{"id":4266,"date":"2026-09-14T00:01:00","date_gmt":"2026-09-13T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/?p=4266"},"modified":"2026-09-13T20:51:16","modified_gmt":"2026-09-13T18:51:16","slug":"polvere-di-stelle-e-dimore-interiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/2026\/09\/14\/polvere-di-stelle-e-dimore-interiori\/","title":{"rendered":"Polvere di stelle e dimore interiori"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema di questo mese \u00e8 \u201cSasso\u201d. Da settimane penso inconsciamente a cosa voglio dire con questo articolo. In fondo, abbiamo sempre qualcosa da dire o da scrivere, solo che non ci soffermiamo abbastanza perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che, ormai, la vita corre veloce. Bisogna stare al passo con i tempi e con la societ\u00e0, altrimenti si rimane indietro. E allora corri, corri, corri: la societ\u00e0 \u00e8 fluida e la regola d&#8217;oro \u00e8 &#8220;tutto e subito&#8221;. E cos\u00ec anche io, in questo momento, sto scrivendo di getto; sono un fiume in piena e ho paura di dimenticare, di non dire abbastanza, di non riuscire a scrivere seguendo l&#8217;intuizione che ho avuto. E allora la penna scorre veloce. Un respiro. Mi fermo. Dimentico ci\u00f2 che volevo scrivere. Riparto lentamente: \u00e8 uno sforzo essere pazienti, \u00e8 uno sforzo l&#8217;attesa, \u00e8 uno sforzo il &#8220;dolce far niente&#8221;, quel vuoto, quel vacare, utile e necessario alla mente e al cuore; \u00e8 uno sforzo, \u00e8 la vera sfida. \u00c8 tempo di vacanza, e dall\u2019etimologia della parola \u2013 spazio vuoto \u2013 dovremmo \u201cvacare\u201d, ed invece tutti cerchiamo di riempire questo tempo libero, privandolo della sua vera essenza. Che peccato! Anche io, purtroppo, cado ultimamente in questa trappola.<br><br>Rientrata da qualche giorno dalle vacanze in Sicilia, sono a Roma, \u00e8 il 22 agosto, e la citt\u00e0 mi ha riassorbita. Per il nono numero di Operaincerta del 2026, provo a ritrovare uno spazio, il mio spazio per la scrittura, per la riflessione, uno spazio in cui la vita \u00e8 lenta, in cui ci si pu\u00f2 fermare: ecco, questa per me \u00e8 la scrittura.<br><br>Nel corso di questi giorni, i miei pensieri sono tornati a una delle tante esperienze vissute con \u201cpercorsi di vita\u201d. Un\u2019esperienza nell\u2019esperienza, vissuta sul Monte Tancja durante il periodo trascorso alla scuola di formazione operativa. Si tratta della prima edizione di Star dust \u2013 polvere di stelle- un trekking stellare, guidato da un fisico. Dopo un dialogo con don Luca Peyron, autore di Cieli sereni, astrofilo e compagno di cammino, il quale guida gli scienziati della NASA, tra scienza e fede, facemmo un esercizio semplice ma profondo: cercare almeno tre parole per &#8220;polvere&#8221; e almeno tre per &#8220;stelle&#8221;. Ricordo ancora le parole affiorate, come invisibile, cemento, casa, mentre ad altri la polvere evocava immagini pi\u00f9 negative&#8230; Beh, per le stelle, invece, tutto brillava, semplice. Ma \u00e8 grazie a quel cemento sottile ed invisibile che pu\u00f2 costruirsi qualcosa e qualcosa che pu\u00f2 portarti anche alle stelle, alla luce. Ecco il filo conduttore che mi ha riportato alla mente la parola \u201cPietra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Ma cosa significa davvero questo termine? La pietra potrebbe essere un ostacolo, oppure un trampolino di lancio. Potrebbe essere l\u2019elemento pi\u00f9 piccolo di una costruzione, o al contrario il frammento minuscolo di una maceria. Potrebbe essere quella pietra scartata dai costruttori che \u00e8 divenuta testata d\u2019angolo, o richiamare l&#8217;ammonimento antico: \u00abChi di voi \u00e8 senza peccato, scagli la prima pietra\u00bb.<br><br>La pietra non \u00e8 soltanto un frammento immobile caduto ai margini del cammino; sulla carta appare inanimata e statica, eppure possiede una forza segreta: \u00e8 il battito nascosto della terra, la memoria millesima del tempo che sa come mettere radici e gettare basi solide. Pu\u00f2 ergersi a barriera pesante o trasformarsi nella spinta per spiccare il volo, rimanendo l&#8217;elemento fondamentale su cui costruire tutto ci\u00f2 che siamo destinati a diventare.<br><br>Mentre mi preparo a partire per l\u2019Albania, a pochi giorni da questo viaggio ripenso alla pietra scartata dai costruttori divenuta testata d\u2019angolo, ed il mio cuore corre verso una mia amica. Beh, il tempo dell\u2019adultit\u00e0 \u00e8 un tempo pieno di interrogativi: dove sar\u00f2? Dove costruir\u00f2 la mia Casa? Ma cos&#8217;\u00e8 Casa? Siamo tutti un po&#8217; Ulisse. Dopo una lunga chiacchierata con lei, ho ripensato alla parabola in cui l&#8217;uomo saggio costruisce la sua casa sulla roccia: \u00abQuando cadono la pioggia e i fiumi in piena e i venti si abbattono su di essa, quella casa non crolla perch\u00e9 \u00e8 fondata sulla roccia viva\u00bb. Crescendo ti rendi conto che Casa sono le persone e i luoghi che ami e che impari ad amare, oltre il tempo e le distanze.<br><br>E se mettessi Dio come prima Pietra per la tua Casa? La sete di Dio \u00e8 passione pura, fuoco che arde e amore che brilla. Un amore cos\u00ec non si esaurisce mai, neppure quando ci crediamo in vacanza; anzi, \u00e8 proprio il vacare che ci offre il vuoto e il deserto per comprendere la pienezza e la mano generosa di Dio nella nostra vita. Senza timore: ancor prima che sorga l\u2019alba, Lui ci ha gi\u00e0 pensati. C&#8217;\u00e8 la fiducia in un Padre provvidente che non tarder\u00e0 a prenderci per mano, anche quando ci sentiremo come Pietro, pronti a vacillare. Dio ci ama con le nostre paure, le nostre imperfezioni e le nostre pause, semplicemente perch\u00e9 siamo suoi figli. E potenzialmente per noi, ma non per Lui, figli amati, felici e fecondi. Siamo la scommessa pi\u00f9 bella di Dio sulla terra. Centrare la propria vita su Dio, rende la Casa del tuo cuore, Terra stabile. Scegliere Dio come pietra su cui fondare la propria esistenza richiede attraversare periodi intensi, combattere le proprie battaglie, vivere le proprie piogge. E \u00abCadde la pioggia e venne la primavera\u00bb: \u00e8 tempo di costruirsi e ricostruirsi. E allora ritornando a quegli interrogativi esistenziali sappiamo che ogni passo diventa necessario per il passo successivo, si costruiscono tratti di strada necessari per altri tratti di vita, e le risposte in questo continuo costruirsi sono nel tempo che le realizzer\u00e0. Siamo dei veri acrobati dell\u2019equilibrio.<br><br>Tornata dall\u2019Albania, concludere questo articolo \u00e8 una vera e propria sfida. Ed \u00e8 una sfida che accetto volentieri, soprattutto perch\u00e9, oggi inaspettatamente, mi sono imbattuta in queste parole, condivise da un mio amico, lette su Get up and Walk, tratte dal commento a Luca 6,43-49: \u00abChiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrer\u00f2 a chi \u00e8 simile: \u00e8 simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume invest\u00ec quella casa, ma non riusc\u00ec a smuoverla perch\u00e9 era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, \u00e8 simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la invest\u00ec e subito croll\u00f2; e la distruzione di quella casa fu grande\u00bb. <br><br>In fondo, riflettere sulla pietra, sulla polvere e sulle stelle ci riconsegna la verit\u00e0 pi\u00f9 grande: la casa non \u00e8 soltanto qualcosa che edifichiamo noi con la fatica delle nostre mani o la caparbiet\u00e0 delle nostre scelte. \u00c8, prima di tutto, un dono immenso che riceviamo, fatto di &#8220;citt\u00e0 grandi e belle che non abbiamo edificato, e case piene di ogni bene che non abbiamo riempito&#8221; (cfr. Dt 6,10-11).<br><br>La vera sfida, allora, una volta abitata questa dimora e giunti alla pienezza dei suoi frutti, \u00e8 quella di non dimenticarsi mai della Sorgente di ogni grazia, custodendo i precetti nel cuore e imprimendoli sugli stipiti delle nostre porte. La casa \u00e8 il nostro cuore, la nostra fede, la nostra storia e la comunit\u00e0 di affetti che ci circonda. \u00c8 un\u2019opera viva che richiede tempo, radici profonde e una pazienza infinita, nella certezza luminosa che ogni mattone di bene posato con amore \u2014 anche quando sembra invisibile o scartato \u2014 \u00e8 destinato a resistere a qualsiasi tempesta, diventando testata d\u2019angolo di una primavera che non finisce mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema di questo mese \u00e8 \u201cSasso\u201d. Da settimane penso inconsciamente a cosa voglio dire con questo articolo. In fondo, abbiamo sempre qualcosa da dire o da scrivere, solo che non ci soffermiamo abbastanza perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che, ormai, la vita corre veloce. Bisogna stare al passo con i tempi e con la societ\u00e0, altrimenti si rimane indietro. E allora corri, corri, corri: la societ\u00e0 \u00e8 fluida e la regola d&#8217;oro \u00e8 &#8220;tutto e subito&#8221;. 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Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, dove ha ottenuto anche l\u2019abilitazione all\u2019esercizio della professione forense.\r\n\r\nSpecializzata in diritto processuale minorile, ha sviluppato una formazione giuridica solida, unita a una spiccata sensibilit\u00e0 sociale. Accanto all\u2019attivit\u00e0 professionale, \u00e8 infatti da anni impegnata nella tutela dei diritti umani e nel servizio sociale.\r\n\r\nHa inoltre maturato competenze specifiche in diritto internazionale e diritto dell\u2019immigrazione. L\u2019esperienza lavorativa presso gli uffici del contenzioso del Dipartimento per le Libert\u00e0 Civili e l\u2019Immigrazione le ha consentito di acquisire una conoscenza approfondita del funzionamento delle istituzioni e delle dinamiche amministrative.\r\n\r\nAttivamente inserita in contesti di formazione rivolti ai giovani, coltiva da sempre una profonda passione per la scrittura."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/users\/47"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4266"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4266\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4276,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4266\/revisions\/4276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4266"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.operaincerta.it\/OIWP\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=4266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}