{"id":4367,"date":"2026-10-14T00:01:00","date_gmt":"2026-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4367"},"modified":"2026-10-08T12:45:21","modified_gmt":"2026-10-08T10:45:21","slug":"donna-vita-liberta-azar-nafisi-e-il-coraggio-del-cambiamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/10\/14\/donna-vita-liberta-azar-nafisi-e-il-coraggio-del-cambiamento\/","title":{"rendered":"Donna, vita, libert\u00e0: Azar Nafisi e il coraggio del cambiamento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 nell\u2019uomo un impulso a lottare \u201ccontro la forma sbagliata delle cose\u201d; una ricerca di dire di s\u00e9, per narrarsi, partendo dalla percezione che si ha di s\u00e9. <br>A partire da questa considerazione, vorrei parlarvi di una donna.<br>Azar Nafisi \u00e8 un ex professoressa di Letteratura Inglese presso l&#8217;Universit\u00e0 Allameh Tabatabai di Tehran; la sua carriera inizia infatti in Iran nel 1979.<br>Perch\u00e9 dovrebbe interessarci questa donna, tra l\u2019altro figlia di Ahmad Nafisi, ex sindaco di Teheran, e di Nezhat Nafisi, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano?<br>Ebbene Azar Nafisi \u00e8 salita soprattutto alla ribalta dopo essersi dimessa dal suo incarico universitario nel 1995 per il suo atteggiamento oppositivo al regime. Del resto era stata testimone della rivoluzione islamica e della salita al potere dell&#8217;ayatollah Khomeini. E non poteva essere diversamente, se pensiamo che Nafisi era cresciuta in un contesto educativo occidentale.<br>A riprova del fatto che dimostrava atteggiamenti recalcitranti di fronte ai tentativi di metterle un \u201cbavaglio alla bocca\u201d da parte del governo autoritario-autocratico, ricordiamo che nel periodo tra 1981-1987, poco \u201crispettosa\u201d delle norme vigenti sull&#8217;abbigliamento del suo Paese, venne espulsa dall\u2019Universit\u00e0.<br>Reintegrata poi nel proprio ruolo di docente, continu\u00f2 a manifestare un pensiero libero all\u2019interno dell\u2019esercizio della sua professione, fino a quando decise di licenziarsi nel 1995 a causa delle continue  disapprovazioni delle autorit\u00e0. Ma ebbe un\u2019idea: nell\u2019autunno proprio del 1995, decide di invitare le sue migliori studentesse a casa sua ogni gioved\u00ec mattina. Lo spazio che offriva alle ragazze era libero e lontano da qualsiasi voce delatrice e controllo ideologico e morale esercitato dallo Stato teocratico in cui viveva, soprattutto quando sottoponeva alle giovani opere di riflessione critica su testi come Madame Bovary e Il grande Gatsby, Lolita, (di Vladimir Nabokov), interpretati e comparati alla cultura iraniana. Inoltre il controllo esercitato dal potere avviene anche per tutto ci\u00f2 che concerne le librerie dai cui scaffali scompaiono le opere di autori e autrici, persiani ed occidentali, non rispondenti all\u2019ideologia o che abbiano al loro interno parole come \u201cvino\u201d o \u201cbacio\u201d; tale decisione avviene anche per quanto riguarda i programmi scolastici.<br>Tutto questo diverr\u00e0 in seguito terreno fecondo per la composizione del suo libro \u201cLeggere Lolita a Teheran\u201d.  Il libro esce nel 2003 e diviene un bestseller. Come un romanzo scritto da un autore russo negli Stati Uniti negli anni Cinquanta riesca a parlare a un gruppo di donne che nella Repubblica islamica dell\u2019Iran si riuniscono in clandestinit\u00e0 a leggerlo \u00e8 il movente che d\u00e0 inizio alla narrazione:<br>Nel libro si racconta del contesto estremamente integralista in cui vivono le universit\u00e0 e a cui vengono imposte regole di abbigliamento severo che vanno dall\u2019 obbligo del velo, alla divisione dei sessi in aule diverse, ad atti punitivi rivolti a professori \u201cdisobbedienti\u201d. <br>(Ricordiamo che Il romanzo narra della passione di un uomo maturo per una ragazza pre-adolescente. Chi narra \u00e8 un professore di letteratura di trentasette anni assillato in modo angoscioso da Lolita, una ragazza dodicenne. Con lei nasce una relazione sessuale, dopo che egli \u00e8 diventato il patrigno. Lolita \u00e8 il soprannome che l&#8217;uomo d\u00e0 in privato alla ragazzina)<br>Dice Azar Nafisi: \u201cSe oggi voglio scrivere di Nabokov \u00e8 per celebrare la nostra lettura di Nabokov a Teheran, contro tutto e contro tutti. (\u2026) \u00c8 di Lolita che voglio scrivere, ma ormai mi riesce impossibile farlo senza raccontare anche di Teheran\u201d Ci\u00f2 \u00e8 indicativo della grande consapevolezza di una donna, una cittadina, in grado di cogliere come il valore della letteratura risieda in una continua attualizzazione del tessuto narrativo di un\u2019opera.<br>E prosegue: \u201cQuesta, dunque, \u00e8 la storia di Lolita a Teheran, di come Lolita abbia dato un diverso colore alla citt\u00e0, e di come Teheran ci abbia aiutate a ridefinire il romanzo di Nabokov e a trasformarlo in un altro Lolita: il nostro\u201d.  <br>Cos\u00ec nella lettura del testo e nei dibattiti con le allieve, l\u2019autrice ci fa assistere ad un cambio di rotta.<br>Pare, allora, che la parola d\u2019ordine delle discussioni clandestine sia \u201cSprovincializzare\u201d \u2013 e mi si lasci passare il termine \u2013 \u201cagirla\u201d , (Lolita), in altri spazi geografici, attraverso vicende che non corrispondono in toto a quelle del libro.<br>Il tessuto del romanzo prende altre vie, si allargano le sue maglie, l\u2019ordito vive di riferimenti ad un presente dove la condizione della \u201cdonna musulmana\u201d \u00e8 condizione di sottoposta quando ogni suo gesto, \u201ccome una ciocca di capelli fuori posto, pu\u00f2 recare disturbo alla quiete pubblica\u201d.<br> \u201cChiunque fossimo \u2013 e non importava a quale credo appartenessimo, se volevamo portare il velo oppure no, se osservavamo o meno certi precetti religiosi-, eravamo diventati il prodotto del sogno di qualcun altro.\u201d <br>Mi immagino questo gruppo di donne, sedute, intente con gli occhi a percorrere le pagine di Lolita, mentre le parole intrecciano citazioni, passi del testo e all\u2019improvviso sorgere allusioni, riferimenti alle proprie esistenze, disposte in una linea animata tra gioie e dolori. Non sar\u00e0 stato allora pi\u00f9 Nabokov il centro del  ma le vicende di ciascuna che proprio da Nabokov facevano fiorire un pensiero nato da un modello di vita femminile imposto.<br>Ci potremmo chiedere infine in che modo la letteratura riesca a farci reperire, attraverso le parole, la nostra realt\u00e0 filtrata dagli occhi di un altro -l\u2019autore di un romanzo -.<br>Si sa che la realt\u00e0 in cui siamo immersi \u00e8 fatta di situazioni che spesso richiedono interventi immediati e rapidi.<br>Possiamo trovare risposta nella citazione di Azar Nafisi \u201cCuriosamente, i romanzi in cui ci rifugiavamo ci portavano a mettere in discussione proprio quella realt\u00e0 che ci sembrava di non riuscire neanche ad articolare.\u201d<br>In un Paese che esclude opere letterarie che non siano di supporto a un\u2019ideologia, negando quindi un dibattito libero sui valori, anche solo quelli ritenuti tali, reperibili nei libri, comprendiamo bene come tali disposizioni politiche possano essere pericolose per la crescita di un popolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 nell\u2019uomo un impulso a lottare \u201ccontro la forma sbagliata delle cose\u201d; una ricerca di dire di s\u00e9, per narrarsi, partendo dalla percezione che si ha di s\u00e9. 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