{"id":535,"date":"2025-02-14T00:01:00","date_gmt":"2025-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=535"},"modified":"2025-02-10T08:01:29","modified_gmt":"2025-02-10T07:01:29","slug":"gino-carista-comico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/02\/14\/gino-carista-comico\/","title":{"rendered":"Gino Carista, comico"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono attori che con le loro interpretazioni hanno raccontato, raccontano, l\u2019Italia, le sue trasformazioni, le sue contraddizioni. Delle caricature, maschere, che raccontano la realt\u00e0 attraverso la deformazione e l\u2019esasperazione di fatti e personaggi reali, dei quali sanno cogliere i tratti salienti.<br>Uno di questo \u00e8 certamente il palermitano Gino Carista, una vita spesa tra i palcoscenici e i set cinematografici. Lo abbiamo incontrato nei camerini del teatro Sant\u2019Eugenio di Palermo, poco prima di andare in scena con la sua ultima interpretazione in un classico del teatro dialettale siciliano, <em>L&#8217;eredit\u00e0 dello zio canonico<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando \u00e8 nato il Gino Carista attore?<\/strong><br>Nel 1977, quando sono andato ad iscrivermi al collocamento dopo aver fatto uno spettacolo, un piccolo intervento in realt\u00e0, all\u2019interno di uno spettacolo di Gianni Nanfa e Pippo Spicuzza. In quell\u2019occasione imitavo un travestito, ispirandomi a una persona che avevo conosciuto alla fine degli anni sessanta e che andava in giro vestito da donna. Alla fine della serata Spicuzza mi aveva dato centomila lire e mi aveva detto \u00abAdesso vai ad iscriverti al collocamento in via Notarbartolo perch\u00e9, avendoti pagato, sei diventato un professionista\u00bb. Da allora mi sento un attore. Anche se, devo dire la verit\u00e0, per tanti anni sono stato anche dipendente del Ministero delle Finanze, prima come dattilografo e poi alla Manifattura Tabacchi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un regista con cui hai lavorato tanto \u00e8 stato Franco Maresco.<\/strong><br>Con Franco Maresco ho sempre avuto un buon rapporto. Per me \u00e8 uno dei pi\u00f9 bravi registi italiani. Per fare quello che fa Franco ci vuole forza, intelligenza, tenacia, e lui ha tutto. \u00c8 geniale. Come mi ha diretto lui a teatro nessuno lo ha mai fatto, mi ha sempre messo a mio agio. Mi diceva \u00abGino, vorrei che questa cosa la facessi in questo modo\u00bb, per\u00f2 accettava anche i miei consigli. E io prendevo i suoi perch\u00e9 sapevo che erano quelli giusti per il personaggio che dovevo interpretare. Lui riesce a vedere sempre oltre. Ne<em> Il ritorno di Cagliostro<\/em>, firmato anche da Daniele Cipr\u00ec, ho avuto solo una piccola parte. Ma prima di quella scena, quella della \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=G3abNHzmQUI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">scimia &#8216;e Tarzan<\/a>\u201d insieme a \u201cZu Tot\u00f2\u201d, Franco Scaldati, con Franco Maresco abbiamo parlato, mi ha spiegato come sarebbe dovuta essere e poi mi ha detto \u00abAdesso fammela davanti alla cinepresa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi non c\u2019era un copione?<\/strong><br>Giuro, \u00e8 stata tutta improvvisata, non c\u2019era un copione scritto. Ma quando Franco ti parla \u00e8 come se ti stampasse il copione dentro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parlami degli altri tre palermitani con cui hai lavorato, la coppia Picone e Ficarra e Pif.<\/strong><br>Beh, Pif, Pierfrancesco Diliberto, lo conosco da tanti anni, da quando lavorava per le Tv private. Con lui ho fatto <em>La mafia uccide solo d\u2019estate<\/em> e <em>In guerra per amore<\/em>, ma sono stato impegnato in poche scene. Diverso \u00e8 stato con Picone e Ficarra, perch\u00e9 loro hanno fatto pi\u00f9 film. Ho interpretato <a href=\"https:\/\/youtu.be\/5fNmX2MPjq4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gino Passalacqua<\/a> in <em>Nati stanchi<\/em>, ho avuto parti in <em>Andiamo a quel paese<\/em>, <em>Incastrati<\/em>, <em>Santocielo<\/em>. Abbiamo anche fatto un <em>Pierino e il lupo<\/em> al Teatro Massimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con chi ti sei trovato meglio?<\/strong><br>Mi sono trovato bene con tutti. Ma anche con Sergio Corbucci quando ho fatto <em>Questo e quello<\/em> con Renato Pozzetto nel 1982, con Damiano Damiani quando ho fatto <em>Pizza connection<\/em>, con Daniele Cipr\u00ec ho fatto <em>La buca<\/em> con Rocco Papaleo e Sergio Castellitto ed <em>\u00c8 stato il figlio <\/em>con Toni Servillo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Preferisci il cinema o il teatro?<\/strong><br>Io nasco come cabarettista, per\u00f2 da quarantasette anni dico che non sono un cabarettista, ma sono un comico perch\u00e9 io mi sono sempre ispirato a Renzino Barbera e a Gustavo Scir\u00e8, se vogliamo fermarci ai palermitani. A livello nazionale sono sempre stato innamorato di Tot\u00f2, di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Enrico Montesano, Gigi Proietti. Questi mica erano cabarettisti, erano comici! Come lo erano Paolo Panelli, la coppia Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Cabarettista \u00e8 uno che racconta barzellette. E io mi incazzo quando mi definiscono cabarettista. Perch\u00e9 io le barzellette le so raccontare ma lo faccio con gli amici, in privato, mai in scena. Vengo dal teatro popolare. Amo in modo viscerale Giovanni Verga e recito spesso copioni scritti da me, portando sul palcoscenico la palermitanit\u00e0. Ma la porto con dignit\u00e0, senza essere mai volgare, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 bisogno di esserlo. Posso utilizzare dei luoghi comuni, delle espressioni che sono nostre, ma senza mai essere volgare, altrimenti rischio di perdere il pubblico che in tutti questi anni mi ha seguito. Se dico delle parolacce la gente ride, ma restano sempre delle parolacce, non avrei inventato niente. In tanti lo fanno, ma cos\u2019hanno creato? Niente. Solo spazzatura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sei stato anche un musicista. Che rapporto hai con la musica di oggi?<\/strong><br>Non mi piace. Tutte sono canzoni ma ci sono canzoni e canzoni. Quelle degli anni cinquanta, sessanta e settanta erano canzoni. Oggi, pi\u00f9 che canzoni sono esibizioni di persone che non hanno nulla da dire e che pensano solo all\u2019immagine, che cantano in mutande, e alcuni anche senza. Io sono contento di aver vissuto negli anni sessanta. Impazzivo per <em>Help!<\/em> dei Beatles, <em>Let\u2019s spend the night together<\/em> dei Rolling Stones, mi piaceva Elvis Presley. Sono un rockettaro e ne sono contento. Ero pure capellone! Ho vissuto un\u2019epoca bellissima. Ho 76 anni vivendoli tutti in modo pieno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La cosa pi\u00f9 bella che hai fatto?<\/strong><br>Mi cogli di sorpresa. Forse <em>Acqua di gramigna<\/em>, una favola per bambini che avevo scritto anni fa e che poi \u00e8 diventata <em>Comico romantico<\/em>, uno spettacolo che ho messo in scena.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rimpianti?<\/strong><br>Non ne ho. Quando stavamo girando <em>Pizza connection<\/em>, Tony Sperandeo mi aveva chiesto se volevo entrare a far parte di un\u2019agenzia che rappresentava gli attori. Secondo lui in questo modo avrei avuto pi\u00f9 occasioni di scritture. Ma io all\u2019epoca ero impiegato e gi\u00e0 facevo diversi spettacoli. Mi sarei dovuto licenziare e non ho avuto il coraggio di rischiare, di lasciare il certo per l\u2019incerto, avevo due figli ancora piccoli. Ma non ho rimpianti per questo, perch\u00e9 ho fatto lo stesso tanti film. Ancora oggi non ho un\u2019agenzia che mi rappresenta, e sono direttamente i registi a chiamarmi. E questo \u00e8 tutto. Ora aspetto la mia dipartita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma no\u2026<\/strong><br>E perch\u00e9, quanto posso campare ancora? Altri 25\/30 anni? Intanto per\u00f2 vado a cambiarmi che tra poco si va in scena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono attori che con le loro interpretazioni hanno raccontato, raccontano, l\u2019Italia, le sue trasformazioni, le sue contraddizioni. 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