{"id":502,"date":"2025-02-14T00:01:00","date_gmt":"2025-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=502"},"modified":"2025-02-10T07:59:51","modified_gmt":"2025-02-10T06:59:51","slug":"mamuthones-carrasecare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2025\/02\/14\/mamuthones-carrasecare\/","title":{"rendered":"Mamuthones &amp; Carrasecare"},"content":{"rendered":"\n<p>(<em>un viaggio in Sardegna per scoprire che non tutti i Carnevale sono uguali)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Avevo iniziato a fare collezione di maschere. Maschere dal mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, avevo iniziato a riempire le pareti di alcuni angoli di casa con maschere dalle pi\u00f9 disparate provenienze. Da talune terre africane, fino alle Filippine, Bali, Messico, Thailandia, Caraibi, India. Di paglia o di <em>batik<\/em>, di ebano o di bronzo. Ne avevo accumulate un cospicuo numero di esemplari, tutti in bella mostra e degni di osservazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensavo \u2013 io che scrivo dalla terra di Pirandello, e nato in quella della commedia dell\u2019arte \u2013 che gran parte delle maschere della mia sparuta estemporanea collezione provenissero da civilt\u00e0, da continenti, nei quali assolvono a una funzione di reale \u2018copertura\u2019. Di mascheratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ch\u00e9 di fatto, nel nostro evoluto occidente \u2013 in pratica Europa e Stati Uniti, e forse Australia \u2013 abbiamo avuto l\u2019incredibile capacit\u00e0 di creare maschere \u2018<em>social<\/em>\u2019. Nella vita di tutti i giorni \u2013 pirandellianamente, ma anche goldonianamente \u2013 siamo per\u00f2 riusciti nell\u2019impresa di rendere pressoch\u00e9 inscindibili le nostre personalit\u00e0 reali da quell\u2019apparenza che vogliamo a tutti i costi mostrare, diffondere.<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Mi viene sempre da dire, con una punta di corrosivo cinismo, che le maschere di Halloween o di Carnevale, in fondo, siano l\u2019unico modo che ci \u00e8 rimasto per sprigionare il nostro reale modo di essere<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusa questa parentesi, chiudo anche la mia esperienza di collezionista di maschere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ultime sono state una di Pulcinella in cartapesta, una di cuoio in forma di farfalla proveniente da Milano, e una dal celeberrimo Carnevale di Venezia, bianca e decorata a mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Stop.<\/p>\n\n\n\n<p>Per buttare gi\u00f9 un articolo degno di nota, ho chiesto en passant alla mia amata Prof su un eventuale argomento del tipo: le maschere nella letteratura. Da maestra dell\u2019ironia qual \u00e8, mi ha risposto di essere impreparata su questo tema (o tempora o mores! \u2026), e che le uniche maschere che le venissero in mente in quel preciso istante fossero i <em>Mamuthones<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>E siccome io, con l\u2019ironia, riesco a mascherarci persino la mia presunta seriet\u00e0, ho iniziato a leggere qualcosa sull\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel luglio 2023, insieme a Rita e al nostro \u2018piccolo\u2019 Simone, abbiamo deciso di volare fino in Sardegna. C\u2019erano tanti piccoli desideri, dentro quel viaggio: primo fra tutti, quello di andare a riabbracciare proprio la nostra amata Prof, che da qualche anno vive a Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era la curiosit\u00e0 di esplorare il lato occidentale dell\u2019isola, cos\u00ec catalano e pulito; c\u2019era la voglia di conoscere il Supramonte, impervio e inestricabile, di deandreiana memoria; c\u2019era il desiderio di Simone, di mettersi tutti insieme in macchina e di vagare liberamente (o quasi) in mezzo a una natura possente e intatta, e anche di perdersi nel nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le mete caparbiamente raggiunte, c\u2019era anche Mamoiada.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamoiada \u00e8 il paese delle maschere sarde pi\u00f9 conosciute: proprio i <em>Mamuthones<\/em>, e anche gli <em>Issohadores<\/em>. \u00c8 \u2013 insieme a Orgosolo \u2013 uno dei paesi pi\u00f9 tristemente famosi per la stagione dei rapimenti in quel lembo montuoso e aspro del centro dell\u2019isola. Anche i <em>Tazenda<\/em> le hanno dedicato una canzone. Si tratta di un minuscolo centro, poche case e pochi abitanti muti, una roccaforte di tradizioni, un sacrario di usanze, qua e l\u00e0 anche disegnate sui muri. Non esiste una piazza, non un \u2018viale\u2019 o un \u2018corso\u2019 che possano rivendicare una tale toponomastica. La gente osserva i forestieri da dietro una finestra, oppure percorrendo acciottolati senza tempo in una quotidianit\u00e0 ancestrale. Rispondono quasi timidamente alle richieste di informazioni, ci vogliono pochi attimi a realizzare che si tratta di cortese discrezione, di essenziale presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo raggiunto un negozio, che espone maschere d\u2019ogni dimensione, e artigianato \u2013 anche tessile \u2013 tutto rigorosamente lavorato a mano. La signora, gentilissima e appassionata, ci ha accompagnati in un viaggio nella storia dei <em>Mamuthones<\/em> e del \u2018<em>Carrasecare<\/em>\u2019, il carnevale barbaricino. Ne ha parlato (e scritto) persino Dario Fo. Il <em>Carrasecare<\/em> non ha nulla a che vedere con tutti i Carnevale in giro per la nostra penisola. Come il <em>Mamuthone<\/em> non \u00e8 riconducibile ad alcuna maschera da noi conosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito di Dario Fo: il suo saggio pone in raffronto l\u2019antica tradizione cretese o tessalica del dio Dioniso, sbranato dai Titani, con la sfilata sacrificale dei <em>Mamuthones<\/em>. E il <em>Mamuthone<\/em>, nella tradizione sarda, rimane la vittima prescelta nella quale il dio della pioggia si incarna. Anche il termine <em>Carrasecare<\/em> (in lingua sarda: carne da lacerare) \u2013 oltre a riecheggiare un altro brano dei <em>Tazenda<\/em> di Andrea Parodi, che il cielo lo accudisca \u2013 ricorda il sacrificio umano, cos\u00ec come la danza zoppicante, sincopata, ancor oggi simboleggia lo stato di ebbrezza rituale, tipica di chi era posseduto da quella divinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A confermare ulteriormente la tradizione dionisiaca, la maschera nera, muta, in legno di pero (il pero selvatico era l\u2019albero sacro di Dioniso), ancora indossata a Mamoiada, in quanto la maschera di quel colore \u00e8 (era) considerata un mezzo di possessione, di collegamento tra l\u2019uomo e il dio.<\/p>\n\n\n\n<p>A voler aggiungere ulteriori particolari, persino le pelli scure (un tempo, tradizionalmente, nere e indossate a rovescio, in segno di lutto e di sacrificio rivolto agli d\u00e8i inferi) erano un simbolo che si perde nella notte dei tempi, una richiesta di pioggia per la terra. E il numero di 12 (sono infatti dodici i <em>Mamuthones<\/em> che sfilano, sormontati dai caratteristici campanacci) rappresenta i mesi, le lunazioni e, quindi, il numero delle vittime da sacrificare, intruppate in forma di piccolo manipolo militare, ai cui quattro lati si muovono gli <em>Issohadores<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <em>Issohadores<\/em> sono sacerdoti nuragici, custodi dell\u2019ordine e della pace durante la festa, figure benevole e umane, dotate di una fune (la \u2018<em>soha<\/em>\u2019) necessaria a \u2018catturare\u2019 le giovani donne lungo il passaggio, in segno di buon auspicio e di fertilit\u00e0; oppure a trascinare amici, come augurio di salute e di buon lavoro, durante quella lugubre sfilata danzante.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, adesso che ho la calamita di un <em>Mamuthone<\/em> appiccicata al frigo, e ho deciso \u2013 dietro una <em>boutade<\/em> della mia Prof \u2013 di ripercorrere le stradelle tortuose di quei giorni in Sardegna, ripenso a quei momenti a Mamoiada: alle storie ascoltate, alla tradizione di quella processione danzata, alla solennit\u00e0 di una cerimonia a suo modo tragica, primordiale, che nulla ha a che vedere con l\u2019euforia commerciale dei vari carnevali e di tutte quante le mascherate sparse per l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci\u00f2 che lega le manifestazioni carnascialesche tra loro pu\u00f2 essere lo stato di ebbrezza dionisiaca, da Sciacca fino a Viareggio; la maschera del <em>Mamuthone<\/em> ci svela, invece, la sua lacerante tradizione, con tutti i sacrifici che l\u2019hanno auguralmente, nei millenni, insanguinata.<\/p>\n\n\n\n<p>E Mamoiada ne perpetua ancora il ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>#mamoiada #mamuthones #sardegna #carrasecare #tazenda #andreaparodi #dariofo #maschere #luigipirandello #carlogoldoni #ontheroad #miofratellocheguardiil<\/p>\n\n\n\n<p>FacebookMastodonEmailCondividi<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(un viaggio in Sardegna per scoprire che non tutti i Carnevale sono uguali) Avevo iniziato a fare collezione di maschere. 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