{"id":4347,"date":"2026-10-14T00:01:00","date_gmt":"2026-10-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4347"},"modified":"2026-10-07T08:54:25","modified_gmt":"2026-10-07T06:54:25","slug":"olimpiadi-berlino-1936-la-lealta-di-luz-long-prima-del-salto-record-di-owens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/10\/14\/olimpiadi-berlino-1936-la-lealta-di-luz-long-prima-del-salto-record-di-owens\/","title":{"rendered":"Olimpiadi Berlino 1936 \u2013 La lealt\u00e0 di Luz Long prima del salto record di Owens"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Olimpiadi del 1936 giunsero in un momento storico molto delicato che avrebbe portato alla seconda guerra mondiale. Hitler era in piena ascesa e voleva sfruttare l\u2019evento di Berlino quale strumento di propaganda per manifestare agli occhi del mondo la supposta superiorit\u00e0 della razza ariana. Ma non aveva fatto i conti con lo spirito olimpico, nobile fuoco nell\u2019anima dei veri sportivi. Se il mondo fosse pervaso dai valori olimpici dimenticheremmo presto le guerre e tutto ci\u00f2 che le animano. Tale spirito era pienamente incarnato da Luz Long, grande atleta di Lipsia. Quando vide, durante le qualificazioni, il suo principale rivale Jesse Owens in difficolt\u00e0 &nbsp;dopo due salti in lungo nulli, lo aiut\u00f2 nell\u2019 ultima possibilit\u00e0 a disposizione. Long, da sportivo, voleva vincere, ma per aver saltato meglio del suo avversario e non certo grazie a 3 salti nulli; cos\u00ec consigli\u00f2 al rivale di iniziare la sua corsa un po\u2019 pi\u00f9 indietro e posizion\u00f2 un fazzoletto bianco per fornirgli un ulteriore riferimento visivo. L\u2019atleta afroamericano riusc\u00ec cos\u00ec a qualificarsi per la finale, nella quale salt\u00f2 8 metri e 6 cm (medaglia d\u2019oro e record olimpico, che rester\u00e0 imbattuto fino al 1960); conquist\u00f2 ben 4 medaglie d\u2019oro: salto in lungo, 100 metri, 200 metri e staffetta. Tali gesti strabiliarono Long che port\u00f2 Owens in trionfo in un giro di pista memorabile. Il tutto davanti agli occhi inorriditi dell\u2019intero stato maggiore della Wehrmacht. Owens anni dopo dichiar\u00f2: <em>\u201cHitler deve essere impazzito vedendo che ci abbracciavamo\u201d<\/em> (<em>Fonte \u201cCerchi di gloria \u2013 Passione olimpica\u201d-youtube)<\/em>. Tra i due nacque una splendida amicizia che resistette anche alla guerra. Prima di restare ucciso in Sicilia durante l\u2019operazione Husky, l\u2019atleta di Lipsia sped\u00ec un\u2019ultima struggente lettera all\u2019amico Owens. Temendo la fine ormai prossima, Long espresse il desiderio che il figlio, ancora molto piccolo, venisse a conoscenza della loro amicizia fraterna, mai intaccata dal regime e dalla guerra. Mor\u00ec a 30 anni il 14 luglio 1943 ed \u00e8 seppellito presso il mausoleo germanico\/monumento alla pace di Motta S. Anastasia (CT). Ogni tanto vado a trovarlo, c\u2019\u00e8 una immensa distesa di ulivi, l\u2019unico suono \u00e8 il canto degli uccelli. La consuetudine \u00e8 quella di depositare non un fiore, che appassisce, ma un sasso (antichissima usanza soprattutto ebraica. Il sasso viene posto come forma di rispetto e segno durevole del nostro passaggio). Questo posto ci ricorda la follia della guerra e la potenza dei sentimenti, anche in circostanze a dir poco avverse. Ecco uno stralcio della lettera, il pi\u00f9 toccante: <em>\u201cil mio cuore mi dice che questa potrebbe essere l\u2019ultima lettera che ti scrivo. Se cos\u00ec dovesse essere, ti chiedo di andare in Germania quando il conflitto sar\u00e0 finito. Va a trovare mio figlio e raccontagli che neppure la guerra \u00e8 riuscita a rompere la nostra amicizia. Tuo fratello, Luz\u201d.<\/em> Owens rispett\u00f2 la sua volont\u00e0 e and\u00f2 pi\u00f9 volte a trovare il figlio di Long in Germania, partecipando anche alle sue nozze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I film che narrano la storia di Luz Long<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parte qualche corposo documentario, l\u2019unico lungometraggio di cui sono a conoscenza \u00e8 <em>\u201cRace \u2013 Il colore della vittoria\u201d<\/em>, film del 2016 di Stephen Hopkins, nel quale il rapporto tra i due atleti viene discretamente approfondito. Poi c\u2019\u00e8 il pluripremiato cortometraggio \u201cFreunde\u201d (trad. \u201cAmicizia\u201d\/anno 2019), di Vladimir Di Prima e Lavinia Zammataro (sceneggiatura di Sergio Barone, Lavinia Zammataro, Attilio Romano; soggetto di Umberto Lugnan) che omaggia questa coraggiosa amicizia, che qualcuno defin\u00ec addirittura \u201cimpossibile\u201d per evidenziare il contesto storico in cui nacque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hitler beffato da un gesto semplice e spontaneo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luz Long era un grandissimo atleta. Basti pensare che proprio alle Olimpiadi di Berlino 1936 stabil\u00ec il record olimpico di salto in lungo prima di essere superato da quello di Owens. In pi\u00f9 era biondissimo, slanciato, con gli occhi azzurri, un testimonial perfetto della \u201crazza ariana\u201d promulgata dal regime nazista. Avrebbe dovuto umiliare chi veniva descritto nel Mein Kamft come \u201csemiscimmia\u201d biologicamente inferiore. E invece che fa? Non solo aiuta il suo rivale afroamericano a compiere il suo salto di qualificazione; addirittura lo omaggia con un gesto certamente spontaneo pi\u00f9 che politico, ma che poi politico lo diventa per forza: Owens fu abbracciato e portato in trionfo in un giro di pista davanti agli occhi del fuhrer. Con il candore di un bambino (perch\u00e9 questo diventiamo quando facciamo con passione e libert\u00e0 ci\u00f2 che ci piace) si mise nei guai ma regal\u00f2 all\u2019umanit\u00e0 delle immagini potenti capaci ancora oggi, a distanza di 90 anni, di toccarci nel profondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"830\" height=\"385\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Berlino-immagine.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4349\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Berlino-immagine.jpg 830w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Berlino-immagine-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Berlino-immagine-768x356.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Berlino-immagine-425x197.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Olimpiadi del 1936 giunsero in un momento storico molto delicato che avrebbe portato alla seconda guerra mondiale. 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