00e8 un sognatore che non si \u00e8 mai arreso\u201d.<\/em> Che il ricordo di te, caro Madiba, di quello che sei stato capace di fare, possa dare un po\u2019 di linfa ai nostri sogni frustrati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era l\u2019aprile del 1994 quando si svolsero le prime elezioni libere, democratiche e a suffragio esteso del Sudafrica. Dopo quasi 50 anni di apartheid, sangue, razzismo, barbarie, torture e violenze psicologiche, rivolte, boicottaggi ed isolamento internazionale, finalmente una brezza di speranza soffi\u00f2 sul Paese. Ad essere eletto (primo presidente nero della storia sudafricana) fu Nelson Mandela, premio Nobel per la pace 1993, avvocato, attivista e membro dell\u2019African National Congress (partito antagonista dell\u2019apartheid). Madiba (cos\u00ec veniva chiamato originariamente dalla sua trib\u00f9 di etnia Xhasa) si trov\u00f2 a gestire una patata bollente di dimensioni gigantesche. La guerra civile era ad un passo e bisognava tenere in equilibrio<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/03\/14\/il-voto-che-porto-nelson-mandela-ad-essere-presidente-del-sudafrica\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"ppma_author":[16],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-marcello","4":"post-665","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-191-marzo-2025"},"authors":[{"term_id":16,"user_id":23,"is_guest":0,"slug":"marcello","display_name":"Marcello Gurrieri","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/gurrieri2.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/gurrieri2.jpg"},"0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=665"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":673,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/665\/revisions\/673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=665"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}