{"id":563,"date":"2025-02-14T00:01:00","date_gmt":"2025-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=563"},"modified":"2025-02-13T07:19:12","modified_gmt":"2025-02-13T06:19:12","slug":"dietro-ad-un-sorriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/02\/14\/dietro-ad-un-sorriso\/","title":{"rendered":"Dietro ad un sorriso"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abVi devo parlare&#8230;\u00bb, cominci\u00f2 cos\u00ec il discorso di Francesco, nella sala d\u2019attesa di un ospedale ai suoi ragazzi. \u00abLa mamma\u2026 beh\u2026 come ve lo spiego? Non siamo qui perch\u00e9 la mamma doveva rimuovere un semplice polipetto\u2026 siamo qui perch\u00e9 le \u00e8 stato trovato qualcosa al seno\u00bb. Monica e Simone abbassarono la testa e tacquero. Guardavano a terra. Non volevano alzare lo sguardo, sarebbe stata dura per loro incontrare gli occhi del padre. Monica scelse di alzarsi e andare al bar dell\u2019ospedale, aveva la necessit\u00e0 di piangere ma non voleva farlo davanti a tutti. Simone la segu\u00ec, ma si tenne a debita distanza. Nel tragitto entrambi non proferirono parola perch\u00e9 se avessero aperto bocca o si sarebbero guardati, sarebbe stata la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorsero sei ore dalla notizia pi\u00f9 traumatica della loro vita, poi: \u00ab\u00c8 in camera, potete vederla. Vi accompagno\u00bb, disse un infermiere a Francesco. Tutti e tre scelsero di fare le scale, anzich\u00e9 prendere l\u2019ascensore. Non si sa perch\u00e9, ma salire le scale era un modo per ritardare la vista di Eleonora stesa in quel letto, quel letto che non era il suo. Si fecero ben quattro piani e poi giunsero alla porta. Francesco entr\u00f2 senza esitare. Monica e Simone fecero fatica, il loro passo era lento, i piedi sembravano attaccati a terra, ogni passo avanti era come un pugno allo stomaco; il respiro diventava sempre pi\u00f9 affannoso, le spalle si irrigidivano e le mani si chiudevano in un pugno. L\u2019ansia stava prendendo il sopravvento sui fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversarono il piccolo corridoietto bianco e poi si voltarono verso il primo letto. \u00abCiao amori miei\u00bb, esord\u00ec Eleonora con il suo solito sorriso. Monica rimase impietrita, Simone, invece, avanz\u00f2 verso il letto e si sporse verso la madre per darle un abbraccio, ma era impacciato, non sapeva dove toccare, quale parte del corpo della madre poter sfiorare, cos\u00ec si limit\u00f2 solamente a darle un bacio sulla fronte e a sorriderle. Il suo volto cambi\u00f2 non appena le gir\u00f2 le spalle, Simone stava per indossare una corazza per proteggersi dal trauma e per nascondere lo sconforto che stava incombendo senza timore su di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMoni, vieni&#8230; non stare l\u00ec, vienimi ad abbracciare\u00bb. Madre e figlia si guardarono. Eleonora le porse una mano, Monica l\u2019afferr\u00f2 senza esitare. Entrambe tremavano. Si riguardarono e poi Monica si lasci\u00f2 andare ad un pianto silenzioso. Le lasci\u00f2 la mano e scapp\u00f2 in bagno. Si asciug\u00f2 le lacrime, si lav\u00f2 la faccia e riusc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella stanza bianca, asettica, con le finestre grandi da cui entrava la luce del pomeriggio, la famiglia era finalmente riunita. Nessuno, in quell\u2019ora di tempo, avrebbe preso l\u2019argomento o per lo meno Francesco ed Eleonora non lo avrebbero fatto in presenza dei ragazzi. Avevano bisogno di stare insieme a loro senza parlare di medici, visite e di quando tutto ci\u00f2 fosse cominciato. Non avrebbero aperto di proposito il vaso di Pandora. Non era il momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Eleonora, nelle settimane che avevano preceduto il giorno dell\u2019intervento, era immersa nel suo mondo, ma mai distratta, seguiva Simone che doveva prendersi la maturit\u00e0 e Monica per l\u2019universit\u00e0. Aveva scoperto, \u201cper caso\u201d di avere un tumore, ma questo di certo non l\u2019ha buttata gi\u00f9. Indossava ogni mattina sempre la stessa maschera, quella col sorriso, facendo in modo che i suoi ragazzi non vedessero in lei il terrore, il dolore, l\u2019incertezza. Monica e Simone non si erano accorti di nulla, quel sorriso aveva mascherato le perplessit\u00e0, il buio in cui era caduta, le domande sulla vita, sul perch\u00e9 a lei, sul come sarebbe andata, e loro non avevano percepito nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma adesso Eleonora poteva respirare, la maschera era caduta e il peso della verit\u00e0, anche se con estrema tristezza, ora poggiava su quattro persone. Il percorso non era solamente a giocatore singolo, si era trasformata in una partita a pi\u00f9 giocatori ma con una sola squadra, la famiglia contro un nemico infimo e perfido che avrebbe vissuto ancora per poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscirono dall\u2019ospedale dopo cinque giorni. Eleonora indossava un pantalone scuro e una giacca larga per nascondere i tubi che le uscivano dal corpo. Provava vergogna per la propria condizione. Ma vergogna di cosa? Non lo sapeva neanche lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un\u2019ora e mezza furono a casa. \u00abCasa dolce casa\u00bb, disse che un filo di voce Eleonora.<\/p>\n\n\n\n<p>Monica e Simone salirono in fretta e in furia le tre rampe di scale, invece, Francesco ed Eleonora le fecero con calma. Arrivati agli ultimi gradini, per\u00f2 Eleonora barcoll\u00f2, era stanca, era stremata, voleva solo sdraiarsi. Francesco se la caric\u00f2, facendo attenzione a non farle male, e la port\u00f2 in camera.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi passarono tutta la giornata seduti nella camera da letto della madre. Si aprirono, parlarono a cuore aperto e anche Eleonora fece altrettanto. Fu terapeutico. Eleonora stava condividendo finalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un mese cominci\u00f2 la chemio. La prima seduta and\u00f2 bene, non ebbe grossi problemi, niente nausea, niente capogiri, era serena e di conseguenza lo erano anche i ragazzi. Ma la tranquillit\u00e0 dur\u00f2 poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno Eleonora cucin\u00f2 per pranzo il suo piatto preferito, spaghetti con la salsa di pomodoro fresco. Apparecchi\u00f2 con una bella bellissima tovaglia bianca e non appena il pranzo fu pronto, chiam\u00f2 Monica. Si sedettero a tavola e cominciarono a gustare il pasto, ma qualcosa nella tovaglia attir\u00f2 l\u2019attenzione di Monica. Capelli, dei capelli neri erano sulla tavola. Guard\u00f2 Eleonora, senza farsene accorgere, e cap\u00ec che era giunto il momento. Si affrett\u00f2 a toglierli subito dalla tavola e far finta di nulla e continu\u00f2 a pranzare, in silenzio con lo sguardo fisso sulla televisione. Due giorni dopo Eleonora and\u00f2 da Ettore, il parrucchiere, verso le otto di sera, l\u2019orario ideale per non incontrare nessuno, e ras\u00f2 a zero i capelli. Ad Ettore gli venne ordinato di coprire tutti gli specchi, Eleonora non voleva vedersi, non si accettava in quello stato, si sarebbe guardata allo specchio solo quando avrebbe indossato la parrucca.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 a casa, i ragazzi l\u2019aspettavano. Appena li vide, inizi\u00f2 a piangere e loro con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza capelli, con una cicatrice sul lato sinistro del corpo, le sopracciglia con i buchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi era adesso? Cosa stava diventando? Si sentiva estranea a quel corpo. \u00abSono un mostro, sono un mostro!\u00bb ripeteva. Non era lei. Voleva urlare, spaccare tutto, piangere ma a cosa sarebbe servito?<\/p>\n\n\n\n<p>Il sorriso si era spento, la maschera era caduta. Il periodo buio era appena iniziato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVi devo parlare&#8230;\u00bb, cominci\u00f2 cos\u00ec il discorso di Francesco, nella sala d\u2019attesa di un ospedale ai suoi ragazzi. \u00abLa mamma\u2026 beh\u2026 come ve lo spiego? Non siamo qui perch\u00e9 la mamma doveva rimuovere un semplice polipetto\u2026 siamo qui perch\u00e9 le \u00e8 stato trovato qualcosa al seno\u00bb. Monica e Simone abbassarono la testa e tacquero. Guardavano a terra. Non volevano alzare lo sguardo, sarebbe stata dura per loro incontrare gli occhi del padre. Monica scelse di alzarsi e andare al bar dell\u2019ospedale, aveva la necessit\u00e0 di piangere ma non voleva farlo davanti a tutti. Simone la segu\u00ec, ma si tenne a debita distanza. Nel tragitto entrambi<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/02\/14\/dietro-ad-un-sorriso\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"ppma_author":[11],"class_list":{"0":"entry","1":"post","2":"publish","3":"author-federica","4":"post-563","6":"format-standard","7":"has-post-thumbnail","8":"category-190-febbraio-2025"},"authors":[{"term_id":11,"user_id":30,"is_guest":0,"slug":"federica","display_name":"Federica Tribastone","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/abd1bcdc79f1aecbc883bd0d0ab3910442229747ef77871f3e6c406de86346ce?s=96&d=mm&r=g","0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=563"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/563\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":566,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/563\/revisions\/566"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=563"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}