{"id":4493,"date":"2026-10-14T00:01:00","date_gmt":"2026-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4493"},"modified":"2026-10-14T07:29:24","modified_gmt":"2026-10-14T05:29:24","slug":"rayuela-1963-di-julio-cortazar-e-la-vertigine-del-salto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/10\/14\/rayuela-1963-di-julio-cortazar-e-la-vertigine-del-salto\/","title":{"rendered":"Rayuela (1963) di Julio Cort\u00e1zar e la vertigine del salto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando nell\u2019ottobre 1971 si diffuse, con la pervasivit\u00e0 di un\u2019indiscrezione, la notizia che gli era stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura, Pablo Neruda si trovava a Parigi e, avutane conferma ufficiale dalla telefonata dell\u2019ambasciatore svedese, non esit\u00f2 a condividere le proprie emozioni con gli amici pi\u00f9 cari, che lo raggiunsero a cena: tra loro, Gabriel Garcia Marquez e, \u00abdal suo nascondiglio\u00bb, <strong>Julio Cort\u00e1zar<\/strong> (1914-1984). L\u2019episodio \u00e8 citato in <em>Confesso che ho vissuto<\/em> (1974), memoriale postumo di un\u2019esistenza intensa, travagliata e non estranea alle ostilit\u00e0 incontrate da Neruda nell\u2019affermazione nell\u2019Olimpo della poesia. Cos\u00ec, nel capitolo <em>Nemici letterari<\/em>, racconta della \u00abpersecuzione letteraria\u00bb subita da due colleghi, uno cileno e l\u2019altro uruguaiano, contrapponendole il brillante stato dell\u2019arte per la letteratura sudamericana e la stima per i suoi meritevoli esponenti. \u00abIn questi ultimi anni il romanzo ha assunto una nuova dimensione nei nostri paesi\u00bb &#8211; scrive Neruda &#8211; \u00abI nomi di Garcia Marquez, Juan Rulfo, Vargas Llosa, Sabato, Cort\u00e1zar, Carlos Fuentes\u2026 si sentono e si leggono dappertutto. Alcuni di essi furono battezzati col termine <em>boom<\/em>. Io li ho conosciuti quasi tutti e li trovo notevolmente sani e generosi\u00bb. E ancora al poeta complice della sensualit\u00e0 tra la primavera e i ciliegi, si attribuisce la pi\u00f9 affascinante presentazione dell\u2019opera dell&#8217;amico argentino: \u00abChi non legge Cort\u00e1zar \u00e8 spacciato. Non leggerlo \u00e8 una malattia molto seria e invisibile, che col tempo pu\u00f2 avere conseguenze terribili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quale sia la condanna, lo si scopre accostandosi alle sue opere, al flusso fantastico degli straordinari racconti e alla \u00abpoetica della distrazione\u00bb (E. Franco) nei romanzi, intendendo come tale non un elemento esteriore e fuorviante, bens\u00ec un metodo dello sguardo, un sentimento del mondo, una condizione interiore che si ha in dono e a cui si accede per iniziazione, per \u00ab<em>vivencia<\/em>\u00bb ovvero per esperienza vitale: perch\u00e9 \u00ab se per Borges il mondo \u00e8 come il libro, per Cort\u00e1zar il libro \u00e8 come il mondo\u00bb. Lo stesso Cort\u00e1zar spiega che la distrazione \u00e8 \u00abuna forma differente dell\u2019attenzione, la sua manifestazione simmetrica pi\u00f9 profonda, collocata su un altro piano della psiche; un\u2019attenzione diretta da o attraverso e perfino verso quel piano pi\u00f9 profondo\u00bb (in <em>Cristal con una rosa dentro<\/em>, in Ultimo Round, Siglo XXI, Mexico 1969). Questo talento interiore per la declinazione metafisica della realt\u00e0 e l&#8217;interpretazione del mondo in pi\u00f9 mondi si riflette nello stato di libert\u00e0 dei suoi personaggi, come in un transfert dello scrittore. Liberi sono i cronopios dei racconti di <em>Storie di cronopios e di famas<\/em> (1962), nati dall\u2019umorismo e dal flusso di coscienza, e libero \u00e8 Horacio Oliveira, il protagonista del celebre <strong><em>Rayuela<\/em><\/strong> (1963) &#8211; romanzo, antiromanzo e controromanzo &#8211; della cui genesi l&#8217;autore ha diffusamente parlato negli scritti e nelle interviste, ricomponendone le circostanze della nascita \u00a0e l\u2019intenzione all\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, \u00abRayuela \u00e8 una specie di punto centrale sul quale poi si sono incollati, attaccati, sovrapposti, aggregati accumulati, strati di cose eterogenee che rispondevano alla mia esperienza di quell\u2019epoca a Parigi, quando ho iniziato a lavorare seriamente al libro\u00bb &#8211; spiegava Cort\u00e1zar nell\u2019intervista rilasciata a Omar Prego, rivelando l\u2019assenza di un progetto prestabilito e il carattere sperimentale dell\u2019opera, in cui \u00abgli eventi sfuggono alle leggi naturali e dove il poeta e lo scrittore accettano principi che non sono i principi quotidiani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo effetto concorre la struttura, che fa s\u00ec che <em>Rayuela<\/em> sia non uno, bens\u00ec molti libri: infatti, il lettore-complice pu\u00f2 scegliere tra l\u2019ordine tradizionale e cronologico dei capitoli; quello ipertestuale, secondo la tavola di orientamento proposta dall\u2019autore, o infine procedere in libert\u00e0, inventando il proprio percorso. Questa molteplicit\u00e0 scaturisce dall\u2019esperienza viva dell\u2019autore, che comincia a scrivere del protagonista in Argentina, in una stagione successiva a quella trascorsa in Europa, avvertendo poi l\u2019inevitabile necessit\u00e0 di dovere raccontare pure di quel tempo altrove. \u00abUn giorno d\u2019estate, con un caldo spaventoso (doveva essere Buenos Aires) ho visto dei personaggi \u2026affacciati a due finestre \u2026con quattro piani sotto e cercavano di passarsi un pacchetto di erba mate e dei chiodi\u00bb &#8211; spiega Cort\u00e1zar agli studenti di Berkeley nelle sue <em>Lezioni di Letteratura<\/em> &#8211; &nbsp;\u00abHo iniziato a scrivere dettagliatamente tutte le idee che venivano loro in mente per costruire un ponte con una tavola\u2026ho scritto quel capitolo\u2026ne ho aggiunto un secondo\u2026mi sono fermato e mi sono reso conto che stavo scrivendo una vicenda che si svolgeva a Buenos Aires, ma che il protagonista di quella storia aveva un passato a Parigi. E ho capito che non potevo continuare a scrivere il libro cos\u00ec. Dovevo mettere da parte quei due capitoli e voltarmi indietro, dovevo andare a cercare Oliveira, dovevo andare a cercarlo a Parigi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"645\" height=\"235\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4498\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-2.png 645w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-2-300x109.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-2-425x155.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parigi, <em>Cattedrale di Notre-Dame<\/em> (a sinistra) e <em>Rue de Seine<\/em> (a destra)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In qualche modo, anche Cort\u00e1zar <strong>\u00absalta\u00bb<\/strong> tra le dimensioni di spazio e tempo come Oliveira, sperimentando egli stesso la <em>rayuela<\/em> del titolo, a partire da s\u00e9. Anche lui vive negli anni Cinquanta a Parigi, immerso nell\u2019esperienza esistenziale, ovvero cogliendo quanto la citt\u00e0 offriva e di cui Buenos Aires era sprovvista. Mentre pubblica altre opere, non smette di scrivere fogli sparsi che si accumulano e che costituiscono <em>in nuce<\/em> il romanzo. \u00abQuando ho finito il libro\u2026 l\u2019idea di proporre la doppia lettura, \u2026questo uscire dal futuro per tornare al passato e avvicinarsi al presente, \u2026dava al racconto una plasticit\u00e0 che mi sembrava illogico far scomparire appiattendo il libro e sviluppandolo come un qualsiasi romanzo dall\u2019andamento lineare\u2026 Questo poteva essere il primo modo di lettura. Ma mi \u00e8 sembrato che ci dovesse essere ancora una seconda opzione nella quale <strong><em>il lettore poteva<\/em> <em>saltare da capitoli successivi a capitoli precedenti<\/em>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, ritrovandosi con tanto materiale eterogeneo, \u00e8 costretto a organizzarlo: \u00abSono andato a casa di un amico\u2026 ho messo tutti i capitoli per terra e ho iniziato a passeggiare tra i capitoli tracciando piccoli sentieri e lasciandomi guidare da linee di forza\u00bb. L\u2019esito comporter\u00e0 almeno due diverse soluzioni di lettura: uno \u00e8 sequenziale e tradizionale, l\u2019altro \u00abconsiste nel compiere <strong><em>una serie di salti continui all\u2019interno del libro<\/em><\/strong>\u00bb, \u00abcome un mazzo di carte mescolate\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si consuma cos\u00ec l\u2019introduzione dell\u2019elemento ludico nell\u2019opera letteraria, consentendo di giocare con la realt\u00e0 senza irridere a essa, distinguendo tra forma e sostanza; e di avanzare verso la conoscenza, perch\u00e9 \u00abil cervello umano mantiene in fase embrionale la possibilit\u00e0 di trasformare la nozione di realt\u00e0 creando figure differenti\u00bb. E del resto anche Horacio Oliveira, nel flusso di coscienza delle dissertazioni sulla vita, non punta alla felicit\u00e0, ma alla dimensione in cui potere reinventare la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Rayuela<\/em> \u00e8 letteralmente il gioco della campana, tracciato con il gesso in strada e comune ai divertimenti dell\u2019infanzia. Come il bambino lancia un sasso e salta su un piede da una casella all\u2019altra, con l\u2019obiettivo di raggiungere quella finale, detta <em>cielo<\/em>, cos\u00ec il protagonista del romanzo avanza cercando quella dimensione di senso superiore. \u00abRayuela non era destinato ad avere quel titolo\u00bb &#8211; scrive Cort\u00e1zar a Manuel Antin, il 19 agosto 1964 &#8211; \u00abIl suo nome doveva essere Mandala\u2026Ma di colpo ho capito di non avere il diritto di esigere dal lettore la conoscenza del linguaggio esoterico buddhista o tibetano. E nel contempo ho capito che <em>Rayuela<\/em>, titolo modesto e accessibile a chiunque in Argentina, era la stessa cosa, perch\u00e9 una rayuela \u00e8 un mandala desacralizzato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trama oscilla tra due piani spaziali: \u201c<em>Dall\u2019altra parte\u201d<\/em> ovvero Parigi, dove trascorre la sua vita <em>boh\u00e9mienne<\/em> il protagonista Horacio Oliveira, intellettuale argentino diviso tra le dissertazioni di letteratura, arte e filosofia al Club e la tormentata storia d\u2019amore con La Maga, donna mistica fuori dal comune, tanto istintiva e ingenua quanto lui \u00e8 imprigionato nei suoi stessi dubbi esistenziali, dotata di un intuito straordinario che la fa vedere meglio di chiunque altro, smascherando finzioni e infingimenti nonostante non abbia studiato; e <em>\u201cDa questa parte\u201d<\/em> ovvero Buenos Aires, dove Horacio ha fatto ritorno ritrovando l\u2019amico Traveler e la moglie, e lavorando con loro in un circo e in un manicomio. Nella terza parte, confluisce altro materiale organizzato secondo la tavola d\u2019orientamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se le circostanze della nascita dell\u2019opera coesistono parallelamente all\u2019esperienza umana di Cort\u00e1zar, l\u2019intenzione dell\u2019autore invece attiene ai fondamenti della creazione letteraria, articolati su tre livelli: quello metafisico, quanto alla riflessione sulla condizione umana; quello narrativo, quanto alla ricezione delle diverse opzioni di lettura; quello estetico, quanto allo stile e al linguaggio, modellati sull\u2019improvvisazione del jazz. Cort\u00e1zar scrive \u00abcontro il linguaggio convenzionale\u00bb, inventando neologismi, destrutturando la grammatica e creando persino un linguaggio privato tra i due amanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla pubblicazione in Argentina, Rayuela incontr\u00f2 un grande successo di pubblico tra i giovani, segnando il panorama della letteratura latinoamericana, come \u00abuna specie di bomba atomica\u00bb, aveva scritto Cort\u00e1zar a Paul Blackburn nella lettera del 15 maggio 1962. A spiegarne le ragioni \u00e8 ancora l\u2019autore nell\u2019intervista a Omar Prego: Rayuela \u00e8 un \u00ablaboratorio mentale, nel quale il lettore si trova(va) a che fare con diversi problemi che riconosceva come suoi\u00bb, e risente del contesto storico in cui \u00e8 ambientato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si intende dunque perch\u00e9 Cort\u00e1zar ne parli come di un antiromanzo o di un controromanzo, non solo sul fronte linguistico, atteso che \u00e8 necessario \u00abricominciare da zero anche sul piano del linguaggio, \u2026 una sorta di pulizia della lingua prima di tornare a utilizzarla\u00bb e \u00abcapire in quale momento il cammino dell\u2019uomo ha imboccato la strada sbagliata, quando c\u2019erano alternative migliori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scardinamento della convenzione si consuma sul piano del canone. \u00abI romanzi mi piacciono sempre meno\u00bb &#8211; scrive a Jean Barnab\u00e9 il 27 giugno 1959 &#8211; \u00abCi\u00f2 che sto scrivendo ora sar\u00e0 qualcosa di pi\u00f9 simile a un antiromanzo, il tentativo di rompere gli schemi in cui il genere \u00e8 pietrificato. Credo che il romanzo \u201cpsicologico\u201d si sia esaurito e \u2026 occorre muoversi in un\u2019altra direzione. \u2026 La vera profondit\u00e0 di un uomo \u00e8 l\u2019uso che fa della propria libert\u00e0. Credo che la realt\u00e0 quotidiana in cui viviamo non sia che il margine di una favolosa realt\u00e0 che \u00e8 possibile riconquistare, e che il romanzo \u2013 come la poesia, l\u2019amore, l\u2019azione \u2013 debba proporsi di penetrare tale realt\u00e0. (\u2026) Per rompere questo guscio di abitudini gli strumenti letterari abituali non servono pi\u00f9, \u2026 ho bisogno di destrutturarmi per cercare di raggiungere un\u2019altra struttura pi\u00f9 reale e veritiera, \u2026 rinuncio a un mondo estetico per tentare di penetrare un mondo poetico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al controromanzo <em>Rayuela<\/em> di Cort\u00e1zar si attribuisce la sublimazione della finzione, l\u2019elevazione del destino umano in una sfera superiore, e il riconoscimento della creazione fantastica. Contemporaneamente, ritroviamo nel testo quella circolarit\u00e0 ispirata dalle regole del gioco e del salto, e al sogno del ritorno per il personaggio della Maga tra i pensieri di Oliveira. Musa sensuale e compagna a Parigi, la Maga non figura a Buenos Aires, dove la moglie di Traveler sembra assumerne le fattezze per Oliveira che non l\u2019ha dimenticata, n\u00e9 ha dimenticato quell\u2019incanto aleatorio che avvolgeva i loro incontri, estraneo uno all\u2019altra fino al momento di ritrovarsi sullo stesso ponte ai due lati della Senna.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"725\" height=\"312\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-1-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4500\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-1-1.png 725w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-1-1-300x129.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/PARIGI-1-1-425x183.png 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 725px) 100vw, 725px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parigi, <em>Pont des Arts<\/em> (a sinistra) e Tomba di Julio Cortazar a Montparnasse (a destra)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGli idoli infondono rispetto, ammirazione, affetto e, sicuramente, grande invidia. Cort\u00e1zar inspirava tutti questi sentimenti come pochi altri scrittori, ma ne inspirava anche un altro meno frequente: la devozione. \u00c8 stato, forse senza proporselo, l\u2019argentino che si \u00e8 fatto amare da tutti\u00bb &#8211; scriveva Gabriel Garcia Marquez, ricordando l\u2019amico scomparso e richiamando alla memoria episodi di condivisione, quali un viaggio in treno a Praga e quella volta che lo aveva visto assorto scrivere in un caff\u00e8 di boulevard Saint Germain. Qualche tempo dopo, lo avrebbe riconosciuto nel protagonista del racconto <em>L\u2019altro cielo<\/em>, quasi lo stesso Cort\u00e1zar avesse descritto nel corpo e nell\u2019aura s\u00e9 stesso. \u00abAveva un\u2019espressione distante e, allo stesso tempo, curiosamente intenta. La faccia di qualcuno che si \u00e8 ritrovato immobile in un momento del suo sogno e si rifiuta di fare il passo che lo riporter\u00e0 al dormiveglia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti bibliografici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Julio Cort\u00e1zar, <em>Rayuela<\/em> (1963), Einaudi 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Julio Cort\u00e1zar, <em>Lezioni di Letteratura<\/em>, Einaudi 2014<\/li>\n\n\n\n<li>Julio Cort\u00e1zar, <em>Bestiario<\/em> (1951), Einaudi 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Julio Cort\u00e1zar, <em>Fine del gioco<\/em> (1956), Einaudi 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Omar Prego e Julio Cort\u00e1zar, <em>Rayuela: l\u2019invenzione sfrenata<\/em>, tratto da O. Prego, <em>La fascinacion de las palabras. Conversaciones con Cort\u00e1zar<\/em>, Muchnik, Barcellona 1985<\/li>\n\n\n\n<li>Ernesto Franco, <em>Nel giro del giorno in ottanta mondi<\/em>, in Julio Cort\u00e1zar, Racconti, Einaudi 2014<\/li>\n\n\n\n<li>Pablo Neruda, <em>Confesso che ho vissuto<\/em> (1974), Euroclub 1980<\/li>\n\n\n\n<li>Gabriel Garcia Marquez, <em>L\u2019Argentino che si \u00e8 fatto amare da tutti<\/em>, in <em>Manuale di cronopi<\/em>, Francisco J. Uriz, Ed. de la Torre, 1992 (<a href=\"https:\/\/www.sagarana.it\/rivista\/numero12\/saggio5.html\">cit. rivista Sagarana n.12<\/a>)<\/li>\n\n\n\n<li>Jose Alejandro Adamuz, <a href=\"https:\/\/viajes.nationalgeographic.com.es\/a\/paris-julio-cortazar_13885\">La Parigi di Julio Cort\u00e0zar,<\/a> in Viajes \u2013 National Geographic, 12 febbraio 2019<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando nell\u2019ottobre 1971 si diffuse, con la pervasivit\u00e0 di un\u2019indiscrezione, la notizia che gli era stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura, Pablo Neruda si trovava a Parigi e, avutane conferma ufficiale dalla telefonata dell\u2019ambasciatore svedese, non esit\u00f2 a condividere le proprie emozioni con gli amici pi\u00f9 cari, che lo raggiunsero a cena: tra loro, Gabriel Garcia Marquez e, \u00abdal suo nascondiglio\u00bb, Julio Cort\u00e1zar (1914-1984). L\u2019episodio \u00e8 citato in Confesso che ho vissuto (1974), memoriale postumo di un\u2019esistenza intensa, travagliata e non estranea alle ostilit\u00e0 incontrate da Neruda nell\u2019affermazione nell\u2019Olimpo della poesia. 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