{"id":584,"date":"2025-02-14T00:01:00","date_gmt":"2025-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=584"},"modified":"2025-02-13T09:33:09","modified_gmt":"2025-02-13T08:33:09","slug":"fernando-pessoa-e-leteronimia-del-poeta-fingitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/02\/14\/fernando-pessoa-e-leteronimia-del-poeta-fingitore\/","title":{"rendered":"Fernando Pessoa e l&#8217;eteronimia del poeta\u00a0fingitore"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u00abQuante maschere e sottomaschere noi indossiamo\/ sul nostro contenitore dell&#8217;anima, cos\u00ec quando,\/ se per un mero gioco, l&#8217;anima stessa si smaschera,\/ sa d&#8217;aver tolto l&#8217;ultima e aver mostrato il volto?\u00bb<\/em>&nbsp;(VIII). \u00c8 il 1918 l&#8217;anno in cui il poeta portoghese Fernando Pessoa (1888-1935) pubblica questi e altri versi in <em>Trentacinque Sonetti<\/em>, &nbsp;raccolta di componimenti poetici in lingua inglese, insieme ad <em>Antinoo<\/em>, annoverata tra le opere d&#8217;esordio. Il canone e l&#8217;espressione straniera &nbsp;attingevano alla esperienza all&#8217;estero e alla prima maturit\u00e0 letteraria dell&#8217;autore, tornato a Lisbona dopo avere vissuto con la famiglia a Durban, in Sudafrica, dove aveva lavorato il patrigno e dove lo stesso Pessoa aveva compiuto i propri studi, leggendo Shakespeare, Milton, Byron, Shelley, Keats e approfondendo la cultura classica. I sonetti, infatti, erano di ispirazione shakespeariana nella scelta della metrica&nbsp;(tre quartine in rima alternata e un distico finale anzich\u00e9 due quartine e due terzine), della lingua straniera, strumento di straniamento da s\u00e9 e di spersonalizzazione, volta alla ricerca stilistica di iperboli,giochi di parole e preziosismi; e infine nell\u2019introspezione, tra l\u2019essere e il non essere, a introdurre i temi dell\u2019opera pessoana, comuni ad altri autori del Novecento, quali Pirandello e Kafka: mascheramento, consapevolezza dell\u2019incomunicabilit\u00e0, ineluttabilit\u00e0 del fato, insignificanza dell\u2019uomo, disincanto della perdita delle utopie, bisogno di scoprire una ragione dell\u2019esistenza e la propria identit\u00e0 in crisi, in una progressivit\u00e0 incombente cui l\u2019intelletto umano non sa dare soluzione, a differenza della poesia, capace di declinare in versi e immagini quella sofferenza attraverso la finzione.<em>\u00ab<\/em><em>Errare \u00e8 trovare il vero, anche se nel suo contrario.\/ Perch\u00e9 dunque accusare questo mondo d\u2019esser falso\/ quando la finzione \u00e8 qualcosa e perci\u00f2 esiste?<\/em><em>\u00bb<\/em>(XIII).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 cos\u00ec che Pessoa d\u00e0 corpo all\u2019indagine del s\u00e9, scoprendo la molteplicit\u00e0 delle ispirazioni e delle voci diverse &#8211; una nessuna e centomila &#8211; che governano la sua poesia. \u00c8 un processo di spersonalizzazione, di produzione di altri s\u00e9, caratteristico della cultura iberica e favorito in lui dal bilinguismo. Ciascuno dei s\u00e9 evocati possiede un\u2019identit\u00e0 autonoma, una volont\u00e0 autoriale ben definita e addirittura un nome proprio: \u00e8 un eteronimo, quindi non uno pseudonimo formale dietro cui nascondersi, n\u00e9 una semplice maschera, piuttosto un individuo d\u2019altro aspetto, et\u00e0 e professione, capace di poetare in modo originale, che vive la propria esistenza al di fuori del mondo interiore e della quotidianit\u00e0 di Fernando Pessoa, corrispondente commerciale per una ditta per tutta la vita, mentre coltivava la passione letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa speculazione esistenziale, ma anche letteraria e psicanalitica &#8211; nella misura in cui la molteplicit\u00e0 delle identit\u00e0 \u00e8 sorvegliata, dunque lontana dalla fenomenologia delle nevrosi &#8211; \u00e8 contenuta nella <em>Lettera a Adolfo Casais Monteiro sulla genesi degli eteronimi<\/em> (1935),&nbsp;quale manifesto dell\u2019interazione tra l\u2019ortonimo Pessoa e i suoi eteronimi principali, tra gli oltre settanta dei quali vi \u00e8 traccia nelle carte del poeta. Maestro di Pessoa e di tutti gli eteronimi \u00e8 Alberto Caeiro de Silva&nbsp;(1889-1915), poeta bucolico e uomo di campagna, solitario e contemplativo, che condusse una vita lontana da ogni clamore. Medico e cultore della letteratura classica \u00e8 Ricardo Reis&nbsp;(1887-1935), esiliato in Brasile per le sue idee monarchiche. Segue l&#8217;ingegnere navale Alvaro de Campos&nbsp;(1890-1935), provocatorio, impulsivo, nevrotico, inquieto, <em>sensacionista,<\/em> di tendenze omosessuali tanto da intromettersi tra Pessoa e la fidanzata Ophelia, ma soprattutto inventore dell&#8217;avanguardia portoghese e autore di <em>Tabaccheria<\/em> (1928), componimento in versi in cui emerge l&#8217;ineffabile inanit\u00e0 del poeta, che osserva il mondo alla finestra, non riconoscendo pi\u00f9 n\u00e9 gli altri, n\u00e9 s\u00e9 stesso:<em>\u00ab Quando ho voluto togliermi la maschera,\/ era incollata alla faccia.\/ Quando l&#8217;ho tolta e mi sono guardato allo specchio,\/ ero gi\u00e0 invecchiato.\u00bb.<\/em> Infine, deve essere ricordato Bernardo Soares,&nbsp;aiutante contabile in una ditta di import-export di tessuti a Lisbona, che Pessoa incontr\u00f2 al tavolo di una modesta trattoria e in cui riconobbe per similarit\u00e0 con s\u00e9 stesso un \u00absemieteronimo &#8230; perch\u00e9, pur non essendo la sua personalit\u00e0 la mia, dalla mia non \u00e8 diversa, ma ne \u00e8 una semplice mutilazione. Sono io senza il raziocinio e l&#8217;affettivit\u00e0\u00bb. Si tratta del materiale letterario pi\u00f9 vicino &nbsp;all&#8217;ispirazione dei sonetti del 1918.<\/p>\n\n\n\n<p>Bernardo Soares \u00e8 il personaggio pi\u00f9 prossimo al comune sentire di Pessoa ed \u00e8 autore del <em>Libro dell&#8217;inquietudine<\/em> (1929), zibaldone di considerazioni, riflessioni, appunti, meditazioni &nbsp;e slanci lirici. \u00c8 articolato come un libro-progetto ipotetico, in quanto composto da una serie di note sparse, ordinate dalla critica all&#8217;atto della pubblicazione postuma, cos\u00ec come per gran parte della produzione pessoana.Con Bernardo Soares e il suo sentimento del tempo, Lisbona entra nella letteratura del Novecento, come la Praga di Kafka, la Dublino di Joyce, la Buenos Aires di Borges.<\/p>\n\n\n\n<p>Ortonimia ed eteronimia sono in relazione tra loro, perch\u00e9 partecipano parimenti alla costellazione lirica di Pessoa con una cifra comune, come elementi dell&#8217;Io molteplice del poeta, riuniti nella grande famiglia del s\u00e9 in un sistema aperto, fuori da gerarchie, disgregazione e frammentazione della personalit\u00e0. Sicch\u00e9 nel dichiarare che <em>\u00abIl poeta \u00e8 un fingitore.\/ Finge cos\u00ec completamente\/ che arriva a fingere che \u00e8 dolore\/ il dolore che davvero sente\u00bb<\/em>&nbsp;(Autopsicografia, 1931), Pessoa definisce che per il poeta fingere \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 cruciale, perch\u00e9 fingere \u00e8 conoscersi e consentire all&#8217;io di duplicarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La creazione degli eteronimi \u00e8 inoltre il prodotto di un&#8217;altra singolare passione del poeta portoghese: quella per l&#8217;astrologia. Alla sua scomparsa, sono stati reperiti circa duemila documenti per la redazione di testi astrologici (mappe astrali ordinate ad astrologi stranieri, in particolare professionisti inglesi; mappe astrali disegnate da Pessoa per s\u00e9 stesso; prodotti della pratica corrente dell&#8217;astrologia) e&nbsp;oltre trecento carte astrologiche di eteronimi, familiari, amici, conoscenti, personalit\u00e0 portoghesi e straniere, alla ricerca della circolarit\u00e0 fra l&#8217;astrologia e le vite altrui (Oscar Wilde, Napoleone Bonaparte, Johann Wolfgang Goethe, William Shakespeare, &nbsp;D.Sebastiao, re del Portogallo, John Milton, Victor Hugo, Fryderick Chopin, Charles Baudelaire, D.Carlos e D.Amelia, sovrani del Portogallo, Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini, Antonio de Oliveira Salazar, Charles Dickens). Lui stesso si dichiara a un editore \u00abI&#8217;m a student of Astrology\u00bb sin dal 1915 e fa firmare molti dei testi redatti al suo eteronimo Raphael Baldaya. \u00c8 verosimile che Fernando Pessoa abbia attinto all&#8217;astrologia anche per creare i suoi eteronimi pi\u00f9 celebri, forse per controllarne la personalit\u00e0, conoscerne la data della morte, e cos\u00ec della propria, alla luce di dettagli che riconducono alla loro interazione. Si osserva, ad esempio, che Caeiro, Reis, de Campos e Pessoa hanno in comune Mercurio come astro dominante nel segno; inoltre, la famiglia degli eteronimi componeva un intero universo, essendo ciascuno appartenente a un elemento (Pessoa appartiene all\u2019elemento Acqua, Caeiro al fuoco, de Campos alla terra, Reis all&#8217;aria).<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, la scoperta e la fortuna di Fernando Pessoa si devono negli anni Ottanta ad Antonio Tabucchi (1943-2012). L&#8217;apprezzamento fu tale da candidarlo tra i pi\u00f9 grandi poeti del Novecento, giustificando la pubblicazione dell&#8217;opera pressoch\u00e9 inedita, e affidando al cognome \u00abPessoa\u00bb, l&#8217;equivalente portoghese di \u00abpersona\u00bb, l&#8217;anteprima del tema della molteplicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la permanenza in Portogallo, Tabucchi si era imbattuto nelle carte custodite dalla sorella del poeta, e aveva sentito l&#8217;urgenza di un&#8217;edizione critica di quegli scritti. Era nato cos\u00ec <em>Un baule pieno di gente<\/em>&nbsp;(1990), destinato ad aprire la strada ad altre numerose pubblicazioni critiche e all&#8217;edizione delle opere dello stesso Pessoa in Italia (<em>Una sola moltitudine, volume I e II,<\/em> Adelphi 1979 e 1984; <em>Il libro dell&#8217;inquietudine,<\/em>&nbsp;Feltrinelli 1986;<em>Trentacinque sonett<\/em>i, Passigli 1999; <em>Il banchiere anarchico,<\/em>&nbsp;2001; <em>Poesie d&#8217;amore di Ricardo Reis,<\/em> Passigli 2007: I<em>l mondo che non vedo, poesie ortonime,<\/em>Bur 2009; <em>Un&#8217;affollata solitudine,<\/em>&nbsp;poesie eteronime, BUR 2012; <em>Poesie di Fernando Pessoa,<\/em> Adelphi, 2013).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;edizione critica, <em>Il libro dell&#8217;inquietudine<\/em> presenta un duplice livello di finzione letteraria:l&#8217;attribuzione al semieteronimo Bernardo Soares e la formula del suo diario. Secondo Tabucchi, nell&#8217;interazione tra Soares e Pessoa, lo sguardo sul mondo recepisce la profondit\u00e0 dell&#8217;indagine interiore nella lezione agostiniana, sulla condizione del tempo nelle vicende umane, mentre alla finestra osserva la vita attraverso le imposte, rivolte all&#8217;interno e all&#8217;esterno, ovvero dentro e fuori da s\u00e9; la familiarit\u00e0 dei poeti con le Muse e con la filiazione dall&#8217;Arte, quanto alla nascita degli eteronimi; &nbsp;ma anche l&#8217;affresco intimo e decadente della lirica di Baudelaire, anche per la scelta formale di una raccolta di frammenti di poemi in prosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>All&#8217;improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con un&#8217;illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno\u00bb<\/em>; e ancora:<em>\u00abHo mal di testa e d&#8217;universo\u00bb.<\/em>&nbsp;Tale \u00e8 la conseguenza dello straniamento dalla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Contestualmente, l&#8217;eteronimia e la molteplicit\u00e0 del s\u00e9 riconducono la riflessione sulla coesistenza dei personaggi, maschere e non di s\u00e9 stessi. E facilmente ci si ritrova sul sentiero della drammaturgia pirandelliana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 lo stesso Tabucchi a formulare interessanti combinazioni, tanto nel raffronto tra Alvaro de Campos e Zeno Cosini di Italo Svevo, a proposito del fumo, in accezione regressiva per entrambi, quanto tra i personaggi di Pessoa e Pirandello, in generale. Il drammaturgo siciliano sarebbe stato in Portogallo per ben due volte, nel 1923 e nel 1931, ma non risulta che incontr\u00f2 mai il poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>E se la vita degli eteronimi pu\u00f2 essere abbracciata da altri scrittori, come fa Jos\u00e9 Saramago (1922-2010) in <em>L&#8217;anno della morte di Ricardo Reis<\/em>&nbsp;(Feltrinelli, 1984), la sperimentazione letteraria di Tabucchi raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 di Pessoa e la avvicina a quella di Pirandello. Cos\u00ec accade in <em>Sostiene Pereira<\/em> (Feltrinelli, 1994), il cui protagonista si arrovella tra quesiti esistenziali come gi\u00e0 Vitangelo Moscarda in <em>Uno, nessuno e centomila<\/em>&nbsp;(1926). E allo stesso modo in I<em>l signor Pirandello \u00e8 desiderato al telefono<\/em>(1988)<em>,<\/em>&nbsp;dramma in atto unico, in cui un attore, invitato a interpretare Pessoa per intrattenere i pazienti del manicomio di Cascais, in Portogallo, dimentica via via le battute e vorrebbe telefonare allo scrittore italiano, per condividere le riflessioni in libert\u00e0 sul mescidare realt\u00e0 e finzione. Nella nota al testo, Tabucchi ci fa sapere che mai i due si conobbero, e che l&#8217;ipotesi del ricovero di Pessoa a Cascais, ventilata in una lettera alla fidanzata, non ebbe seguito, lasciando intendere che la messa in scena sia la declinazione di uno dei suoi giochi del rovescio. Eppure non possiamo fare a meno di pensare quanto la moltiplicazione del s\u00e9 appartenga all&#8217;uomo, come un imprescindibile universale, reale e immanente, oltre la finzione letteraria. <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022Fernando Pessoa, <em>Il libro dell\u2019inquietudine di Bernardo Soares<\/em> (Feltrinelli, 2005)<br>\u2022Fernando Pessoa,<em>Trentacinque sonetti<\/em> (Passigli, 1999)<br>\u2022Antonio Tabucchi, <em>Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa,<\/em> Feltrinelli 1990<br>\u2022Fernando Pessoa, <em>Lettera a Adolfo Casais Monteiro sulla genesi degli eteronimi<\/em>, in A.Tabucchi, <em>Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa,<\/em>\u00a0cit.<br>\u2022Alvaro de Campos,<em>Tabaccheria,<\/em>\u00a0in A.Tabucchi, <em>Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa,<\/em>\u00a0cit.<br>\u2022Paulo Cardoso e Jeronimo Pizarro, <em>Fernando Pessoa l&#8217;astrologo,<\/em>trad. di Romana Petri (Cavallo di ferro, 2012)<br>\u2022Antonio Tabucchi, <em>Il signor Pirandello \u00e8 desiderato al telefono<\/em>, in <em>I dialoghi mancati<\/em>\u00a0(Feltrinelli, 1988)<br>\u2022Fabrizio Parrini, <em>Fernando Pessoa. Il poeta che non c&#8217;\u00e8,<\/em> Edizioni Clichy, Firenze 2023<br>\u2022Marco Piazza, <em>Il s\u00e9 molteplice di Fernando Pessoa,<\/em>\u00a0in \u00abAtque. Materiali tra filosofia e psicoterapia\u00bb, 9,1994, pag 173-192<br>\u2022Luigi Pirandello, <em>Uno, nessuno e centomila<\/em>, Arnoldo Mondadori Editore 1967<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuante maschere e sottomaschere noi indossiamo\/ sul nostro contenitore dell&#8217;anima, cos\u00ec quando,\/ se per un mero gioco, l&#8217;anima stessa si smaschera,\/ sa d&#8217;aver tolto l&#8217;ultima e aver mostrato il volto?\u00bb&nbsp;(VIII). \u00c8 il 1918 l&#8217;anno in cui il poeta portoghese Fernando Pessoa (1888-1935) pubblica questi e altri versi in Trentacinque Sonetti, &nbsp;raccolta di componimenti poetici in lingua inglese, insieme ad Antinoo, annoverata tra le opere d&#8217;esordio. 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