{"id":4279,"date":"2026-09-14T00:01:00","date_gmt":"2026-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4279"},"modified":"2026-09-13T23:29:42","modified_gmt":"2026-09-13T21:29:42","slug":"i-fatti-di-petra-1937-sui-sassi-sacri-a-demetra-le-origini-di-enna-per-nino-savarese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/09\/14\/i-fatti-di-petra-1937-sui-sassi-sacri-a-demetra-le-origini-di-enna-per-nino-savarese\/","title":{"rendered":"I fatti di Petra (1937) : sui sassi sacri a Demetra, le origini di Enna per Nino Savarese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSavarese \u00e8 un minore? Averne, di minori come questo\u00bb &#8211; scriveva nel 2017 Goffredo Fofi nel recensire il ritorno in libreria di <strong><em>I fatti di Petra<\/em><\/strong> (1937) di <strong>Nino Savarese<\/strong> (1882-1945), che con <em>Rossomanno<\/em> (1935) e <em>Il capopopolo<\/em> (1940) compone la trilogia dedicata al mito delle origini e alla storia di Enna, appena una parte della sua vasta produzione letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul nome dello scrittore ennese \u2013 nato quando la citt\u00e0, inespugnabile roccaforte di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi, era nominata ancora Castrogiovanni (secondo la pronuncia araba del toponimo medievale <em>Castrum Hennae<\/em>, modellato sul romano <em>Henna<\/em> o <em>Enna<\/em> e sul greco <em>\u1f1c\u03bd\u03bd\u03b1<\/em>, di radice sicana) \u2013 \u00e8 infatti ingiustamente calato il sipario del passato, oscurandone la figura di autore originale e intellettuale sostenitore della storia della letteratura siciliana del Novecento; in pi\u00f9, gravandolo di demerito per la collaborazione a <em>La Ronda<\/em> (1919-23), la rivista letteraria che intendeva superare la <em>poetica del frammento<\/em> degli scrittori vicini a <em>La Voce<\/em> (1908-16), avversi ai paradigmi della narrazione ottocentesca. E proprio per avere proposto il ritorno alla tradizione contro avanguardie, futuristi e vociani, e il rifugio nel neoclassicismo, l\u2019esperienza dei <em>rondeschi<\/em> \u2013 quali il poeta Vincenzo Cardarelli e il critico Emilio Cecchi, tra i sette fondatori della rivista \u2013 fu accostata al consenso al regime e a uno stile pedante e accademico, complice l\u2019affermazione di altre ideologie letterarie e di altro gusto. In una intervista del 1959 a <em>Il Giorno<\/em>, Elio Vittorini, nell\u2019intento di ribadire il giudizio non favorevole per <em>Il Gattopardo<\/em>, dichiarava: \u00abFosse uscito intorno al 1930 si potrebbe collocarlo nella storia letteraria italiana un po&#8217; pi\u00f9 su (ma anche tanto pi\u00f9 a destra) delle fatiche di Nino Savarese. Uscito oggi finir\u00e0 per restarne al di sotto. \u00c8 una seducente decantazione dei Vicer\u00e9 di Federico De Roberto a livello della prosa dei cosiddetti rondeschi\u00bb, stigmatizzando la ricercatezza estetizzante di quegli scrittori. In realt\u00e0, la loro <em>prosa d\u2019arte<\/em> non solo rappresent\u00f2 uno sviluppo della sperimentazione dei vociani verso le vette di scrittura dei romanzi del Novecento, ma fu anche un riferimento sano e necessario per la formazione di altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basti pensare al mensile letterario <em>Lunario siciliano<\/em> (1927-31), diretto da Francesco Lanza e stampato a Enna, dove operavano intellettuali quali Napoleone Colajanni, Giuseppe Lombardo Radice, Nino Savarese, Telesio Interlandi e altri, che, contro la volont\u00e0 del regime di cancellare le diversit\u00e0 storiche, culturali e linguistiche, e di conformarle a un\u2019idea nazionalistica di italianit\u00e0, \u00abrivendicavano una forte identit\u00e0 siciliana, periferica e rurale, una tradizione letteraria, popolare e colta, con cui non si potevano recidere i legami\u00bb (V. Consolo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto basti pensare al tributo di filiazione letteraria, di cui si fa testimone e interprete Leonardo Sciascia nella prefazione a <em>Le Parrocchie di Regalpetra<\/em> (1956), a proposito del titolo trovato \u00abmolto felicemente\u00bb dall\u2019editore: \u00ab(\u2026) il nome del paese, Regalpetra, contiene due ragioni: la prima, che nelle antiche carte Racalmuto \u00e8 segnata come Regalmuto; la seconda, che volevo in qualche modo rendere omaggio a Nino Savarese, autore dei Fatti di Petra. (\u2026) a parte l\u2019affezione che ho sempre avuto per l\u2019opera di Savarese, e specialmente l\u00e0 dove tocca i miti e le storie della terra siciliana, debbo confessare che proprio sugli scrittori \u201crondisti\u201d &#8211; Savarese, Cecchi, Barilli \u2013 ho imparato a scrivere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, a rimuovere la <em>damnatio memoriae<\/em> di Savarese per la presunta vicinanza al fascismo, non pu\u00f2 essere omessa la vicenda della sceneggiatura sul mondo contadino isolano, commissionata dal regime attraverso Nallo Mazzocchi Alemanni, direttore dell\u2019Ente per la Colonizzazione del Latifondo Siciliano, da cui il fotografo e regista Vittorio Pozzi Bellini avrebbe dovuto trarre un documentario, come si evince dalla ricostruzione in <em>Un eretico innocente<\/em> di Liborio Termine (Sellerio, 1987). Al dettato retorico della propaganda e all\u2019iconografia rurale fascista, il testo di Savarese rispose con un\u2019operazione etnografica e un\u2019indagine umana sul territorio, afflitto da abbandono, miseria, sfruttamento e umiliazione. \u00abLa Sicilia \u00e8 una terra fecondissima, luminosa, immersa in una estrema chiarezza, ma a cominciare dal clima tutto vi \u00e8 grave, inceppato, difficile\u00bb &#8211; si legge nel dattiloscritto <em>Motivi per un film sulla Sicilia di ieri e oggi<\/em> (1940), custodito presso l\u2019antica biblioteca comunale di Palazzo Chiaramonte a Enna &#8211; \u00abLa difficolt\u00e0 che gli uomini incontrano nel camminare, nel procurarsi l\u2019acqua, nel difendersi dal sole, sono dello stesso genere di quelle che incontrano nei rapporti sociali e familiari. C\u2019\u00e8 nei siciliani, e specie nella povera gente, una innata diffidenza per tutto ci\u00f2 che emana dai poteri dello Stato. Forse perch\u00e9 nella loro lunga storia, nessuna novit\u00e0 politica, nessuna legislazione li raggiunsero per portar loro dei reali vantaggi. (\u2026) La maggior parte dei siciliani non conosce i modi industriali della ricchezza: non conosce altra fonte di vita che la terra. (\u2026) Cos\u00ec che non sorprende il sentire, come io ho sentito dalla bocca di un vecchio agricoltore morente, che in fondo non gli dispiaceva morire, perch\u00e9, diceva, \u201cCos\u00ec finisco di scrutare il cielo\u201d\u00bb. La conclusione che i siciliani vivessero in una terra dove \u00abtrovano negato il frutto della sua fecondit\u00e0 perch\u00e9 manca d\u2019equa distribuzione\u00bb non poteva che incontrare il pi\u00f9 fermo diniego della societ\u00e0 cinematografica per la \u00abcompromettente natura ideologica\u00bb del testo, nonch\u00e9 la bocciatura da parte della commissione, con il risultato che il film non fu pi\u00f9 girato. E tanto dovrebbe bastare a spiegare come il cuore di Savarese non battesse per l\u2019ideologia, ma piuttosto per l\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 profonda dell\u2019uomo e per il suo posto nella storia, tanto nelle geografie periferiche &#8211; dove il mondo meridionale sedimenta nella cultura e nella lingua del suo popolo, secondo l\u2019impronta sociale riconosciuta da Goffredo Fofi, nel segno dell\u2019esperienza palermitana al seguito di Danilo Dolci \u2013 quanto nell\u2019<em>umbilicus Siciliae,<\/em> attributo che gli antichi riferivano a Enna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Panorama_di_Enna_innevata.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4282\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Panorama_di_Enna_innevata.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Panorama_di_Enna_innevata-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Panorama_di_Enna_innevata-425x301.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Panorama_di_Enna_innevata-767x544.jpg 767w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enna <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Castello_di_Lombardia_con_la_torre_Pisana.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4283\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Castello_di_Lombardia_con_la_torre_Pisana.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Castello_di_Lombardia_con_la_torre_Pisana-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Castello_di_Lombardia_con_la_torre_Pisana-767x544.jpg 767w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Castello_di_Lombardia_con_la_torre_Pisana-425x301.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Castello di Lombardia<\/em> &#8211; Enna<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, nella folta congerie di opere \u2013 romanzi, novelle, saggi, racconti come il delizioso <em>Gatteria<\/em> (1925), sul morbo del principe Daineo di Ballanza, sul suo \u00abparadiso gattesco\u00bb non lontano da <em>Il giardino dei gatti ostinati<\/em> (1963) di Italo Calvino, e sul suo (in)verosimile ritorno in vita in sembianze feline, oltre a cronache e altro \u2013 la trilogia ennese occupa un posto di prim\u2019ordine, che eleva la citt\u00e0 a quello stato di bellezza, che far\u00e0 dire a Vittorini che \u00abLa gente \u00e8 contenta nelle citt\u00e0 che sono belle.(\u2026) ha belle strade e belle piazze in cui passeggiare, ha magnifici abbeveratoi per abbeverarvi le bestie, ha belle case per tornarvi la sera, e ha tutto il resto che ha, ed \u00e8 bella gente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 noto che le fonti classiche collocano Enna nell\u2019orbita del sacro culto della dea Demetra, di cui le testimonianze archeologiche conservano la <em>Rocca di Cerere<\/em> sull\u2019antica acropoli: una cima isolata dal resto del monte, pietra sulla pietra, sede del recinto (gr. \u03c4\u03ad\u03bc\u03b5\u03bd\u03bf\u03c2) consacrato alla dea e alla figlia Kore (Persefone o Proserpina) e luogo della manifestazione divina del mito associato all\u2019alternanza delle stagioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"750\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Demetra-di-Cnido-350-a.C.-British-Museum-Londra.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4286\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Demetra-di-Cnido-350-a.C.-British-Museum-Londra.jpg 500w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Demetra-di-Cnido-350-a.C.-British-Museum-Londra-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Demetra-di-Cnido-350-a.C.-British-Museum-Londra-367x550.jpg 367w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Demetra di Cnido<\/em> (350 a.C.) &#8211; British Museum, Londra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"771\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833-1024x771.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4284\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833-425x320.jpg 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833-767x577.jpg 767w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/rocca-di-cerere-6-scaled.jpg-622525833.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Rocca di Cerere <\/em>&#8211; Enna<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"855\" height=\"395\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ROCCA-DI-CERERE-UNICO-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4285\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ROCCA-DI-CERERE-UNICO-1.png 855w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ROCCA-DI-CERERE-UNICO-1-300x139.png 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ROCCA-DI-CERERE-UNICO-1-425x196.png 425w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ROCCA-DI-CERERE-UNICO-1-766x354.png 766w\" sizes=\"auto, (max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Rocca di Cerere<\/em> (particolari) &#8211; Enna <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come descritto da Ovidio nelle <em>Metamorfosi<\/em>, l\u2019episodio attiene al ratto della fanciulla ad opera di Ade, dio degli Inferi, colpito dai dardi di Eros per volere di Afrodite, ed \u00e8 arbitrato da Giove, che ammette che Proserpina trascorra sei mesi con la madre e sei con il marito: \u00abE subito lei cambia d&#8217;umore e d&#8217;aspetto:\/ se sino allora poteva apparire cupa persino a Plutone, \/ ora ha la fronte lieta, come il sole che, prima coperto\/ da nubi di pioggia, fra squarci di nubi s&#8217;affaccia\u00bb (vv. 568-571). La vicenda si consuma tra il Lago di Pergusa e l\u2019Etna, ma il mito investe il mondo classico e si irradia come la luce dorata delle messi sull\u2019intera isola, arricchendosi della ricezione popolare e delle sovrapposizioni tra gli Inferi e l\u2019Inferno, tanto da fare desiderare allo scrittore Paul-Louis Courier, bloccato a Reggio Calabria al seguito dell\u2019armata napoleonica nel 1806, di attraversare al pi\u00f9 presto lo Stretto: \u00abVoglio vedere la patria di Proserpina, e sapere perch\u00e9 il diavolo ha preso moglie proprio in quel paese\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"378\" height=\"613\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Screenshot-2026-09-13-230457.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4289\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Screenshot-2026-09-13-230457.png 378w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Screenshot-2026-09-13-230457-185x300.png 185w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Screenshot-2026-09-13-230457-339x550.png 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gian Lorenzo Bernini, <em>Ratto di Proserpina<\/em> (1621-22), <br>Galleria Borghese &#8211; Roma<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giulio-Moschetti-Fontana-del-Ratto-di-Proserpina-1904-Catania.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4287\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giulio-Moschetti-Fontana-del-Ratto-di-Proserpina-1904-Catania.jpg 960w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giulio-Moschetti-Fontana-del-Ratto-di-Proserpina-1904-Catania-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giulio-Moschetti-Fontana-del-Ratto-di-Proserpina-1904-Catania-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Giulio-Moschetti-Fontana-del-Ratto-di-Proserpina-1904-Catania-425x319.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giulio Moschetti, <em>Fontana del Ratto di Proserpina<\/em> (1904) &#8211; Catania<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella rocca pietrosa, inespugnabile per gli uomini e sacra alla divinit\u00e0, \u00e8 l\u2019ispirazione per la fondazione della citt\u00e0 immaginaria di <strong>Petra<\/strong>, sulla sommit\u00e0 di un altopiano degradante verso il mare, compreso tra i Monti Petrei e l\u2019Etna, \u00abche col tempo bello si scorge fino alla sua radice, ma cos\u00ec scorporata dalla lontananza, che sembra una nuvola azzurra\u00bb, attraversata dai fiumi Krisas e Acathe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due parti compongono il testo: la prima \u00e8 un <em>excursus<\/em> sommario attraverso i secoli, collazionato attraverso le comuni memorie cittadine, dalla fondazione del primo nucleo all\u2019Ottocento; la seconda \u00e8 la cronaca contemporanea a firma di Lionardo Incisa, che nel 1899 firma il suo testamento spirituale per i futuri abitanti della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La narrazione intreccia le fonti classiche e storiografiche al determinismo fantastico di Savarese, che ricuce episodi tratti dal mito e dall\u2019epos nella tela di un nuovo racconto: cita Diodoro Siculo e riprende da Tucidide, \u00abinventore della storia moderna\u00bb (S. Romano), la notizia dell\u2019insediamento di Lestrigoni e Ciclopi in Sicilia prima dei Sicani, come riportata dalle \u00abmemorie poetiche\u00bb e \u00abdall\u2019opinione su quelle genti\u00bb, e la considerazione che, al di l\u00e0 degli oracoli, guerra e pace siano scelte terrene in mano agli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accade dunque che, a liberare quelle alture infestate dai giganti, sopraggiunse via mare Ercole, consentendo agli abitanti del luogo di uscire dai rifugi e di costruire finalmente la nuova citt\u00e0. L\u00ec essi portarono la barca abbandonata dall\u2019eroe, facendone un oggetto di venerazione, consolidandola con pietre e sostituendo la prua con un masso, tanto da non distinguere pi\u00f9 il legno dalla pietra. Sotto i Siculi e i Greci, che vi aggiunsero una fontana, il sito divenne \u00abPiazza della Barca\u00bb, rimanendo sempre libero e \u00abconsacrato da quel primo atto di concordia\u00bb. Nel tempo, i mercanti fenici vi allestirono i loro banchi e gli abitanti continuarono a ritrovarvisi, fino alla rivolta degli schiavi guidati da Euno, che seminarono sangue e morte. Sotto i Normanni, il nucleo della fondazione fu rinominato \u00abpiazza della Sbarra\u00bb e la citt\u00e0 conobbe la convivenza di siciliani, greci, musulmani, italiani del continente (detti lombardi) ed ebrei, fino alla devastazione ad opera di re Guglielmo contro i baroni, che la ridusse in macerie. Sotto re Guglielmo il Buono, la citt\u00e0 fu finalmente riedificata: baroni e popolani sembrarono uniti dalla solidariet\u00e0 comune, ma presto iniziarono le dispute di confine e il Gran Giustiziere mand\u00f2 da Palermo un Dirigente per ripristinarne l\u2019antico assetto. Riemerse l\u2019antico selciato e furono erette la Cattedrale e l\u2019Universit\u00e0. Petra continu\u00f2 a crescere nei secoli, \u00able bocche dicono sempre le medesime cose: che vogliono amare, che vogliono danaro, che vogliono mutare governo. Nel perenne tribunale della maldicenza, ognuno condanna gli altri, e s\u00e9 assolve\u00bb; e \u00abPiazza Trivio\u00bb fu il nuovo nome della piazza, a riunire le tre arterie cittadine principali. Qui si consum\u00f2 la congiura contro il medico Francesco Lanza, assassinato per non avere preso posizione nello scontro tra latini (=siciliani) per Matteo Palizzi e catalani per Blasco Alagona. Dopo un\u2019ampia lacuna storiografica, le cronache ricominciano con la guerra contro la citt\u00e0 di Castrorao per la contesa del monte della Cogna, finita con la vittoria di Petra e la restituzione delle tre campane requisite, in cambio di un\u2019offerta di cera alla Madonna dell\u2019Itria nel giorno della festa. Nel XVI secolo, la citt\u00e0 conosce un lusso senza freno, e i governatori emanano regole per intimare la modestia contro lo sfarzo dei costumi femminili e l\u2019ozio nobiliare, che alimenta le rivalit\u00e0 tra le famiglie Ventimiglia e Alaimo, fino allo scontro cui seguiranno la morte dei rispettivi rappresentanti, i disordini in citt\u00e0 e la fuga dei nobili. Sotto Carlo V, la carestia si abbatte su Petra e sull\u2019isola, gravata dalla peste a Trapani e a Siracusa, poi le dominazioni straniere si susseguiranno fino al 1860. In questa soluzione di continuit\u00e0, la sola novit\u00e0 sar\u00e0 l\u2019introduzione dell\u2019illuminazione notturna, il 23 aprile 1798.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"330\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ercole-Farnese-III-d.C.-Museo-Archeologico-di-Napoli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4290\" srcset=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ercole-Farnese-III-d.C.-Museo-Archeologico-di-Napoli.jpg 330w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ercole-Farnese-III-d.C.-Museo-Archeologico-di-Napoli-172x300.jpg 172w, https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ercole-Farnese-III-d.C.-Museo-Archeologico-di-Napoli-315x550.jpg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Ercole Farnese<\/em> (III d.C.) &#8211; Museo Archeologico di Napoli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta la seconda parte si concentra sullo sviluppo ottocentesco della citt\u00e0, pur nella prima decadenza dei palazzi nobiliari, con riguardo a eventi e date: l\u2019epidemia di colera del <strong>1845<\/strong>, dilagata da Napoli, e la caccia all\u2019untore borbonico, scoperto grazie a un asino, portato in trionfo a piazza Trivio e in cattedrale, mentre il contagio prosegue; i lavori per la ferrovia nel <strong>1869<\/strong>, con l\u2019apertura della galleria attraverso il monte della Cogna e l\u2019evoluzione dell\u2019economia petrese, tra agricoltura e industria zolfifera; la costruzione del cimitero e l\u2019apertura della \u00abVenere mercenaria\u00bb, la casa di tolleranza che segna il cambiamento dei costumi, la fine delle serenate e dell\u2019amore casto, il mutamento dei tempi e delle generazioni, tra la scomparsa dell\u2019ultimo maestro del Teatro dei Pupi e la Donna Volante librata a bordo di una mongolfiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine Ottocento, Petra \u00e8 una galleria vivente di personaggi: dei suoi sette quartieri, alla Cadda risiedono i cornuti, al Castello i ventosi, all\u2019Itria la nobilt\u00e0, ai Cappuccini i baciapile, a San Martino le donne belle, ai Greci i bisognosi, ai Bagni i maldicenti; e comunque ogni abitante ha tempo solo per la propria esistenza, per la storia vissuta dietro la porta della propria casa. Si susseguono i ritratti decadenti dei singoli &#8211; il cavaliere, il timido professore, il giovine amatore, il sensale, la zitella, la madre e la figlia, il commendatore, il deputato \u2013 e delle ombre di poeti, filosofi, filantropi e scienziati che diedero lustro alla citt\u00e0. Il declino ricade anche su Piazza Trivio e sul narratore, che si riconosce vecchio e anziano secondo il flusso del tempo, per cui cambiano le stagioni, cambia la citt\u00e0 e cambiano i cittadini, e saranno i futuri residenti a continuare il racconto della Petra che verr\u00e0. \u00abIl giuoco delle stagioni si ripete sempre eguale. Ma gli uomini non se ne accorgono\u00bb &#8211; scrive Incisa\/Savarese nell\u2019epilogo, attingendo ai cardini di un ordine superiore, all\u2019alternanza perenne di Proserpina tra la terra e gli inferi, al ripetersi del passaggio del treno e della vita umana. L\u2019uno e l\u2019altra inseguono il \u00abmoto degli astri, che anch\u2019essi alla medesima ora attraversano il cielo, \u2026 per effetto del gran meccanismo celeste dal quale l\u2019uomo aveva forse imitato quel suo piccolo congegno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti bibliografici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nino Savarese, <em>I fatti di Petra<\/em> (1936), Il Palindromo 2017<\/li>\n\n\n\n<li>Goffredo Fofi, <em>La Sicilia tra mito e storia<\/em> in <em>Internazionale,<\/em> 11 marzo 2017<\/li>\n\n\n\n<li>Nunzio Zago, <em>I Gattopardi e le Iene,<\/em> Sellerio editore Palermo 1987<\/li>\n\n\n\n<li><em>Vittorini confessa: scrivo i libri ma penso ad altro,<\/em> intervista a Roberto De Monticelli in <em>Il Giorno<\/em> del 24 febbraio 1959<\/li>\n\n\n\n<li>Vincenzo Consolo, <em><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2108\">Il Lunario ritrovato<\/a><\/em>, prefazione alla ristampa anastatica del <em>Lunario siciliano<\/em>, Enna 1999<\/li>\n\n\n\n<li>Salvatore Picone, <em>Savarese \u201cil provocatore\u201d e la sceneggiatura bocciata. Una storia compromettente<\/em> in La Repubblica- edizione Palermo del 15 ottobre 2025<\/li>\n\n\n\n<li>Leonardo Sciascia, <em>Le Parrocchie di Regalpetra<\/em>, Laterza 1982<\/li>\n\n\n\n<li>Nino Savarese, <em>Gatteria<\/em> (1925), Il Palindromo 2025<\/li>\n\n\n\n<li>Italo Calvino, <em>Il giardino dei gatti ostinati<\/em> in <em>Marcovaldo ovvero Le stagioni in citt\u00e0<\/em> (1963), Oscar Mondadori 2013<\/li>\n\n\n\n<li>Elio Vittorini, <em>Le citt\u00e0 del mondo<\/em> (1969), Bompiani 2021<\/li>\n\n\n\n<li>Turi Vasile, <em>Gli Dei<\/em> in <em>Paura del vento e altri racconti,<\/em> Sellerio editore Palermo 1991<\/li>\n\n\n\n<li>Ovidio, <em>Metamorfosi,<\/em> a cura di Ramous M., Garzanti 1999<\/li>\n\n\n\n<li>Tucidide, <em>La guerra del Peloponneso,<\/em> prefazione di Sergio Romano, BUR Rizzoli 2012<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>Sicilia, la Fabbrica del mito<\/em>, Longanesi 2013<\/li>\n\n\n\n<li>Matteo Collura, <em>L\u2019isola senza ponte. Uomini e storie di Sicilia<\/em>, Longanesi 2007<\/li>\n\n\n\n<li>Maria Corti, <em>Catasto magico,<\/em> Einaudi 1999<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSavarese \u00e8 un minore? Averne, di minori come questo\u00bb &#8211; scriveva nel 2017 Goffredo Fofi nel recensire il ritorno in libreria di I fatti di Petra (1937) di Nino Savarese (1882-1945), che con Rossomanno (1935) e Il capopopolo (1940) compone la trilogia dedicata al mito delle origini e alla storia di Enna, appena una parte della sua vasta produzione letteraria. Sul nome dello scrittore ennese \u2013 nato quando la citt\u00e0, inespugnabile roccaforte di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi, era nominata ancora Castrogiovanni (secondo la pronuncia araba del toponimo medievale Castrum Hennae, modellato sul romano Henna o Enna e sul greco \u1f1c\u03bd\u03bd\u03b1,<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/09\/14\/i-fatti-di-petra-1937-sui-sassi-sacri-a-demetra-le-origini-di-enna-per-nino-savarese\/\">Read More &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4280,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[538],"tags":[348,594,596,543,42,154,593,581,56,132],"ppma_author":[13],"class_list":["entry","post","publish","author-petula","post-4279","format-standard","has-post-thumbnail","category-209-settembre-2026","post_tag-enna","post_tag-i-fatti-di-petra","post_tag-il-ratto-di-proserpina","post_tag-leonardo-sciascia","post_tag-letteratura","post_tag-mitologia","post_tag-nino-savarese","post_tag-sasso","post_tag-sicilia","post_tag-storia"],"authors":[{"term_id":13,"user_id":7,"is_guest":0,"slug":"petula","display_name":"Petula Brafa","avatar_url":{"url":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg","url2x":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/brafa.jpg"},"author_category":"","first_name":"Petula","last_name":"Brafa","user_url":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4279"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4279\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4299,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4279\/revisions\/4299"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4279"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=4279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}